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Exploration in Calabria – September 2001

 

 

 

 

   EXPLORATIONS IN CALABRIA,     BERGAMOT AND BRONZES.

 SEPTEMBER 2001.

 

A view of Tropea Marina.

Una vista della Marina a Tropea.


1 September 2001.

Calabria occupies the extreme south west of the Italian peninsular i.e. the toe of the boot. It has been inhabited since pre-historic times; although we mostly hear little of this and we always seem to start with the arrival of the colonists from Greece in about the 8th century BC. They founded a number of colonies and seem to have lived in peace with the original inhabitants. They obviously liked the country, and it is very like their homeland with its mountainous terrain. After a time some settlements became overcrowded and they then founded colonies of their own. The sites have mostly been identified and excavated, providing us with many exciting artefacts.

The arrival of the Romans was evidently a rather slow process and it was many years before the territory was Latinized, the Greeks meanwhile had moved inland and merged with the indigenous inhabitants. Christianity came quite early and we know that by 465 AD Squillace had a Bishopric; but by this time the Roman Empire was in decline and Italy was being invaded by the Goths. Alaric, their leader, died near Cosenza; the legend is that he was buried in the bed of the river Busento, in full armour, seated on his horse and surrounded by a rich booty from the sack of Rome; his resting place has never been found.

The Longobards reached as far as Cosenza and divided Calabria; the Southern part was left to the Byzantines. In these uncertain times a large number of monasteries were established by Greek monks, who took refuge here from the persecutions of the Persians and Arabs. The Orthodox Rite was brought back into use and almost entirely supplanted the Latin Rite. There are still healthy Orthodox Churches here today.

The Saracens were already well established in Sicily, and their incursions into Calabria pushed the inhabitants away from the coasts and into the hills, where they could better defend themselves. The Normans, having gained power here, went on to oust the Arabs from Sicily.

Frederick II Hohenstaufen became the ruler in 1197 and many castles are dated to this period; including the one in Cosenza where he is reputed to have lived for some time. Between 1266 and the early 15th century the Angevins held power, to be followed by the Aragonese who moved the capital from Palermo to Naples. This proved to be a disaster for Calabria, which became a backwater; the local lords and barons had complete control and imposed heavy taxes, crippling the local economy and population.

Things improved in the 18th century when the Bourbons came to the throne, until the arrival of Napoleon’s troops in the early 1800’s; their main act seems to have been to close all the monasteries and kill most of the monks. Even after the restoration of the Bourbons the monasteries were not re-founded.

It is only late in the 20th century, with the easing of communications, that the region has enjoyed a fairly stable economy, whilst still having the highest unemployment levels in Italy. Now with the building of motorways and airports, and a great deal of help from the E.U., tourism is becoming an important industry. Quite rightly so, as this is a marvellous place to visit with something for everyone. Lovely beaches, high mountains, serene lakes, skiing in winter, equitable climate and beautiful scenery.

1 Settembre 2001.

La Calabria occupa 1’estremo sud-ovest del(a penisola Italiana est cioè il dito del piede dello stivale, È abitata sin da tempi preistorici; benché si sappia poco di questo, si comincia sempre con l’arrivo dei Greci nell’ottavo secolo a.C. Loro hanno fondato un certo numero di colonie e sembra abbiano abitato in pace con gli abitanti del luogo. Evidentemente gli piaceva la zona, e era come la loro patria pervia del terreno montuoso. Dopo un po’ di tempo, un numero di insediamenti, era sovraffollato e così hanno fondato le proprie colonie. I siti che sono stati identificati e scavati e ci hanno dato molti artefatti eccitanti.

L’arrivo dei romani evidentemente è stato abbastanza lento e sono passati molti anni primi che il luogo fosse latinizzato, nel frattempo i Greci si erano trasferiti all’interno del paese e unendosi con gli abitanti indigeni. La religione cristiana è arrivata abbastanza presto e sappiamo che nel 465 d.C. Squillace aveva un vescovo, ma in questo periodo l’impero romano era in declino e l’Italia era invasa dai goti. Alarico, il loro capo, mori vicino a Cosenza; la leggenda dice che sia stato seppellito nel letto del fiume Busento, e che portava in armatura completa, ed era seduto sul suo cavallo e circondato dalle ricche spoglie del saccheggio di Roma; la sua tomba non è mai stata trovata.

I longobardi arrivarono fino a Cosenza e separarono la Calabria; la parte sud fu lasciata a bizantini. In questi tempi incerti furono fondati molti monasteri dai monaci greci, che erano fuggiti qua dalla persecuzione dei persiani e degli arabi. Si ritorno ad usare il rito ortodosso scalzando quasi completamente il rito latino. Ci sono ancora oggi chiese ortodosse in Calabria.

I saraceni erano già radicati in Sicilia, e le loro incursioni in Calabria forzarono le popolazioni a dirigersi dalla costa alle colline, dove era più facile difendersi. I normanni, dopo aver conquistato la Calabria, andarono ad espellere gli arabi dalla Sicilia.

Federica II ne divenne il re nel 1197 e molti castelli furono costruiti durante questo periodo; incluso quello di Cosenza dove si crede vi abbia abitato per un periodo. Tra il 1266 e l’inizio del quindicesimo secolo gli angioini hanno governato, seguiti dagli aragonesi che hanno trasferito la capitale da Palermo a Napoli. Questo è stato un disastro per la Calabria, che divenne un accumulato d’acqua; i capi locali avevano completa autorità e imposero tasse pesanti, che paralizzarono l’economia locale e anche la popolazione.

Quando i borboni ne diventarono i sovrani, le cose migliorarono fino all’arrivo dell’esercito di Napoleone verso il 1800; il loro proposito è stato quello di chiudere tutti i monasteri e uccidere molti monaci. Perfino dopo la restaurazione dei borboni, i monasteri non vennero aperti.

È solo verso la fine del ventesimo secolo, con il miglioramento del(e comunicazioni, che la regione ha goduto di un’economica abbastanza sicura, benché abbia ancora il più alto livello di disoccupazione in Italia. Adesso con la costruzione delle autostrade e 1’aeroporto, e anche molti soldi dati dall’E.U., il turismo è diventando un’industria molto importante. È giustissimo, perchè questo è un luogo meraviglioso da visitare, con qualcosa per tutti. Le belle spiagge, le montagne alte, i laghi sereni, lo sci d’inverno, il clima equo e le belle viste.

 

An illustration from the Purple Codex.

Un’illustrazione dal codice purpureo.


2 September 2001.

Our first visit today was to the old Greek town of Rossano to see the famous Purple Codex, a most important illuminated book that dates from the 6th century. It is the oldest illustrated manuscript Gospel book known today and shows scenes from the life of Christ and from the Old Testament. It is interesting to be able to compare them with the many frescos and mosaic, which I have seen over the years, and to see the differences and similarities.

At the cathedral they were celebrating a wedding but we did not have enough time to spare and wait for it to finish; however, we did see their 12th century inlaid marble altar. Near Rossano we visited the Church of the Patrion; one of the best preserved Norman churches in Calabria. It is in a very remote location and was part of a monastery. It was very badly damaged in the 1831 earthquake and it was only in 1995 that it was restored for use; other parts, like the cloister, are still to be renovated. The mosaic pavement of the 11th century has been preserved in places and is so like ones which we saw last year in Puglia, that it was suggested that they were created by the same workshop. Even in those times ideas were spread despite the difficulties in travel.

On our return journey we visited San Demetrio Corone, an Albanese village, where the church is an example of Byzantine architecture. It is dedicated to St. Adrian, a Greek Orthodox Albanese saint, because the Albanians observe the Greek Orthodox rite. We were informed that he had had his arms and legs cut off and that his wife managed to preserve one arm. The statue of the saint shows a Roman Officer and his wife, but that may not be relevant to the story.

2 Settembre 2001.

La nostra prima visita oggi era la vecchia città greca di Rossano per vedere il famoso codice purpureo, un libro dipinto, molto importante che è stato realizzato nel sesto secolo. È il più vecchio manoscritto tinteggiato del vangelo che si conosca oggi e mostra le scene della vita di Cristo e del vecchio testamento. È molto interessante poterli paragonare con i molti affreschi e mosaici, che ho visto durante molti anni, e vedere i divari e anche le analogie.

Nella cattedrale c’era una cerimonia nuziale, ma non avevamo tempo di aspettarne la fine; però, siamo riusciti a vedere 1’altare di marmo intarsiato del dodicesimo secolo.

Vicino a Rossano abbiamo visitato la chiesa del Patrion; una delle chiese normanne in Calabria più preservate. È in un luogo molto remoto e faceva parte di un monastero. Durante il terremoto del 1831 è stato molto danneggiato e solo nel 1995 venne restaurato per essere usato; altre parti, per esempio il chiostro, devono essere ancora rinnovate. Il pavimento di mosaico dell’undicesimo secolo è preservato in parte e dato che assomiglia molto a quello che abbiamo visto 1’anno scorso in Puglia, entrambi potrebbero essere stati fatti dallo stesso laboratorio. Anche in questi tempi le idee erano disseminate, anche se c’era difficoltà nel viaggiare.

Durante il nostro giro di ritorno abbiamo visitato San Demetrio Corone, un villaggio albanese, dove la chiesa e un buon esempio di architettura bizantina. È dedicato a San Adriano, un santo greco ortodosso albanese, perché gli Albanesi seguono il rito greco ortodosso. Ci avevano informati che gli avevano tagliate le braccia e anche le gambe e che sua moglie aveva preservato un braccio. La statua del santo mostra un ufficiale romano e sua moglie ma questo forse non è attinente alla storia.

The choice between Christ and Barabbas, The Purple Codex.

Scelta tra Gusù e Barabba,dal Codice Purpureo.

 

 

 

 

 

 

St Mark, The Purple Codex.

San Marco, dal Codice Purpureo.

 

 

 

 

 

 

Christ’s entry into Jerusalem, The Purple Codex.

Ingresso di Gesù a Gerusalemme, dal Codice Purpureo.

 

 

 

Christ admonishing the money changers, The Purple Codex.

Gesù scaccia i venditori dal tempio, dal Codice Purpureo.

 

 

 

Parable of the Good Samaritan, The Purple Codex.

Parabola del Buon Samaritano, dal Codice Purpureo.

 

 

 

Parable of the 10 Virgins, The Purple Codex.

Parabola delle 10 Vergini, dal Codice Purpureo.

 

 

 

Christ before Pilate, The Purple Codex.

Cristo davanti a Pillato, dal Codice Purpureo.

 

 

 

 

The repentance of Judas, The Purple Codex.

Il penitenti di Guida, dal Codice Purpureo.

 

 

 

 

The Cathedral. Rossano.

La cattedrale, Rossano.

 

 

 

 

 

 

A view from Rossano.

Una vista da Rossano.

 

 

Fresco of a Saint, San Demetrio Corone.

 

Affresco del Santo, San Demerito Corone.

 

 

 

 

 

A mosaic, San Demetrio Corone.

 

Un mosaico, San Demerito Corone.

 

 

 

 

 

 

 

 

Statue of St Adrian, San Demetrio Corone.

La statua di San Adriano, San Demerito Corone.

 

 

 

 

 

 

A view near Rossano.

Una vista vicino Rossano.

 

 

 

 

 

 

Typical Albanian costumes.

Costumi tipici albanesi.

 

 

 

A view from Altomonte.

Una vista da Altomonte.

 

 


3 September 2001.

We spent the morning exploring old Cosenza. First the monastery of St. Francis of Assisi; which at present is home to the Byzantine reliquary cross, given to the cathedral by Frederick II on the occasion of its re-consecration in 1222. It also has the paintings from Palazzo Arnone which I saw on my last visit. We walked through part of the old town to the cathedral to see the tomb of Isabella of Aragon, the wife of King Phillip III of France. She died here in 1271 after falling from her horse whilst returning to France from Sicily. On the opposite side of the nave there is a 3rd century Roman Sarcophagus in carved marble.

The Castle, which dominates the town, is mostly a ruin; the foundations are said to be Roman but it has been rebuilt a number of times and the present structure dates mainly from the 13t” century. I recall that on my first visit, many years ago, it was possible to walk on the battlements, but now they are closed and only a small part of the castle is open to the public.

Altomonte is a picturesque little town with many medieval buildings. In the Medieval quarter any old derelict buildings are bought by the local council, they restore them, modernise the interiors, and then they are rented to local young married couples, especially those with young children. This is to keep the young people in the town and keep it alive.

The church, which we visited today, Santa Maria Della Consolazione is a jewel of Gothic-Angevin art unique in Calabria; it was built in 1343 – 1345 by the Count of Altomonte Filippo Sanginelo. The bell tower is an 11th century edifice. The interior is quite plain with only a small fragment of fresco and the tomb of the founder at the east end behind the altar. It is a marvellous monument. The sarcophagus has the figures of seven saints carved on the front and one at each end, nine in all, (St. George is at the centre) and above two angels are holding back a curtain to reveal an effigy of the founder on the lid. Faith, Hope and Charity standing upon lions hold aloft the whole thing. Near the west door there is the tomb of a knight.

Adjoining the church is the Dominican monastery, which is now the civic Museum. Many of the paintings there came from the church whilst it was being restored. I do not know if they will be returned now that the restoration is complete. I do admire the enthusiasm of the local museum curators, who want one to see everything and always provide too much information.

3 Settembre 2001.

Abbiamo passato la mattinata esplorando il vecchio Cosenza. Prima il monastero di san Francesco di Assisi; che, in questo momento, è l’ospizio per la Croce reliquiaria bizantina, data alla cattedrale da Federico secondo, quando è stata consacrata di nuovo nel 1222. Ha anche pitture dal Palazzo Arnone che ho visto l’anno scorso. Abbiamo camminato attraverso una parte della città antica per vedere la cattedrale e la tomba di Isabella di Aragona, la moglie di Filippo terzo re di Francia. Qui Isabella morì nel 1271 dopo essere caduta da cavallo, quando stava ritornando in Francia dalla Sicilia. Nell’altro fianco della navata c’è un sarcofago romano di marmo scolpito, del terzo secolo.

Il castello, che domina la città, è abbastanza in rovina; si dice che le fondamenta siano romane, ma il castello è stato ricostruito un numero di volte e la struttura attuale è, per la maggior parte del tredicesimo secolo. Mi ricordo che, nella prima visita, era possibile camminare sulla merlatura, ma oggi è chiusa e solo una piccola parte del castello è aperta al pubblico.

Altomonte è una città pittoresca con molti edifici medievali. Nella parte medievale tutti i vecchi edifici abbandonati sono comprati dal municipio, poi li restaurano e rinnovano l’interino, e poi sono affittati a coppie giovani di sposi, particolarmente quelli con bambini piccoli. Questo e per tenerli nella città e mantenerne la vita.

Oggi abbiamo visitato la chiesa di Santa Maria della Consolazione che è un gioiello d’arte gotica-angioina unica in tutta la Calabria; è stata costruita nel 1343 – 1345 dal conte di Altomonte Filippo Sanginelo. Il campanile è dell’undicesimo secolo. L’interno è abbastanza severo con un solo piccolo frammento di affresco e la tomba del fondatore, all’est, dietro l’altare; è un monumento magnifico. Il sarcofago ha le figure di sette santi scolpiti nella facciata e un altro ad ogni lato, nove in totale, (San Giorgio è nel centro) e sopra i due angeli tengono una tenda per rivelare l’effigie del fondatore sul coperchio. Le figure, fede, speranza e carità, stanno su leoni, e tengono alto il monumento completo. Vicino alla porta ovest c’è la tomba di un cavaliere.

Adiacente alla chiesa c’è un monastero domenicano, che adesso è il museo civico. Molte delle pitture la vengano dalla chiesa quando è stata restaurata. Non lo so se ritorneranno adesso che la restaurazione è finita. Ammiro l’entusiasmo dei conservatori dei musei locali, desiderano che noi vediamo tutto e danno sempre troppe informazioni.

 

The castle in Cosenza.

Nel castello a Cosenza.

 

 

 

 

 

 

A street in Altomonte.

Una stradina a Altomonte.

 

 

 

 

 

 

A view from Altomonte.

Una vista da Altomonte.

 

 

 

 

Statue of St Michael, Altomonte.

La statua di San Michele, Altomonte.

 

 

 

 

 

 

Open door, Altomonte.

La porta aperta, Altomonte.

 

 

 

 

 

 

 

The church of Santa Maria della Consolazione, Altomonte.

A drawing by Mario Scarlato.

 

La chiesa di Santa Maria della Consolazione, Altomonte.

Un disegno di Mario Scarlato.

 

 

 

A view from Santa Severina.

Una vista da Santa Severina.

 

 


4 September 2001.

Santa Severina is set on an isolated outcrop of rock, it is 325m above sea level, and has the most marvellous views of the surrounding countryside. The castle is a Byzantine-Norman construction, subsequently extensively altered. In 1908 the owner of the castle put it up for auction and it was bought by the town council for 13000 Lire; quite a large sum at that time; it was used as council offices, a school and finally it was restored and is now a museum. The tower rooms, which are probably 17th century, have some frescos from the 1700’s and in one room the doors are painted with scenes from the story of Harlequin and Columbine. In what was the Byzantine chapel there are some small fragments of fresco.

At the museum of Crotone their great treasure is a gold diadem, decorated with leaves and acorns, which was discovered near the temple of Hera at Capo Colonna. It is a magnificent piece of work. It is quite a small museum but it clearly illustrates the Greek colonisation of Southern Italy.

The temple of Hera proved to be very disappointing; there is only one column still standing and that was covered in scaffolding, consequently we did not remain there for long. I did notice that there are oil rigs in the Bay of Crotone and I was told that oil has been discovered there.

We arrived in Le Castella at about 6.30pm when the sun was already very low in the sky, which made it quite difficult to take photos. The castle is a very large structure and it looked quite interesting; unfortunately we had only 10 minutes to take a photo, as we wanted to get to our hotel at Catanzaro Lido. We arrived at 7.45 p.m. having had a long journey and we were very tired.

4 Settembre 2001.

Santa Severina è su un affioramento di roccia isolata, è alta 325 m, e ha le belle viste della campagna vicina. Il castello è un edificio bizantino-normanno, dopo modificato molto. Nel 1908 il padrone mise il castello all’asta e il municipio lo compro per 13000 lire; un totale abbastanza alto in quel periodo; venne adibito a uffici comunali, una scuola e alla fine fu restaurato e adesso è un museo. Le stanze della torre, che probabilmente sono del diciassettesimo secolo, hanno affreschi del 1700. In una stanza le porte sono dipinte con le scene dalla storia di Arlecchino e Colombina. Ci sono frammenti di affreschi bizantini dove c’era la cappella.

Il grande tesoro, al museo di Crotone, è un diadema d’oro, decorato con foglie e ghiande, che è stato scoperto vicino al tempio di Era a Capo Colonna. È un’opera straordinaria. È un museo abbastanza piccolo, ma illustra chiaramente la colonizzazione greca del sud d’Itala.

Il tempio di Era a Capo Colonna è stato un grande disappunto per me; c’è solo una colonna adesso e quella era coperta di ponteggio, così non ci siamo rimasti per lungo tempo. Ho visto che c’erano le torri di sondaggio nella baia di Crotone e mi hanno detto che olio grezzo è stato scoperto.

Siamo arrivati a Le Castella verso le 6.30 p.m. quando il sole era molto basso nel cielo, così è stato molto difficile prendere foto. Il castello è un edificio molto grande e sembrava interessante, ma ci siamo stati solo 10 minuti; perchè volevamo andare a Catanzaro Lido e al nostro albergo. Siamo arrivati circa alle 7.45 p.m. è stato un viaggio lungo e eravamo molto stanchi.

 

Public garden, Santa Severina.

Il giardino pubblico, Santa Severina.

 

 

 

 

 

 

The castle, Santa Severina.

Il castello, Santa Severina.

 

 

 

 

The view from the castle, Santa Severina.

Una vista del castello, Santa Severina.

 

 

 

 

The castle, Le Castella.

Il castello, Le Castella.

 

 

Sunset, Le Castella.

Il tramonto, Le Castella.

 

 

 

 


5 September 2001.

The first ruin one encounters on a visit to the Roman town of Scolacium is the Norman basilica of Santa Maria Della Rocella. It was built at the end of the 11th century, reusing Roman material in the upper parts, which they recovered from Scolacium. It was built on a Latin cross plan and it is thought that it was never finished. The roof would have been very large for the period and it is doubtful that it ever had one. It is likely that it was built over part of the Roman town. Nearby is the recently excavated forum (c. 123 B.C.); in fact they were working there when we arrived; it is in an olive grove and the trees are left in situ with a mound of earth around their roots about 4 or 5 ft. high. They now have a very good idea of the plan of the forum and are now uncovering the most unusual pavement. It is made from blocks of stone 44cm square, arranged in 100 piece squares framed by brick borders. It is thought that this pattern is repeated 18 times along the length and 8 times across the width. It has led them to believe that it was built over the Greek agora but they will only be sure when they dig beneath the pavement.

We then visited the Roman theatre; it had a seating capacity of 3500; and it would seem that they used waterpower to raise and lower the curtain; one can envisage the plan from the remains. There is also an amphitheatre on the site but we did not see it. In the Byzantine period the area above the theatre was used as a burial ground.

We were provided with various leaflets and also a CD, which I will see later, about the area of Borgia.

We had lunch in Squillace but did not have time to visit the castle. I was then returned to the hotel to rest and write up my account of the day.

5 Settembre 2001.

La prima rovina, che si incontra nella visita alla città romana di Scolacium, è la basilica normanna di Santa Maria della Rocella. Venne costruita alla fine dell’undicesimo secolo, usando nella parte superiore il materiale romano da Scolacium. È stato fabbricato come una Croce latina e si pensa che non sia mia stato finito. Il tetto sarebbe stato molto grande, per questo periodo, si dubita che l’abbia mai avuto. È possibile che sia stato costruito sopra una parte della città romana. Vicino c’è il foro romano (c. 123 a.C.) che è stato scavato recentemente; in fatti stavano lavorando quando siamo arrivati; è in un oliveto e vi hanno lasciato gli alberi, con due metri di terra sopra le radici. Adesso hanno una buona idea della pianta del foro e ora hanno scoperto il pavimento che è molto insolito. È fatto da blocchi di pietra, di forma quadrata, di 44cm, sistemati in quadrati di 100 pezzi con una cornice di mattone. Pensano che questo disegno sia ripetuto 18 volte in lunghezza e 6 volte in larghezza. Perchè credono che questo sia stato costruito sopra 1’agora greca, ma, solo quando avranno scavato sotto il pavimento, ne saranno sicuri.

Poi abbiamo visitato il teatro romano; aveva posti per 3500 spettatori; e, pensano che abbiano usato l’energia idraulica per alzare e abbassare la tenda; si può immaginare la pianta dalle rovine. C’è anche un anfiteatro nel sito ma non lo abbiamo visto. Nel periodo bizantino l’area sopra il teatro era usata come cimitero.

Ci avevano dato un numero di fascicoli e anche un CD, che vedrò dopo, dell’area di Borgia.

Abbiamo pranzato a Squillace, ma non abbiamo avuto il tempo di vedere il castello. Poi sono ritornato all’hotel per recuperare e scrivere il mio resoconto del giorno.

 

Roman theatre, Scolacium.

Il teatro romano, Scolacium.

 

 

 

 

The Roman forum, Scolacium.

Il foro romano, Scolacium.

 

 

 

 

 

 

 

Roman statue, Scolacium.

Statua romana, Scolacium.

 

 

 

 

 

 

Roman statue, Scolacium.

Statua romana, Scolacium.

 

 

 

 

 

 

 

The castle, Squillace.

Il castello, Squillace.

 

 

 

The cathedral and the Bishop’s Palace, Squillace.

 

 

 

 

 

Old Squillace, a drawing by Giuseppe Mercurio.

Vecchia Squillace, un disegno di Giuseppe Mercurio.

 

 

 

 

 

Old Squillace, a drawing by Giuseppe Mercurio.

Vecchia Squillace, un disegno di Giuseppe Mercurio.

 

 

 

 

 

 


6 September 2001.

This was one of those long tiring days when there was just too much to see. First to Stilo and the Byzantine church La Cattolica, a square building with 5 domes, in the shape of a Greek cross. The central dome is supported on 4 antique columns, on the first column, on the right as you enter, there is an inscription in Greek “God is the Lord who appeared to us”. They have found that on the left hand column there is an Arabic carving “There is only one God, Allah”. There are still the remains of frescos; but the church was built against the mountain (it forms the left-hand wall) and it has made it rather damp; entirely the wrong conditions for fresco. Never the less, this is truly a little gem, possibly the best preserved example of its kind in Europe.

We continued on our way and visited the Greco-Norman monastery of San Giovanni Teresti at Bivongi. There are 3 or 4 monks here, some from Mount Athos, who take care of the monument and also help their visitors. We were special, naturally, and were offered a drink and some figs. Originally a Byzantine church with a high central drum and dome, it was altered in the Norman period when the western arm was extended to form the nave; this changed the plan from the Greek to the Latin cross. It is now mostly ruined but they are hoping to be able to start restoration next year and actually have a roof over the nave. This part of Calabria had thriving Greek monasteries until the 19th century when Napoleon’s army arrived and closed all of them.

In the afternoon we went to the Greek site of Locri, it was called Gerace Marina until the excavations revealed ancient Locri, it then changed its name and has now become an independent town with its own council etc. They have a good museum, which attempts to explain the ancient town, and it exhibits some of the finds. However, the most important artefacts are now in the Archaeological Museum in Reggio Calabria and we will see them tomorrow.

We could not see the cathedral in Gerace because they were conducting a wedding ceremony and when we returned later they were about to commence another. The crypt proved interesting and also the Treasury in an adjoining chapel. This also has Byzantine foundations with Norman and later additions. In the square of the Three Churches we went into the Greek Orthodox Church. From being a ruin, it was used as a depository for marble inscriptions from various excavations, in the 1990’s it reverted to being a church and a monk appointed to hold services and take care of the building. The Orthodox Church, in this part of the world, appears to be enjoying a revival. Also in this square we saw the church of St Francis of Assisi, which has an important 17th century altar. It is a very elaborate construction of inlaid marble; one panel shows Gerace behind its wall and scenes of old Gerace on others. The church was originally part of the Franciscan Monastery.

We arrived at Marina di Gioiosa, very tired, at 8 o’clock; unfortunately dinner was a disaster and we will be going to a restaurant tomorrow night. It is perhaps fortunate that we are only here for 2 nights.

6 settembre 2001.

Questo era uno dei giorni motto faticosi quando c’era troppo da vedere. Prima a Stilo e la chiesa bizantina La Cattolica, un edificio quadrato con cinque cupole come una Croce greca. La cupola centrale è sostenuta da quattro colonne antiche, sulla prima colonna, a destra quando si entra, c’è un’inscrizione greca ” Dio è il Signore che ci è apparso “. Hanno trovato che, sulla colonna a sinistra, c’è un lavoro d’intaglio arabo ” C’è un solo Dio, Allah “. Ci sono ancora resti di affreschi; ma la chiesa è stata costruita accanto alla montagna (forma la parate a sinistra) e questa ha fatto abbastanza inumidire gli affreschi; il clima è completamente sbagliato per questi! Nonostante questo, è veramente una gemma, possibilmente l’esempio del suo genere meglio preservato in Europa.

Abbiamo continuato il nostro percorso e visitato il monastero greco-normano di San Giovanni Teresti a Bivongi. Adesso ci sono 3 o 4 monaci, un certo numero dal monte Athos, che si prendono cura del monumento ed anche aiutano i suoi ospiti. Ci siamo stati, naturalmente, e essendo ospiti speciali ci hanno offerto una bibita e fichi. Originalmente questa era una chiesa bizantina con, al centro, un tamburo alto e una cupola, durante il periodo normanno la parte a ovest venne estesa come una navata; questa ha cambiato la pianta dalla Croce greca a Croce latina. Ora è abbastanza in rovina ma aspettano l’anno prossimo per cominciare la restaurazione e avrà ancora un tetto sopra la navata. Questa parte della Calabria aveva prosperosi monasteri greci fino al diciannovesimo secolo, quando l’esercito di Napoleone arrivò e tutti furono chiusi.

Nel pomeriggio siamo andati al sito greco a Locri, era chiamato Gerace Marina fino a quando gli scavi mostrarono Locri antica, poi il nome è stato cambiato e adesso è diventata una città indipendente con il suo proprio municipio ecc. Hanno un buon museo, che tenta di spiegare la vecchia città, e mostra un numero di scoperte. Comunque, gli artefatti più importanti adesso sono nel Museo Archeologico a Reggio di Calabria e li vedremo domani.

Non è stato possibile vedere la cattedrale a Gerace perchè c’era uno sposalizio e quando siamo ritornati più tardi cen’era un altro. La cripta era interessante e anche il tesoro in una cappella accanto. Il duomo ha le fondazioni bizantine con aumenti normanni e dopo. Nella Piazza delle Tre Chiese abbiamo visitato la chiesa greca ortodossa. Da una rovina, è stato usata come deposito per iscrizioni di marmo che hanno trovato in vari scavi, negli anni novata è ritornata ad essere una chiesa con un monaco che conduce le cerimonie e si prende cura dell’edificio. La chiesa ortodossa, in questa parte del mondo, pare stia godendo una rinascita. In piazza abbiamo visto anche la chiesa di San Francesco di Assisi, che ha un altare importante del diciassettesimo secolo. È un costruzione motto elaborata in marmo intarsiato; un pannello mostra Gerace dietro le mura e le scene di Gerace antica in altri. La chiesa, originalmente, era parte di un monastero francescano.

Siamo arrivati a Marina di Gioiosa, motto stanchi, alle otto di sera; sfortunatamente la cena è stata un disastro e domani andremo in un ristorante. Forse è una fortuna che stiamo qui per sole due notti.

 

A view from Stilo.

Una vista dallo Stilo.

 

 

 

 

 

 

La Cattolica, Stilo.

 

 

 

 

 

 

 

 

View near Bivongi.

Una vista vicino Bivongi.

 

 

San Giovanni Teresti, Bivongi.

San Giovanni Teresti, Bivongi.

 

 

 

 

San Giovanni Teresti, Bivongi.

San Giovanni Teresti, Bivongi.

 

 

 

 

San Giovanni Teresti, Bivongi.

San Giovanni Teresti, Bivongi.

 

 

 

 

 

Locri.

 

 

 

 

 

Locri.

 

 

 

 

 

Bronze mirror from Locri

Uno specchio di bronzo da Locri.

 

 

 

 

 

 

 

A votive tablet from Locri.

Una targa votiva da Locri.

 

 

 

 

 

 

 

A view from Gerace.

Una vista da Gerace.

 

 

Santa Maria dei Trendenti, Staiti.

 

 

 

 

 

Santa Maria dei Trendenti, Staiti.

 

 

 

 

 

 

 

Santa Maria dei Trendenti, Staiti.

 

 

 

 

 

 

 

Santa Maria dei Trendenti, Staiti.

 

 

 

 

 

One of the Riace bronzes, Archaeological Museum, Reggio Calabria.

Uno delle bronze da Riace, nel museo Archeologico, Reggio Calabria.

 

 

 

 

 

 


7 September 2001.

At breakfast our tour manager announced that we would not stay in the Hotel Miramare another night, we were to pack as soon as possible and not pay for anything. The hotel was not finished and we doubted that it had the necessary certificates to operate. The most important point was, that there were no external fire escapes in case of fire, only the stairs in the centre of the hotel; this is in contravention of E.U. regulations. So, away we went without any idea of where we would spend the night. We were very pleased that we went to the Hotel 501 in Vibo Valentia, where we were not due until tomorrow.

Our first visit was to see the Byzantine Norman church at Staiti, Santa Maria dei Trendenti; it is not a complete ruin, but it does need a lot of work to consolidate it. Until about 20 years ago the roof was still intact and the walls were covered in frescos; now there is no roof and the frescos have been washed away along with the plaster. As with most of the churches we have seen; it was originally built to a Greek cross plan and then later changed to a Latin cross plan. I took some photos that I hope will be the basis for future paintings.

Then the highlight of our tour, a visit to Reggio Calabria to see the famous Riace Bonzes in the Archaeological Museum. Although I have seen them before, they still have the power to amaze; they are truly beautiful no matter who created them, nor when. There are many theories as to why they were produced and where they were taken from. I think that it has been agreed that they were not made together and are probably the work of at lest two different artists. They have to be seen to be appreciated; photos, no matter how good, are no substitute for the real thing.

I briefly saw the picture gallery, but only thanks to my dear friend from the British Museum who met the superintendent of the museum yesterday. We managed only about 10 minutes there and I will have to see them properly on a future occasion.

On the floor below I saw a sarcophagus in the shape of a foot with a sandal. I have never seen one like it before and my friend thought that they were quite rare.

We had lunch at the restaurant Il Ducale overlooking the promenade, expensive, but worth it for the ambience and the view.

We also visited a farm where they produce bergamot oil. The fruit looks like a green orange and the oil is extracted from the skin; Calabria is responsible for 90 % of the world supply.

We arrived at our new hotel at about 6.30 p.m. We met again at 8 o’clock for a drink, provided by the local agents, before dinner.

7 Settembre 2001.

A colazione la nostra manager turistica ci ha annunciato che non saremmo restati nell’hotel Miramare per un’altra notte, dovevamo fare i bagagli subito e non pagavamo per niente. L’hotel non era completato e dubitavamo che avesse il certificato necessario per operare. Il punto più importante, era che non esistevano scale di sicurezza esterne, solo la scala nel centro dell’hotel; questo contravviene alla legge di E.U. Così, siamo andati via senza un’idea di dove avremmo passato la notte. Siamo stati molto contenti di andare all’Hotel 501 a Vibo Valentia, dove avremmo dovuto arrivare solo domani.

La prima visita era vedere la chiesa bizantina-normanna a Staiti, Santa Maria dei Trendenti; non era completamente una rovina, ma ci vorrebbe molto lavoro per consolidarla. Fino a venti anni fa il tetto era intatto e le pareti coperte di affreschi; adesso non c’è un tetto e gli affreschi sono stati portati via con lo stucco. Era come altre chiese che abbiamo visto. Costruita originalmente come su pianta a Croce greca fu poi cambiata a Croce latina. Ho preso delle foto che spero saranno, nel futuro, la base per dipinti.

Poi il piatto forte del nostro giro, una visita a Reggio Calabria per vedere i famosi bronzi di Riace nel museo Archeologico. Benché li abbia visti prima, hanno sempre il potere di sorprendere; sono veramente belli, non ha importanza chi li ha creati o quando. Ci sono molte teorie perchè siamo stati fatti e li abbiano tolti. Penso che sia stato concordato che vennero fatti insieme, e probabilmente siano il lavoro di due diversi artisti. È necessario vederli, per apprezzarli; le foto, per quanto belle, non sono un sostituto dell’originale.

Ho visto, brevemente, la galleria di pitture, ma solo grazie alla mia cara amica dal Museo Britannico che ha incontrato il sovrintendente ieri. Abbiamo avuto solo circa dieci minuti là e devo vederli ancora in futuro.

Al piano di sotto ho visto un sarcofago come un piede con un sandalo. Non ne ho mai visto un’altra e la mia amica pensa che siano abbastanza rari.

Abbiamo pranzato al ristorante Il Ducale sul lungo mare, costoso, ma ne valeva la pena per l’ambiente e la vista.

Abbiamo visitato un’impresa agricola dove producono l’essenza di bergamotto. La frutta sembra un’arancia verde e l’olio è ricavato dalie buccia; la Calabria è responsabile per il 90% della provvista nel mondo.

Siamo arrivati nel nostro hotel circa alle 6.30. Ci siamo incontrati ancora alle 20.00 per una bibita, offerta dalla agenzia locale, prima della cena.

 

Vase in the Archaeological Museum, Reggio Calabria.

Vaso nel museo Archeologico, Reggio Calabria.

 

 

 

 

 

 

 

Vasein the Archaeological Museum, Reggio Calabria.

Vaso nel museo Archeologico, Reggio Calabria.

 

 

 

 

 

 

View from Hotel 501, Vibo Valentia.

La vista dal hotel 501, Vibo Valentia.

 

 


8 September 2001.

Hotel 501 is set into the hillside overlooking the Tyrrhenian Sea and my room had a magnificent view from the balcony. This is the best hotel in the town and I am sure the most expensive. Beside the bed was a remote control and one could lie in bed and control all the lights and also operate the shutters, just by pressing a switch. It is air-conditioned but I prefer to leave the window open at night and enjoy the fresh sea air.

First to the classical site of Hipponium, which is a bare hillside, the settlement was destroyed by the Greeks from Syracuse in Sicily in antiquity. Although the buildings have almost completely disappeared, there are still the sacred pits, full of votive objects, which were attached to the temples, and they have given us a mass of information about life in ancient times. These objects are all in the State Archaeological Museum in Vibo Valentia, which was established only in 1994; the museum has only been open for two years. I found the most interesting exhibits to be the helmets; they have only excavated a few sacred sites and military equipment should not have been on any of them; a mystery. The museum is in a Byzantine-Norman castle that has been restored; the views are magnificent, as one would expect.

We did not see the cathedral, because it proved impossible to park the coach, so we made our way to Tropea, which is a tourist port, to have lunch and admire the scenery. The cathedral was already closed when we arrived but we did see the outside; it looked quite interesting. We had lunch nearby, with a view of the coast on one side and the cathedral on the other. We were not at sea level but on the cliffs above the beach. From Tropea it was possible to see the island of Stromboli, a blue shadow on the horizon, I would not have seen it if it had not been pointed out to me.

The sunset was quite spectacular, a lovely deep red fading to orange, which silhouetted Stromboli and its long plume of smoke. I hope that my photos will do it justice, but I rather doubt it.

8 Settembre 2001.

L’Hotel 501 è costruito sul fianco di una collina e domina il Mare Tirreno e la mia camera aveva un balcone con una bellissima vista. Questo è il miglior hotel della città e, sono sicuro, il più costoso. Accanto al letto c’era un comando a distanza e stando in letto, e possono controllare tutte le luci e anche le persiane, basta premere un pulsante. Ha l’aria condizionata, ma preferisco lasciare la finestra aperta durante la notte e godere l’aria fresca del mare.

Prima, una visita al sito classico di Hipponium, che fu il fianco brullo di una collina, la colonia fu distrutta dai greci venuti da Siracusa in Sicilia nell’antichità, Benché gli edifici, adesso, siano svaniti quasi completamente, ci sono le fosse sacre, piene di oggetti votivi, che erano accanto ai tempi, che ci hanno fornito molte informazioni sulla vita nei vecchi tempi. Tutti questi oggetti sono nel Museo Archeologico di Stato a Vibo Valentia, che è stato instaurato solo nel 1994, il museo è aperto solo da due anni. Ho trovato che tra gli oggetti esposti i più interessanti, erano gli elmi; hanno scavato pochi luoghi sacri e gli armamenti militari non avrebbero dovuto esserci; un mistero. Il museo è in un castello bizantino-normanno che è stato restaurato; naturalmente, le viste sono bellissime.

Non abbiamo visto la cattedrale perchè era impossibile parcheggiare il pullman, così siamo andati a Tropea, che è un porto turistico, per pranzare e ammirare la vista. Quando siamo arrivati la cattedrale era chiusa, ma abbiamo visto l’esterno che era interessante. Abbiamo preso pranzo lì vicino, con la vista della costa da un lato e la cattedrale dall’altro. Non eravamo sulla spiaggia ma su una rupe sopra la spiaggia. Da Tropea era possibile vedere l’isola di Stromboli, un’ombra blu nell’orizzonte, non la avrei vista se non me la avessero indicata.

Il tramonto era spettacolare, un bel rosso scuro che deva sull’arancio, che ci mostrava la soletta di Stromboli e il suo pennacchio lungo. Spero che le mie foto gli faranno onore, ma non credo.

 

Sunset behind Stromboli, my interpretation.

Il tramonto dietro Stromboli, la mia interpretazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Straits of Messina, Reggio Calabria.

Stretto di Messina, Reggio di Calabria.

 

 

In the museum, Vibo Valentia.

Nel museo, Vibo Valentia.

 

 

 

 

 

 

View from Tropea.

Vista da Tropea.

 

 

 

 

View from Tropea.

Vista da Tropea.

 

 

 

 


9 September 2001.

Today the group went back to England; I said goodbye to them at Lamezia airport and my family took me back to Cosenza, where I will stay for another 10 days. This has been a most enjoyable tour and I am pleased to say that everyone seemed to have had a good time. I had put in quite a lot of work, providing information, literature etc, which my friend said had been very useful, if it has helped to make the tour a success, then I am very pleased. I hope that this tour will encourage other operators to provide trips to this beautiful part of Italy.

For the rest of my holiday I was with my family and I managed to do a bit of painting.

9 Settembre 2001.

Oggi il gruppo è ritornato in Inghilterra; ho detto loro buon viaggio all’aeroporto di Lamezia e la mia famiglia mi ha portato a Cosenza, dove starò per altri dieci giorni. Questo è stato un giro molto piacevole e mi fa piacere che tutti si siano divertiti. Per me è stato un lavoro abbastanza pesante, provvedendo le informazioni, gli opuscoli ecc., la mia amica mi ha detto che sono stati molto utili, se hanno aiutato a rendere la vacanza un successo ne sono molto felice. Spero, che questo giro stimoli altre agenzie turistiche a provvedere viaggi in questa bella parte d’Italia.

L’altra parte dalla mia vacanza era con la mia famiglia e ho dipinto un po’.

 

The river at Cosenza.

Il fiume a Cosenza.

 

 

 

 

 

 

A view of the castle, Cosenza

Una vista del castello, Cosenza.

 

 

 

 

 

 

In the old town, Cosenza.

Nella città vecchia, Cosenza.

 

 

 

 

 

 

In the old town, Cosenza.

Nella città vecchia, Cosenza.

 

 

 

 

 

 

In the old town, Cosenza.

Nella città vecchia, Cosenza.

 

 

An old villa, Cosenza.

Una vecchia villa, Cosenza.

 

 

 

Public fountain, Cosenza.

La fontana pubblica, Cosenza.

 

 

 

 

The river Crati, Cosenza.

Il fiume Crati, Cosenza.

 

 

 

St Dominic’s church, Cosenza.

La chiesa di San Domenico, Cosenza.

 

 

 

Palazzo Arnone from Piazza del Vescovo, Cosenza.

Palazzo Arnone dalla Piazza del Vescovo, Cosenza.

 

 

 

 

The church of San Francesco di Paola and the river Crati, Cosenza.

La chiesa di San Francesco di Paola e il fiume Crati, Cosenza.

 

 

 

Lake Cecita, Sila.

Il lago di Cecita, Sila.

 

 

 

A view in Sila.

Una vista nella Sila.

 

 

 

 

Illustration from the Purple Codex.

Illustrazione dal codice purpureo.

 

 

 

 

 

Illustration from the Purple Codex.

Illustrazione dal codice purpureo.

 

 

 

 

 

Illustration from the Purple Codex.

Illustrazione dal codice purpureo.

 

 

 

 

 

Illustration from the Purple Codex.

Illustrazione dal codice purpureo.

 

 

 

 

 

Illustration from the Purple Codex.

Illustrazione dal codice purpureo.

 

 

 

 

 

Illustration from the Purple Codex.

Illustrazione dal codice purpureo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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