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Milan and Brussels – 2007/2008

THE SEARCH FOR SAINT SEBASTIAN

CONTINUED, 2007 – 2008

MILAN, BRUSSELS

By Roy Johnson

LA RICERCA PER SAN SEBASTIANO

CONTINUATO, 2007 – 2008

MILANO, BRUXELLES

 

This account of our travels is dedicated to the memory of Patricia Eileen Reid – Dekenah, wife of Marc Dekenah, mother of Clare, sister of Desmond Reid and a loving friend to all my family.

Questo racconto del nostro viaggio è dedicato alla memoria di Patricia Eileen Reid, moglie di Marc Dekenah, madre di Clare, sorella di Desmond Reid e una buon’amica di tutta mia famiglia.

 

Patricia Eileen Reid – Dekenah 15.5.1943 – 23.1.2008

 


WELCOME TO THE NEXT GENERATION.

Mia Anne Baker, daughter of Clare and Andrew Baker,

granddaughter of Patricia Eileen Reid Dekenah and Marc Dekenah,

and great-niece of Desmond Reid,

was born on 13 August 2008 in Durban, South Africa.

BENVENUTA LA NUOVA GENERAZIONE

Mia Anne Baker, figlia di Clare e Andrew Baker,

nipote di Patricia Eileen Reid Dekenah e Marc Dekenah,

e pronipote di Desmond Reid,

è nata il 13 Agosto 2008 a Durban, in Sud Africa.

 

I am pleased to acknowledge the great help given to me by Elizabeth and Lawrence Farrugia in ensuring that the Italian text is correct and to Desmond Reid for his very helpful suggestions.

The Italian photo captions are my work and any errors are my responsibility.

Roy Johnson 2008.

 


MILAN – MILANO

Wednesday 2 May 2007

Our flight from London City Airport was late leaving but, more or less on time arriving at Milan Malpensa. London City Airport is the nearest international airport to us, and we took a taxi from home, which took about 40 minutes. At Malpensa, an airport that I do not know, we quickly found the railway station, bought and validated our tickets, and were on our way to Milan Codorna station. From there we were just three stops on the metro from our hotel, Hotel Tiziano (Hotel Titian), which is very near to the metro exit in via Tiziano.

In the afternoon, we had a quiet rest, before going for a walk near to the hotel. By 19.00 we were hungry; having had only a couple of snacks all day; so we went to the restaurant directly opposite our hotel in via Tiziano, Versilia. My daughter stayed in this hotel for a few days last year, and she reported that Versilia was a good place to eat. We had a fish risotto, veal cutlet in breadcrumbs, grilled vegetables, wine and water. We do not always have two courses, but we were starving.

We went back to the hotel accompanied by thunder, lightening and rain. Manchester United were playing A.C. Milan that evening in Milan, so the weather should have made the United fans feel at home. They did manage to play the full game, despite the rain, and lost.  We did not see any football supporters and I expect that they would all go home to England tonight or tomorrow.

 

Martedì 2 Maggio 2007

Il volo, dall’aeroporto London City, era in ritardo, ma è arrivato alla Malpensa in orario. London City è l’aeroporto più vicino a casa nostra, e abbiamo preso un taxi da casa, ci sono voluti circa 40 minuti. Malpensa, è un aeroporto che non conosco, abbiamo trovato molto presto  la ferrovia, abbiamo comprato e convalidato i biglietti e siamo andati alla stazione Cordona a Milano. Da là, erano solo tre fermate del metropolitana fino all’Hotel Tiziano, che è vicino all’uscita della metropolitana di Via Tiziano.

Nel pomeriggio, ci siamo riposati, poi siamo andati per una camminata vicino all’hotel. Alle 19.00, avevamo fame; oggi non abbiamo mangiato che due spuntini; così siamo andati al ristorante ‘Versilia’ di fronte all’hotel. Mia figlia, Lisa, è rimasta in questo hotel per un periodo l’anno scorso, e mi ha detto che ‘Versilia’ era un buon posto per mangiare. Abbiamo mangiato il risotto con il pesce, poi cotoletta milanese con verdura grigliata, vino e acqua. Di solito, non prendiamo due piatti, ma avevamo molta fame.

Siamo ritornati all’hotel accompagnati da tuoni, lampi e pioggia. Sta sera c’era una partita di calcio a Milano, A.C. Milano contro Manchester United, così il tempo dovrebbe fatto sentire a casa i tifosi del Manchester United.  United ha giocato tutto il tempo, malgrado la pioggia, e ha perduto. Non abbiamo visto nessun tifoso e penso che torneranno in Inghilterra sta sera o domani.

 

Sforza Castle, Milan.

Castello Sforzesco, Milano.

 

 

 

 

 

 

The Sacrifice of Isaac by Giuseppe Vermiglio after 1621, Sforza Castle Picture Gallery.

Sacrificio di Isacco di Giuseppe Vermiglio dopo il 1621, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 


Thursday 3 May 2007

We passed the whole day in the enormous Sforza Castle. I did not expect the sculpture gallery (Civiche Raccolte d’Arte Antica) would be useful, but we did find a number of images of St. Sebastian. In the furniture collection we also found two paintings of St. Sebastian; which is actually the last place I would have looked for them.  Life is full of surprises.

The picture gallery was where we expected to find most of what we wanted to see, and we were not disappointed. The have a very fine collection of paintings. Desmond was particularly interested in finding three pictures of St. Sebastian which are listed as being in the reserve collection. The lady, on the information desk, was most helpful and spoke to the director, Dottoressa Laura Basso, who very kindly came down to speak to us. She said that she would send Desmond and email with a day and time when we could return.

We had lunch nearby, at Farinella, Foro Bonaparte 71; a cheerful up-market restaurant; pizza for Desmond, pasta for me, wine and coffee; then we returned to the castle to continue our explorations. This time we went to the Achille Bertarelli Civic Collection of Prints and Drawings. We did not expect that we would have much success there, but, a young lady assistant, Roberta Moro, proved to be most helpful and we will return next Tuesday to see what she will have found for us. We promised to return tomorrow morning with as much information as possible. She did advise us that the public transport system would not be running – there is to be a strike. We decided that it would be close enough to our hotel to walk there; it was fortunate that we spoke to her, otherwise we should not have known about the strike.

The Trivulziana Library was already closed; we will try again tomorrow; actually we did not have any data sheets with us for that site, so a visit would have to wait until later.

A ticket for the metro cost €1 and lasts for 90 minutes; as tomorrow there is no public transport, that seemed the best option for today.

Spoon, is a very smart looking restaurant in via Buonarroti, reasonably near to the hotel, and we went there for dinner. Local sausages, chips and spinach for Desmond, Beef fillet, potatoes and spinach for me, wine (Greco di Tufo) and water. It was OK without being outstanding.

 

 

Giovedì 3 Maggio 2007

Abbiamo passato tutto il giorno al castello Sforzesco. Non mi aspettavo che le sculture nella Raccolta Civica d’Arte Antica fossero utili, ma abbiamo trovato alcune immagini di San Sebastiano. Nella Raccolta di mobili abbiamo trovato ancora due pitture del Santo; non avrei mai pensato di trovarle in quel posto. Decisamente la vita è piena di sorprese.

La pinocateca, dove ci aspettavamo di trovare la maggior parte delle immagini del santo, ha una collezione di pitture molto grandi. Per Desmond è stato interessante trovare tre pitture di San Sebastiano che pensavamo fossero nel deposito. La donna, all’ufficio informazioni, era molto gentile e ha parlato con la direttoressa della galleria, Dottoressa Laura Basso, che è venuta a parlare con noi. Ha promesso di mandare un e-mail a Desmond, con la data e l’ora per la nostra prossima visita lì.

Abbiamo pranzato, vicino al castello, da Farinella, Foro Bonaparte 71; un ristorante vivace; pizza per Desmond, pasta per me, vino e caffè; poi siamo ritornati al castello per continuare la nostra ricerca. Questa volta siamo andati alla Collezione Civica di stampe e disegni di Achille Bertarelli. Non abbiamo avuto molto successo là, ma, un’aiutante giovane, Roberta Moro, è stata molto gentile e vi ritorneremo martedì prossimo per vedere cosa troverà per noi. Abbiamo promesso di ritornare l’indomani con tutte le informazioni. Ci ha detto però che il trasporto pubblico non avrebbe funzionato perché era previsto uno sciopero. Abbiamo visto che era abbastanza vicino all’hotel così abbiamo camminato; è stata una fortuna parlare con lei, altrimenti non avremmo saputo niente dello sciopero.

La biblioteca Trivulziana era già chiusa; tenteremo ancora domani; non abbiamo informazioni su questo sito, così la visita poteva essere fatta un altro giorno.

Un biglietto sulla metropolitana è €1 per 90 minuti; dato che domani non ci sarà il trasporto pubblico, questa è apparsa l’alternativa migliore per oggi.

Abbiamo cenato al ristorante, ‘Spoon’, a via Buonarroti, abbastanza vicino all’hotel, che è parso essere molto elegante. Salsiccia, patate fritte e spinaci per Desmond, il filetto di manzo, patate e spinaci per me, vino (Il Greco di Tufo) e acqua. Era buono ma non eccezionale.

 

Painting by Giulio Procaccini, Sforza Castle Picture Gallery.

Il dipinto di Giulio Procaccino, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 

 

Sculture, 15 C, Sforza Castle Picture Gallery.

Un basso rilievo dal quindicesimo secolo, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 

 

  1. Rocco and S. Sebastiano with the devout by Pseudo- Boltraffio c 1510.

San Rocco e San Sebastiano con devote di Pseudo-Boltraffio c 1510.

 

 

 

 

 

 

Polittico di San Rocco by Cesare da Sesto c 1523, Sforza Castle Picture Gallery.

Polittico di San Rocco di Cesare da Sesto c 1523, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 

 

XII C Bas Relief showing the Symbols of the Evangelists, Sforza Castle Picture Gallery.

Un basso rilievo dal dodicesimo secolo che mostra i simboli degli Evangelisti, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

Polittico di San Rocco by Cesare da Sesto c 1523, detail of S. Sebastiano, Sforza Castle Picture Gallery.

Polittico di San Rocco di Cesare da Sesto c 1523, dettaglio che mostra San Sebastiano, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 

Sculture by Agostino Busti (il Bambaia), Sforza Castle Picture Gallery.

Il basso rilievo di Agostino Busti (il Bambaia), Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 

 

 


Friday 4 May 2007

Having been told that there would be a strike we set out to walk, in the pouring rain, to the castle. After a couple of wrong turnings, we were eventually about half way there and thought to see if the metro was actually closed. We had seen a bus and a couple of trams, so decided to check the metro. Of course, it was running and quickly took us to the stop for the castle. The moral of that tale is – always check first that your information is correct.

Roberta Moro, at the prints and drawings department, was pleased to see us and happy with the information which we provided. She had prepared a list of prints and etchings of St. Sebastian and there were about 50. She promised that we could see about 25 next Tuesday and the rest another day. That will suit us very well.

Then we went to the Trivulziana Library and spoke to the librarian, Andrea Bolognesi, and he quickly found the details of the volume which we wished to see. It is an illuminated manuscript, in this case a prayer book, from about 1512, that had belonged to Countess Isabella of Aragon. It was obviously not a convenient time and we said that we would return at about 13.30. As it happened it was just after 14.00. We made a quick visit to the Art Library and looked at a couple of books relating to Saint Sebastian, before we went and had a salad for lunch.

The manuscript was waiting for us when we returned. We were allowed to carefully examine it and we found that pages 16 and 17 are completely illustrated, with a St. Sebastian on page 17. Desmond asked if he could take a photo, for study purposes, which he was permitted to do after signing a form, on which he promised not to use the image for publication without permission. The only other illustration that Desmond had been able to find of this image was a rather indifferent black and white photo; but the page absolutely glowed with colour. We find that most people are very kind and helpful and the staff in this library were particularly co-operative.

As it was quite close, we decided to make a quick visit to the church of Santa Maria del Carmine. It was still closed when we arrived, so we had a coffee to help pass the time. Inside, we found a XIV century fresco of a Crucifixion between Saints Sebastian and Rocco; as we were only looking for one fresco, I assumed that we had found it. I was wrong. On the opposite side of the church there was another XIV century fresco of The Madonna and Child between Saints Sebastian and Rocco. So, now we have two items, one of which is a new find.

We were extremely pleased with our days work and went back to the hotel for a rest. I then received a text message from Clara, my sister-in-law, to say that she would meet us at 19.30 at the hotel. She had already booked a table for dinner at a restaurant somewhere in the city centre. She actually arrived soon after 19.00, we took the metro to Duomo and then strolled, via the Galleria and La Scala, to the restaurant called Angolo. The meal was very satisfying, home made gnocchi for Clara and I, risotto Milanese for Desmond, Veal cooked with truffles for Clara and Desmond, swordfish for me, wine, water, and coffee for Clara. We were back at the hotel soon after 20.30 and I think that Clara would be home before 23.00.

 

Venerdì 4 Maggio 2007

Sapendo che c’era uno sciopero, abbiamo deciso di camminare fino al castello, sotto la pioggia. Dopo due o tre deviazioni sbagliate, ci siamo trovati a circa metà strada tra l’hotel e il castello, abbiamo pensato di vedere se la metropolitana era veramente chiusa. Abbiamo visto un autobus e due tram, così abbiamo deciso di verificare la metropolitana. Naturalmente era aperta e ci ha portati alla fermata del castello. La morale del racconto è sempre verificare se l’informazione è giusta.

Roberta Moro, nel reparto raccolta di stampe e disegni del castello, era contenta di vederci e felice con le informazioni che le abbiamo dato. Ha preparato una lista di stampe e di acqueforti di San Sebastiano ce ne sono circa cinquanta. Ci ha promesso che, di farcene vedere venticinque il prossimo martedì e il resto un’altro giorno. Questa era una buona cosa per noi.

Poi siamo andati alla biblioteca Trivulziana e abbiamo parlato con il bibliotecario, Andrea Bolognesi, e lui ha trovato subito i dettagli del libro che desideravamo vedere. È un manoscritto illuminato, un libro di preghiere, del 1512, che apparteneva alla contessa Isabella di Aragona. Ovviamente l’orario non era conveniente, così abbiamo detto che saremmo ritornati alle 13.30. Siamo ritornati alle 14.00 circa. Prima siamo andati a pranzare, poi abbiamo visitato brevemente la biblioteca d’Arte, per vedere i due libri con San Sebastiano.

Quando siamo ritornati alla Trivulziana il manoscritto era pronto per noi. Ci è stato permesso di esaminarlo con attenzione e abbiamo trovato che le pagine 16 e 17 erano completamente illuminate, con San Sebastiano nella pagina 17. Desmond ha chiesto il permesso di prendere una foto e, dopo aver firmato un documento promettendo di non pubblicarla senza permesso. L’ha solo fatta per studiare a casa. La sola altra immagine che Desmond ha trovato era molto mediocre e in bianco e nero; ma quella pagina era piena di colore. Abbiamo trovato che molte persone sono molto gentili ed i dipendenti di questa biblioteca erano particolarmente disposti a cooperare.

Dato che era abbastanza vicino, abbiamo disceso di fare una visita alla chiesa di Santa Maria del Carmine. Quando siamo arrivati era ancora chiusa; e così abbiamo preso un caffè per passare il tempo. Dentro la chiesa, abbiamo trovato un affresco, del XIV secolo, della crocifissione tra i Santi Sebastiano e Rocco; poiché cercavamo solo un affresco, ho pensato che era quello. Mi ero sbagliato. Nell’altro lato della chiesa ce n’era un’altro, del XVI secolo, che mostrava La Madonna e Il Bambino, ancora, tra gli stessi santi. Così, adesso abbiamo due affreschi e uno è stato una scoperta completamente nuova.

Siamo stati molto contenti con il nostro lavoro per la giornata e siamo ritornati all’hotel per un riposo. Poi, ho ricevuto un messaggio da mia cognata, Clara, che diceva che ci avrebbe incontrati all’hotel alle 19.30. Aveva prenotato un tavolo in un ristorante al centro della città per la cena. Veramente è arrivata più presto alle 19.00; abbiamo preso la metropolitana al Duomo, poi abbiamo camminato, fino alla Galleria e La Scala, dove c’era il ristorante Angolo. Il cibo era buonissimo, gnocchi fatti a casa per Clara ed io, risotto alla milanese per Desmond, vitello cucinato con tartufo per Clara e Desmond, e pesce spada per me, vino, acqua e caffè per Clara. Siamo ritornati all’hotel alle 22.30 circa e Clara sarebbe arrivata a casa alle 23.00.

 

 

19 C Engraving by Giuseppe Rossi, Sforza Castle, The Achille Bertarelli Print Collection.

L’incisione di Giuseppe Rossi diciannovesimo secolo, Castello Sforzesco, La Civica Raccolta de Stampe Achille Bertarelli.

 

 

 

 

 

18 C Print, Sforza Castle, The Achille Bertarelli Print Collection.

Una Stampa dal diciottesimo secolo, Castello Sforzesco, La Civica Raccolta de Stampe Achille Bertarelli.

 

 

 

 

 

 

Detail of the 16 C. Illuminated Manuscript, Trivulziana Library.

La dettaglia dal manoscritto illuminato del sedicesimo secolo, Biblioteca Trivulziana..

 

 

 

 

 

 

The Lunette over the entrance of the Church of Santa Maria del Carmine.

La lunetta sopra l’entrata della chiesa di Santa Maria del Carmine.7

 

 

19 C Print, Sforza Castle, The Achille Bertarelli Print Collection.

Una Stampa dal diciannovesimo secolo, Castello Sforzesco, La Civica Raccolta de Stampe Achille Bertarelli.

 

 

 

 

 

The Cappella dei Defunti in the Church of Santa Maria del Carmine.

La Cappella dei Defunti nella chiesa di Santa Maria del Carmine.

 

 

 

 

 

 

16 C painting in the Church of Santa Maria del Carmine.

La pittura dal sedicesimo secolo nella chiesa di Santa Maria del Carmine.

 

 

 

 

 

 

Picture by Antonio Campi c 1575, Sforza Castle Picture Gallery.

La pittura di Antonio Campi c 1575, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 

 

16 C Statue of S. Sebastian, Sforza Castle Picture Gallery.

Una statua di San Sebastiano sedicesimo secolo, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 

 

Picture by Vincenzo Foppo 15 C, Sforza Castle Picture Gallery.

La pittura di Vicenzo Foppo dal quindicesimo secolo, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 

 

Picture by a Lombard Painter active 15 – 16 C, Sforza Castle Picture Gallery.

La pittura del pittore lombardo attivo tra il Quattro e Cinquecento, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 


Saturday 5 May 2007

Our first task was to check our e-mails, we found that we could buy 30 minutes time for €2, which has to be used within 7 days; the important thing is to remember to log out. The rooms have wireless connections instead of cables, so Desmond can do it in his room. Next we asked for the nearest post office, which we found very quickly, where I bought 20 stamps to send cards to England. I always buy more than we need, so as to have a supply in hand.

We bought tickets that last for 2 days, now we can forget about them until Monday morning. There is also a ticket for 7 days, but it is for commuters to make two journeys a day, to work and back home.

At the Brera Gallery I expected to have to pay a reduced rate of €2.50, but we did not have to pay at all. They have a wonderful collection of paintings, including a number of images of St. Sebastian. Unfortunately, we were not permitted to take photos, although I did not see a sign which said that it was not allowed. It was a very interesting morning. The guide book is quite well illustrated, so I can take my pictures from there.

We had lunch, lasagne, desert, wine, water and coffee, which was rather expensive but most enjoyable. The restaurant was ‘Al Treno di Mezzanotte’ , The Orient Express, via Fiori  Chiari 8; actually our intention was to go to ‘Nabbucco’ which is next door, but we walked in the wrong door.  We can always go there another day.

At the Museum Bagatti Valsecchi we were well received by the staff of volunteers, some of whom are retired. We were assisted by a very knowledgeable retired lady, who spoke English and helped us to find images of St. Sebastian. There is one on the second floor, which we were unable to see, because the room is closed for restoration, but we found the other 3. I was happy to spot, and point out to Desmond, a small one on the predella of a much larger painting. The figures on the predella were only about the size of this page; but I found St. Sebastian on the left and St. Rocco on the right with the 12 evangelists in the centre. As we had no prior knowledge of these, I was really very pleased with myself for spotting them. We then returned to the hotel at about 18.00.

We went out to supper at 20.30 to a wine bar, ‘La Cantina di Manuela’, via Raffaello Sanzio 16, where we had a plate of cold meats and bread, with 4 glasses of different wines to taste. Unfortunately, we were not very hungry, but we can always return. Clara, very kindly, asked if we would like to meet for lunch tomorrow. She will meet us at our hotel and we will go into the centre again. Although we can manage quite well, it is a nice change to have the company of a resident who can show us places which we may not find on our own and she is always the best of company, witty and stimulating.

 

Sabato 5 Maggio 2007

Il primo lavoro oggi era vedere le mostre e-mail; abbiamo trovato che era possibile comprare 30 minuti per €2, che si devono usare in 7 giorni; la cosa più importante era di fare “log off”. Tutte le stanze nell’albergo hanno la connessione senza fili, così è stata possibile per Desmond lavorare in camera sua. Poi, abbiamo chiesto dov’era l’ufficio postale, dove abbiamo comprato 20 francobolli per le cartoline per L’Inghilterra. Ne compro sempre di più, così ne ho una riserva.

Abbiamo comprato i biglietti per 2 giorni, così abbiamo potuto girare in autobus senza problemi fino a lunedì mattina. C’era anche un biglietto per 7 giorni, ma era solo per i pendolari e da usare due volte al giorno, da casa, fino al lavoro e ritorno.

Alla galleria Brera mi aspettavo di pagare €2.50, ma invece non è stato necessario pagare. La galleria ha una collezione di dipinti meravigliosi, incluso un numero di San Sebastiani. Sfortunatamente, non è stato possibile prendere foto, benché non abbiamo visto l’annuncio che lo proibiva. Era una mattina molto interessante. La guida è ben illustrato, così posso prendere le mie pitture da la.

Abbiamo pranzato, con lasagne, un dolce, vino, acqua e caffè, era un po’ costoso ma buono. Il ristorante era ‘Al Treno di Mezzanotte’, Via Fiori Chiari 8; la nostra intenzione era di andare al ‘Nabucco’ che è accanto, ma abbiamo preso la porta sbagliata. Forse ritorneremo dopo al ‘Nabucco’.

Al museo Bagatti Valsecchi siamo stati ben accolti dai dipendenti che sono tutti volontari, alcuni di loro in pensione. Una donna, parlava inglese, e ci ha aiutati a trovare le immagini di San Sebastiano. Ce n’era una al secondo piano, ma, questa camera era chiusa per restauri, così non è stato possibile vederla, ma ne abbiamo viste altre tre. Mi sono accorto di uno piccolo, nella predella di una grande pittura, e l’ho mostrato a Desmond. Le figure nella predella erano delle dimensioni di questa pagina, ma ho visto San Sebastiano a sinistra e San Rocco a destra, con i dodici evangelisti al centro. Non sapevamo niente di quello, così sono stato molto contento vederlo. Poi, siamo ritornato all’hotel circa le 18.00.

Siamo andati per cena alle 20.30 alla ‘ Cantina di Manuela’, Via Raffaello Sanzio 16, dove abbiamo mangiato un piatto di carni miste fredde con il pane, con quattro bicchieri di vini diversi da gustare. Sfortunatamente, non avevamo molta fame, ma è stato possibile ritornare un altro giorno. Clara, molto gentile, ci ha chiesto se ci avrebbe fatto piacere incontrala l’indomani per il pranzo. Ci incontrerà all’hotel e andremo ancora in centro. Benché ci gestiamo bene, è un cambiamento piacevole avere una residente della città che ci accompagna, che può mostrarci i luoghi che forse noi da soli non avremmo trovato e lei è sempre di buona compagna, spiritosa e stimolante.

 

15 C Painting by Maestro di Castelnuovo Scrivia, Bagatti Valsecchi Museum .

La pittura del Maestro di Castelnuovo Scrivia dal quindicesimo secolo, Museo Bagatti Valsecchi.

 

 

 

 

 

Painting by Cima da Conegliano (Giovanni Battista Cima) c 1487, Brera Gallery.

La pittura di Cima da Conegliano (Giovanni Battista Cima) c 1487, La Galleria Brera

 

 

 

 

 

 

Painting by Dosso Dossi (Giovanni di Niccolò Luteri) c 1526, Brera Gallery.

La pittura di Dosso Dossi (Giovanni di Niccolò Luteri) c 1526, La Galleria Brera.

 

 

 

 

 

 

Painting by Liberale da Verona c 1490, Brera Gallery.

La pittura di Liberale da Verona c 1490, La Galleria Brera

 

 

 

 

 

 

17 C  North European Painting, Brera Gallery.

La pittura dalla Europa Nord dal diciassettesimo secolo, La Galleria Brera.

 

 

 

 

 

 

Painting by Timoteo Viti c 1515, Brera Gallery.

La pittura di Timoteo Viti c 1515, La Galleria Brera.

 

 

 

 

 

 

15 C Painting by Francesco di Gentile, Brera Gallery.

La pittura di Francesco di Gentile dal quindicesimo secolo, La Galleria Brera.

 

 

 

 

 

 

Picture by Giuseppe Vermiglio c 1621, Sforza Castle Picture Gallery.

La pittura di Giuseppe Vermiglio c 1621, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 

 

Picture by Giulio Cesare Procaccini 17 C,Sforza Castle Picture Gallery.

La pittura di Giulio Cesare Procaccini dal seicento, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 

Picture by Enea Salmeggia 1604, Sforza Castle Picture Gallery.

La pittura di Enea Salmeggia 1604, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 

 

Crusifixion by Bernardino Campi c 1584, Sforza Castle Picture Gallery.

Cristo Crocefisso di Bernardino Campi c 1584, Castello Sforzesco Pinocateca.

 

 

 

 

 

 

 

Desmond in front of the castle fountain.

Desmond di fronte della fontana.

 

 

 

 

 

 


Sunday 6 May 2007

This morning we had a complete change of weather, where before it had been wet and dull, now it was sunny and warm. Immediately after breakfast and cleaning my teeth, I went down to the hotel lobby to wait for Clara. I was not surprised to find that she was already there; she is more likely to be early or on time, but never late.

Nearby, in the Piazza Buonarroti there is a building which is a retirement home for musicians and headquarters of the Verdi Foundation, and also, where the tombs of Giuseppe Verdi and his wife are located surrounded by some lovely mosaics. It is a lovely peaceful setting and we could hear some of the residents singing and playing the piano. In the courtyard, the doors and windows are surmounted by a design which represents a piano keyboard. On the left of the building is Via Raffaello Sanzio, where Clara showed us some good, but reasonably prices, restaurants. Then we took a tram; our first tram ride in Milan; and Clara pointed out the church of Santa Maria della Grazie, where the painting of the Last Supper by Leonardo da Vinci is on the wall of the refectory. She told us that it was necessary to book to see it; as we have the church on our list, we expect to go later.

We left the tram near the castle and stopped for a coffee in Via Dante, where you can take your coffee and sit outside, without being charged extra. Opposite there is a very good bookshop, where they sell discounted books, the art books in particular are very good value. Today there was a ladies marathon; we saw a number of runners in Via Dante and Via Mercanti, these streets end in Piazza del Duomo. Today it was crowded as there was a big parade with bands and flags. We had a quick look in the cathedral, but we did not stay long as there was a mass in progress. Outside we noticed a number of statues of St. Sebastian; but we did not have any data sheets with us; today we are having a rest from St. Sebastian and we will return to do our research tomorrow.

The construction of the cathedral began in 1386, with the city’s bishop, Antonio da Saluzzo, as its patron. It is on the site of earlier buildings; including the church of Santa Maria Maggiore and the basilica of Santa Tecla which dates back to the 4 C. Duke Gian Galeazzo Visconti invited Lombard, German and French architects to supervise the works and insisted that they use Candoglia marble, which was transported along the Navigli canals. The official seal AUF (ad usum fabricate), stamped on the slabs, exempted them from customs duty. The cathedral was consecrated in 1418, yet remained unfinished until the 19 C, when Napoleon, who was crowned King of Italy here, had the façade completed.

We had an early lunch at a magnificent self-service restaurant called  ‘Brek’, in Pizza U. Giordano 1; it is behind St. Babila, which is where we caught the metro yesterday. The food is reasonably priced and they have a very wide selection; we will certainly use it again for lunch.

We had a look, in the store called La Rinascente, at the men’s clothes and the household items. It is a very stylish shop and, perhaps, we will come again. Clara then needed to return home, after all it was her day off, and so we went back to our hotel. It was a very relaxing day and so nice to have her company for a few hours.

We had dinner at ‘Happiness’; they love using English words as names of restaurants. We were given an aperitif; to start, Desmond had a selection from the buffet, I had Parma ham, and then grilled Tuscan sausages with grilled vegetables, the house wine, water and a liqueur. We thought that it was excellent value at €59; it was one of Clara’s recommendations.

 

Domenica 6 Maggio 2007

Sta mattina il clima era completamente diverso, mentre prima era bagnato e grigio, adesso era pieno di sole e calde. Subito dopo la prima colazione ho pulito i miei denti, sono sceso al vestibolo dell’hotel per aspettare Clara. Non sono stato sorpreso di trovarla già, là è sempre di buon’ora, mai in ritardo.

Nella vicina Piazza Buonarroti, c’è un edificio che è una casa di riposo per musicisti e la sede centrale della Fondazione di Verdi, ed anche, dove sono situate le tombe di Giuseppe Verdi e sua moglie circondate da bei mosaici. È un’ubicazione bella e tranquilla ed abbiamo udito uno o due dei residenti che cantavano e suonavano il pianoforte. Nel cortile, sopra le porte e le finestre, c’è un disegno come una tastiera di pianoforte. A sinistra dell’edificio c’è Via Raffaello Sanzio, dove Clara ci ha mostrato buoni ristoranti che non sono costosi. Abbiamo preso il tram, per Desmond ed io era la prima volta in questa città; Clara ci ha indicato la chiesa di Santa Maria della Grazie, dove c’è l’affresco di Leonardo da Vinci dell’Ultima Cena sulla parete del refettorio. Ci ha detto che è necessario prenotare per vederlo; era nella sua lista così, l’avremmo visitato dopo.

Siamo scesi vicino al castello e abbiamo preso un caffè in Via Dante, dove è stato possibile sedersi fuori, senza pagare di più. Di fronte c’è una buona libreria, che vende libri con uno sconto, specialmente i libri d’arte sono a buon prezzo. Oggi c’era una maratona per le donne; abbiamo visto un numero di podiste in Via Dante e Via Mercanti, quelle strade vanno fino a Piazza Duomo. La piazza era molto occupato oggi perché c’era una processione con bande e bandiere. Abbiamo guardato brevemente l’interno della cattedrale, non siamo rimasti tanto perché c’era una messa. Fuori abbiamo visto un numero di statue di San Sebastiano, ma oggi è un giorno di riposo da lui e domani cominceremo ancora la nostra ricerca.

La costruzione del duomo è cominciata nel 1386, con il vescovo della città, Atonio da Saluzzo, come suo protettore. È sul sito di edifici, che includono la chiesa di Santa Maria Maggiore ed anche la basilica di Santa Tecla che erano del quarto secolo. Il duca Gian Galeazzo Visconti invitò gli architetti della Lombardia, Germania e Francia a dirigere i lavori e voleva che usassero il marmo di Candoglia, che venne trasportato sul Naviglio. Il marchio ufficiale AUF (ad usum fabbricate), che era su ogni pezzo, li rendeva esenti dalle spese di dogana. La cattedrale venne consacrata nel 1418, e completata nel diciannovesimo secolo dopo l’incoronazione di Napoleone a re d’Italia.

Abbiamo pranzato abbastanza veloci nel ristorante autoservizio, “Brek”, a Piazza U. Giordano 1; è dietro San Babila, dove ieri abbiamo preso la metropolitana. Il cibo era ad un prezzo ragionevole e c’è un’ampia selezione; ci torneremo certamente di nuovo per  pranzare.

Nel grande magazzino, La Rinascente, abbiamo guardato i vestiti da uomo ed anche gli articoli per la casa. È un negozio alla moda e, forse, ci ritorneremo. Clara desiderava ritornare a casa, dopo di tutto era il suo giorno di riposo, e così siamo ritornati all’hotel. È stata una giornata molto rilassata e un piacere avere il cameratismo di Clara per poche ore.

Abbiamo cenato all’“Happiness”; amano usare le parole inglesi come nomi di ristoranti. Ci hanno dato un aperitivo; per cominciare Desmond ha preso una selezione dal buffet, io il prosciutto di Parma, poi le salsicce toscane alla griglia con verdure, il vino della casa, acqua ed un liquore. Abbiamo pensato che per €59 il prezzo era ottimo; questa è stata una delle raccomandazioni di Clara.

 

Home of the Verdi Foundation, Casa di Riposo, Milan.

La casa della Fondazione Verdi, Casa di Riposo, Milano.

 

 

 

 

Statues outside the cathedral, possibly of S. Sebastian.

Le statue fuori il duomo, possibile di San Sebastiano.

 

 

 

 

 

Mural near the tomb of Verdi, Casa di Riposo, Milan.

Il murale vicino la tomba di Verdi, Casa di Riposo, Milano.

 

 

 

 

 

 

Courtyard, Casa di Riposo, Milan.

Il cortile, Casa di Riposo, Milano.

 

 

 

 

 

 

The plaque of the foundation of the cathedral in 1386.

La placca per la fondazione del Duomo nel 1386.

 

 

 

 

 


Monday 7 May 2007

The weather has settled down very nicely; now it is pleasantly warm and we can go out without jackets; the forecast for today is 29º, and it was to remain like that for the rest of our stay. We took the metro directly to Duomo, where we knew there were many statues of St. Sebastian for us to find. First we used a plan of the building so that we could number each window, because each one has three or four figures on each side. Not only that, there are also two, three or even four layers on the piers between the windows. What a job!

We found about 18 which could be of St. Sebastian; two or three are a bit doubtful. They are all different, some young and clean shaven, others older with beards; but I only recall one which actually had an arrow, in the right leg. Then suddenly I found that the memory card in my camera was full. We had to find a shop and buy a new one; this one has a 2 gigabytes memory and will hold 2000 to 3000 photos, so it should last for the rest of the holiday.

In the piazza, to the right of the cathedral, we found an enormous human skeleton, on show by Gina de Dominicis; it is 25m long.

We enquired at the Tourist Information Office for the opening times of the Cathedral Museum and treasury; only to find that they are in the same building and it is closed for restoration. The lady did not know when it would reopen; she only knew that it had been closed for the last few months. The “chiuso” curse had struck again.  We have so much to see in Milan, that we will undoubtedly have to make a return visit; perhaps next time it will be open.

We went back to ‘Brek’ at about 12.20 to find that it was very busy; Clara had warned us that from 12.30 until 14.00 it would be full of office workers. Even the basement, which has more seating than the ground floor, was full before we had finished our lunch. We had Parma ham, roast beef, salad, roll and wine; very reasonably at €23.30.

We tried the inside of the cathedral, where we had details of a number of images of St. Sebastian, but we only found one. It was a small sculpture on the left side of the altarpiece, in the chapel of St. Catherine of Siena. Both the choir and the sacristy were closed, and we decided not to go up to the roof today, because it would have been very hot up there. We can always come early one morning when it should be cooler. I was tired and my foot was aching, so we went back to the hotel for a rest before dinner.

We had dinner at ‘Nove Cento’, at the junction of Via Ravizza and Via Colonna 43. We met the owner, who is an opera singer and has performed in London.  We had a simple meal of salad with chicken and ham, fresh fruit of the woods (strawberries, raspberries, loganberries, blueberries and pomegranate), wine and water. It cost €54.30 and was most satisfying without being too much; I expect we will return.

 

Lunedì 7 Maggio 2007

Il clima ora era buono, adesso faceva caldo e piacevole, e una giacca non era necessaria; le previsioni per oggi sono di 29º, e sono rimaste così per tutta la nostra vacanza. Abbiamo preso la metropolitana fino al Duomo, dove sapevamo c’erano molte statue di San Sebastiano da scoprire. Ma prima bisognava avere una pianta dell’edificio così potevamo numerare le finestre, perché ogni una ha tre o quattro statue da ogni lato. Ci sono, anche, due, tre o perfino quattro piani sul muro tra le finestre. Che lavoro!

Abbiamo scoperto circa 18 statue di San Sebastiano; di due o tre non siamo certi. Tutte sono diverse, il santo è giovane e rasato, in altre vecchio con la barba; ma ne ricordo solo uno che veramente ha una freccia, nella gamba destra. Poi improvvisamente ho trovato che la “memory card” nella mia macchina fotografica era piena. Abbiamo cercato un negozio e comprarne una nuova; la nuova ha una memoria di 2 gigabytes e manterrà 2000 – 3000 foto, così sarebbe sufficiente per questa vacanza.

In piazza, a destra della cattedrale, abbiamo scoperto uno scheletro umano enorme lungo 25 m in mostra da Gina de Dominicis.

Abbiamo chiesto all’ufficio turistico l’orario di apertura del Museo e Tesoro della Cattedrale; abbiamo travato che sono nello stesso edificio, ma erano chiusi per restauro. La donna non sapeva quando avrebbero riaperto l’edificio; sapeva solo che era chiuso per un numero di mesi. Il ‘chiuso’ maledizione colpiva ancora. Abbiamo molto da vedere a Milano, sono sicuro che sarà necessaria un’altra visita; forse sarà aperto la prossima volta.

Siamo ritornati al “Brek” verso le 12.20 ed era pieno; Clara ci aveva avvertiti che dalle 12.30 fino alle 14.00 era pieno di lavoratori. Perfino il basamento, che ha più sedie del pianoterra, era pieno. Abbiamo preso prosciutto di Parma, manzo arrosto, insalata, panini e vino; per €23.30 era molto moderato.

Dentro la cattedrale, dove avevamo i dettagli di un numero di immagini di San Sebastiano, ne abbiamo scoperta solo una. È una piccola scultura a sinistra della pala d’altare, nella cappella di Santa Caterina da Siena. Entrambi il coro e la sagrestia erano chiusi, e abbiamo deciso di non andare sul tetto oggi, perché sarebbe stato molto caldo là. Di mattina presto, sarebbe più fresco. Ero stanco e avevo male a un piede, così siamo ritornati all’hotel per un riposo prima di cena.

Abbiamo cenato al ristorante “Novecento”, all’angolo di Via Ravizza e Via Colonna 43. Abbiamo incontrato il padrone, che canta opera e ha cantato a Londra. Abbiamo preso un pasto semplice di insalata con pollo e prosciutto, frutta fresca dei boschi (fragole, lamponi, mirtilli e melagrana) vino ed acqua. Il costo era €54.30 e non era troppo, ma soddisfacente; penso che ci ritorneremo.

Statues outside the cathedral, possibly of S. Sebastian.

Le statue fuori il duomo, possibile di San Sebastiano.

 

 

 

 

 

Statues outside the cathedral, possibly of S. Sebastian.

Le statue fuori il duomo, possibile di San Sebastiano.

 

 

 

 

 

Statues outside the cathedral, possibly of S. Sebastian.

Le statue fuori il duomo, possibile di San Sebastiano.

 

 

 

 

 

Statues outside the cathedral, possibly of S. Sebastian.

Le statue fuori il duomo, possibile di San Sebastiano.

 

 

 

 

 

Skeleton by Gina de Dominicis outside the cathedral.

Lo scheletro di Gina de Dominicis fuori il duomo.

 

 

 

 


Tuesday 8 May 2007

We returned to the Castello and the Achille Bertarelli collection, to meet again Roberta Moro, who had promised to show us the prints etc of St. Sebastian from their collection. She had found us more than 40, which were all waiting for us, and a book which also had images of St Sebastian. The book was of paintings in the Brera Gallery volume III, where she had found one; we looked carefully and found about 6. Then she brought us another book which had 4 or 5 more. In total I expect there are more than 60. They will all be photographed for us and put on a disc; they will cost €2 each and will be ready on Monday 14 May, when Desmond will have to pay for them. Some of the prints were black and white, some hand-coloured, and the newer ones were printed in colour. It is an interesting collection, because it contained many items from “popular” culture and taste, including mass cards, posters and postcards, rather than images of high art.

We had lunch at ‘Farinella’, Foro Bonaparte 71; a plate of salami with bread, pasta for Desmond, salad for me, wine, water and coffee – €42.68.

After lunch we went to the Museum Poldi Pezzoli; a private museum established by a nobleman, Giangiacomo Poldi Pezzoli, which opened to the public in 1881. The building is a fine example of a late 19 C aristocratic Milanese residence. It has a magnificent staircase, with a fountain, in the hall. Most of the collection is on the first floor and we found 3 items; another was away for restoration, and 3 others were not known to the director. It is an interesting museum.

We went out at about 19.00 to find a present for Desmond’s sister, Patricia; it is her birthday very soon. We found her a very nice silver photo frame; which we had seen in a shop two evenings ago. We were sure that she would be pleased with it. We were also looking for a pen to give to Roberta Moro, but we did not find the one we wanted. It is not urgent; we don’t need it until next Monday.

We had dinner again at ‘Happiness’; fish with potatoes and artichokes, raspberries for Desmond, pineapple for me, wine, water and a liqueur from Sardinia called Mirto, which is delicious.

 

Martedì 8 Maggio 2007

Siamo ritornati al castello e la collezione di Achille Bertarelli, per incontrare Roberta Moro di nuovo, che aveva promesso di mostraci le stampe ecc di San Sebastiano. Ne ha scoperte più di 40, e c’è anche un libro con immagini del santo. Il libro era dei quadri della Galleria di Brera volume III, dove ce n’era uno; abbiamo guardato con cura e ne abbiamo trovati circa 6. Poi ci ha portato un altro libro che ne aveva altre 4 o 5. In totale penso che siano più di 60. Saranno fotografate per noi e messe su un disco; il costo sarà di €2 ogni foto e saranno pronte lunedì prossimo 14 Maggio, quando Desmond pagherà. Un numero di immagini sono in bianco e nero, altre sono colorate a mano, e le più recenti sono fatte a colori. È una raccolta interessante, perché ha molti articoli dalla cultura popolare, incluse le carte della messa, cartelloni e cartellini, invece di immagini d’arte famosa.

Abbiamo pranzato da ‘Farinella’, Foro Bonaparte 71; un piatto di salami con pane, pasta per Desmond, insalata per me, vino, acqua e caffè – €42.68.

Poi siamo andati al Museo Poldi Pezzoli; un museo privato fondato da un nobiluomo, Giangiacomo Poldi Pezzoli, che aprì al pubblico nel 1881. L’edificio è un buon esempio di una residenza milanese aristocratica della seconda metà del diciannovesimo secolo. Nel vestibolo ha una scala magnifica, e anche una fontana. La maggior parte della collezione è al primo piano e abbiamo scoperto 3 articoli, un altro era fuori per restauro, e il direttore non conosceva gli altri tre. È un museo interessante.

Siamo andati verso le 19.00 a cercare un regolo per la sorella di Desmond, Patrizia; presto sarà il suo compleanno. Abbiamo scoperto una bella cornice d’argento per una foto; che avevamo visto due giorni fa. Eravamo sicuri che le sarebbe piaciuta. Abbiamo desiderato trovare una penna per Roberta Moro, ma non l’abbiamo travata. Non era urgente, non era necessaria prima di lunedì.

La cena ancora da “Happiness”; pesce con patate e carciofi, lamponi per Desmond, ananas per me, vino, acqua, ed un liquore Sardo chiamato “Mirto”, che era delizioso.

 

Two 19 C Prints, Sforza Castle, The Achille Bertarelli Print Collection.

Le due stampe dal diciannovesimo secolo, Castello Sforzesco, La Civica Raccolta de Stampe Achille Bertarelli.

 

 

 

 

 

 

15 C Painting by Marco d’Oggiono, Poldi Pezzoli Museum.

La pittura dal quindicesimo secolo di Marco d’Oggiono, Museo Poldi Pezzoli

 

 

 

 

 

 

15 C Triptych by Gottardo Scotti, Poldi Pezzoli Museum.

Il trittico dal quindicesimo secolo di Gottardo Scotti, Museo Poldi Pezzoli.

 

 

 

 

 

 

15 C Painting  by Lorenzo di Credi, Poldi Pezzoli Museum.

La pittura dal quindicesimo secolo di Lorenzo di Credi, Museo Poldi Pezzoli

 

 

19 C Print, Sforza Castle, The Achille Bertarelli Print Collection.

Una Stampa dal diciannovesimo secolo, Castello Sforzesco, La Civica Raccolta de Stampe Achille Bertarelli.

 

 

 

 

 

 

15 C Painting by Carlo Crivelli, Poldi Pezzoli Museum.

La pittura dal quindicesimo secolo di Carlo Crivelli, Museo Poldi Pezzoli.

 

 

 

 

 

15 C Polyptych by Giovanni Angelo d’Antonio, Poldi Pezzoli Museum. S. Sebastian is top right.

Il polittico dal quindicesimo secolo di Giovanni Angelo d’Antonio, Museo Poldi Pezzoli.San Sebastiano è sopra a destra.

 

 

 

 

 

 

 

16 C Painting by Antonio Pirri, Poldi Pezzoli Museum.

La pittura dal sedicesimo secolo di Antonio Pirri, Museo Poldi Pezzoli.

 

 

 

 

 


Wednesday 9 May 2007

Our first visit today was to the cathedral; Desmond wanted another photo of the St. Sebastian on the right of the altar in the chapel of St. Catherine of Siena, as the ones he had taken earlier were of poor quality. We asked the advice of one of the attendants, about a photo library of the cathedral and he gave us very good directions. There we saw a gentleman who took us directly to a computer, where he could call up details of statues of St. Sebastian on the cathedral. There were not very many, 5 or 6, but these are definitely St. Sebastian, any others, and there are many, are doubtful. He found us a plan of the building with notes of all the statues outside and on the windows inside. We did not know that there were any around the inside of the windows. He printed out the images for us; computer images cost €1.20 each, but, as he had taken them directly from his computer, we only paid 60cents each, a princely total of €3.60. He did not charge us for the photocopies of the plans of the building; there were at least 8 sheets; which was very kind of him.

We asked at the Archbishop’s Palace about the gallery of paintings there and were directed to another door, but that was not the correct location either, so we saw nothing. We were advised to visit the Diocesan Museum, which is certainly on our list.

The church of St. Sebastian, Tempio Civico di San Sebastiano, was within walking distance and we had the data sheets with us for that site. We found 4 images which Desmond was allowed to photograph, but 2 others remain a mystery. There is a reliquary, which is only on display on 20 January, the saint day of St. Sebastian; but Desmond bought a book which has an illustration of it.

At the Ambrosiana Gallery we were not allowed to take photographs, but Desmond found most of the paintings he sought. He also wanted to see a model for a sculpture which is on the cathedral, but the attendant said that it was not available for public viewing, and that he would email Desmond information about it next week.

We had lunch at a nearby café, salad for Desmond, pasta for me, wine and water; it was OK but not special.

Our next visit was to the church of San Carlo in Corso, which was closed for lunch. In the bookshop next to the church, I spoke to the lady there who gave me the opening times. We can return any morning and it will be open. She gave us a leaflet which shows a painting containing a St. Sebastian; perhaps the one we are looking for.

I had a call on my mobile from the Picture Gallery at the castle, to say that the picture we wanted to see was in store, but I gathered that we would be able to see it. I asked the gentleman to ring our hotel reception and speak to them in Italian, they will then relay the message in English. That seemed the best solution, as I find it very difficult to understand people on my mobile phone. He seemed quite happy to do as I asked.

We had dinner at Pizzeria Charlot, Via Ravizza 8; a selection of antipasto from the extensive buffet, grilled chicken breast with grilled vegetables, wine and water. It was a very tasty meal and we will add this to our list of restaurants worth revisiting.

 

Mercoledì 9 Maggio 2007

Prima abbiamo visitato la cattedrale; Desmond voleva un’altra foto della statua di San Sebastiano nella cappella di Santa Caterina di Siena, perché le altre che aveva fatto prima non erano di buona qualità. Abbiamo chiesto a un dipendente la guida, di una fototeca della cattedrale e ci ha dato buone direzioni. Là abbiamo incontrato un uomo che ci ha accompagnato al suo computer, dove ha chiesto i dettagli delle statue di San Sebastiano. Non sono molte, 5 o 6, ma certo sono di San Sebastiano, altre, non si è sicuri. Ci ha trovato una pianta della cattedrale con il nome di tutte le statue esterne e interne. Non lo sapevamo che c’erano statue attorno alle finestre interne. Ha stampato le immagini per noi; le immagini costano €1.20 l’una, ma, perché lui aveva prese direttamente dal suo computer abbiamo pagato solo €0.60, l’importo totale era di €3.60. Non abbiamo pagato per le fotocopie dell’edificio, ci sono più di otto pagine; l’uomo è stato molto gentile.

Al Palazzo dell’Arcivescovo abbiamo chiesto della galleria di quadri e ci hanno diretto a un’altra porta, ma quella non era la posizione giusta, così non abbiamo visto niente. Ci hanno consigliato di visitare il Museo Diocesano, che è certamente nella nostra lista.

Il Tempio Civico di San Sebastiano, era vicino e avevamo con noi l’informazione per quel sito. Abbiamo scoperto 4 immagini, che Desmond ebbe il permesso di fotografare, ma altre due rimangono un enigma. C’è un reliquiario che viene mostrato solo il 20 Gennaio, il giorno dedicato al santo; ma Desmond ha comprato un libro che ha un’illustrazione.

Alla Galleria Ambrosiana non avevamo il permesso di prendere foto, ma Desmond ha trovato i quadri che desiderava. Ha voluto anche vedere il modello di una statua nella cattedrale, ma il dipendente ha detto che non era possibile per il pubblico vederlo, ed ha detto che manderà l’informazione via e-mail la settimana prossima.

Abbiamo pranzato in un bar, insalata per Desmond e pasta per me, vino ed acqua; era bene ma non speciale.

La prossima visita sarebbe stata alla chiesa di San Carlo in Corso, ma era chiusa per il pranzo. Ho chiesto gli orari d’apertura a una donna che lavora nella libreria accanto alla chiesa. Apre tutte le mattine e ritorneremo dopo. Ci ha dato un volantino che mostra un quadro con un’immagine di San Sebastiano; forse è quello che vogliamo.

Ho ricevuto una telefonata nel mio telefonino dalla Pinocateca al Castello, che ha detto che la pittura che desideravamo vedere era in deposito, ho capito che non sarebbe stato possibile vederla. Ho chiesto di telefonare all’hotel e parlare in italiano, poi la receptionist ci avrebbe dato il messaggio in inglese. Quella appariva essere la soluzione migliore, perché, per me, è difficile udire. Penso che lui era contento di fare questo.

Abbiamo cenato alla Pizzeria Charlot, Via Ravizza 8; una selezione di antipasti dal buffet, petto di pollo con verdure grigliate, vino e acqua. Era saporito e lo includeremo nella nostra lista di ristoranti da visitare ancora.

 

17 C Painting by Carlo Francesco Nuvolone, Poldi Pezzoli Museum.

La pittura dal diciassettesimo secolo di Carlo Francesco Nuvolone, Museo Poldi Pezzoli.

 

 

 

 

 

 

20 C Painting by Carlo Mezzadra, Tempio Civico San Sebastiano.

La pittura dal ventesimo secolo di Carlo Mezzadra, Tempio Civico San Sebastiano.

 

 

 

 

 

 

Desmond with a cow.

Desmond con una mucca.

 

 

 

 

16 C Painting, Ambrosiana Picture Gallery.

La pittura dal sedicesimo secolo, Ambrosiana Pinocateca.

 

 

 

 

 

 

15 C Painting by Bartolomeo Vivarini, Ambrosiana Picture Gallery.

La pittura dal quindicesimo secolo di Bartolomeo Vivarini, Ambrosiana Pinocateca.

 

 

 

 

 

 

15 C Painting Ambrogio Bergognone, Ambrosiana Picture Gallery. We think that St Sebastian is the second figure from the right.

La pittura dal quindicesimo secolo di Ambrogio Bergognone, Ambrosiana Pinocateca. Pensiamo che San Sebastiano è la seconda figura dalla destra.

 

 

 

 

 


Thursday 10 May 2007

We returned to the Castello to try and confirm a definite date to see one painting, which is not at present in the picture gallery. The lady we needed to ask was not available, but we left telephone numbers etc. and dates which were suitable for us. All this took one hour and we still could not nail down a firm date. Late in the afternoon I spoke on my phone to a gentleman, who agreed to meet us at 14.00 next Tuesday in front of the Palazzo di Giustizio, the Law Courts, and that we must bring suitable identification with us. Presumably that is where our missing painting is currently housed.

Next we went to the church of Sant’Eustorgio; which was actually closed for a conference, but we were allowed in to see one painting. It proved to be a small painting, once part of a predella but now completely detached; it could not have been more than 12” high, but it was definitely St. Sebastian and Desmond was able to photograph it. We found that the museum was closed and we will have to return another day.

The Diocesan Museum, located behind the church, was open. There we found a fine statue of St. Sebastian, as expected, but the painting we wanted to see was in storage. We were sent to the office to make an appointment to see it. We met Dottoressa Alessia Devitini, who spoke perfect English, and she said that we could see it immediately. Unfortunately, the rack it was on would not open completely and so we agreed to return at 10.00 next Tuesday, when it will be out for us to inspect. Desmond suggested that they mount an exhibition devoted to images of St. Sebastian and he promised to send her our list of all the images in Milan. She seemed to quite like that idea.

Desmond confirmed an appointment in the outlying district of Rho for tomorrow morning at 10.00. Our days are filling up very nicely now that we are soon to return to London.

We had lunch at Ristorante Sant’Eustorgio; a steak salad, wine and water. One of the waiters spoke good English; he had taken an English course at Haywards Heath; and then worked in England for a year or so before returning to Italy. We hope to go there again for lunch, if we have the time.

After our afternoon rest, we had dinner at Ristorante Nazionale, Via Raffaello Sanzio 24, we had salami, Parma ham and pancetta, and then, duck breast cooked with mustard and cognac plus sauté potatoes, wine and water. It was delicious; we must try to eat here again.

 

Giovedì 10 Maggio 2007

Siamo ritornati al castello per tentare e confermare una data esatto per vedere un quadro, che non è in mostra alla pinocateca. La donna a cui dovevo chiedere non era disponibile, ma abbiamo dato i nostri numeri telefonici ecc e date che sarebbero state convenienti per noi. Per tutto questo ci ho impiegato un’ora e non fu possibile avere una data precisa. Dopo, nel pomeriggio, ho parlato, sul mio telefonino, con un uomo che incontreremo, alle 14.00 martedì prossimo, di fronte al Palazzo di Giustizia e sarà necessario portare i documenti d’identità. Presumibilmente è lì dove la pittura è adesso.

Poi siamo andati alla chiesa di Sant’Eustorgio; che era chiusa per una conferenza, ma ci permisero di entrare e vedere una pittura. Un piccolo dipinto, originalmente una parte della predella ma adesso separato; non di più 30 cm, decisamente era un San Sebastiano e Desmond ha potuto prendere una foto. Il museo della chiesa era anche chiuso e ci ritorneremo dopo.

Il Museo Diocesano, dietro la chiesa, era aperto. Là, come pensavamo, c’era una bella statua di San Sebastiano, ma un altro dipinto era in deposito. Ci dirigemmo verso l’ufficio per fare un appuntamento per vederlo. Abbiamo incontrato la Dottoressa Alessia Devitini, che parla un inglese perfetto, e ha detto che potevamo vederlo subito. Sfortunatamente, era su una rastrelliera che non è stato possibile aprire completamente e, così, ritorneremo Martedì alle 10.00. Desmond ha suggerito che organizzassero una mostra solo di immagini di San Sebastiano ed ha promesso di mandare la nostra lista delle immagini che si trovano a Milano. Alla dottoressa è piaciuta l’idea.

Desmond ha confermato un appuntamento, per domani mattina alle 10.00 a Rho, una piccola città in provincia di Milano. Adesso che stiamo per ritornare a Londra, i nostri giorni diventano più occupati.

Abbiamo pranzato al Ristorante Sant’Eustorgio; insalata bistecca, vino ed acqua. Il cameriere parla bene l’inglese; ha fatto un corso di inglese a Haywards Heath. Poi, prima di ritornare in Italia, ha lavorato in Inghilterra per un anno o due. Se abbiamo il tempo, spero che andremo là ancora.

Dopo un riposo nel pomeriggio, abbiamo cenato al Ristorante Nazionale, Via Raffaello Sanzio 24, abbiamo mangiato salami, prosciutto di Parma e pancetta, poi il petto d’anitra cucinato con mostarda e cognac con patate sautè, vino e acqua. Dobbiamo ritornare ancora, il cibo era delizioso.

 

Painting, once part of a predella, Church of S. Eustorgio.

La pittura, già una parte della predella, La Chiesa di San Eustorgio.

 

 

 

 

 

Desmond in Ristorante S. Eustorgio.

Desmond al ristorante San Eustorgio.

 

 

 

 

 


Friday 11 May 2007

Today we did something different; first, as usual, we took the metro to Cadorna; which is the station for trains to Malpensa airport; then we had to take a bus. We were going to Rho; a small place outside the city limits; it is a very curious name which, we were informed, goes back to Medieval times. We asked the bus drivers where the bus stop was and where to buy our tickets. We were going to the Oblati Missionary College to see a painting of St. Sebastian. There we were to meet the architect in charge of the complex, which also has a very large church. The architect was Stefano Lavazza and he spoke excellent English. The bus left us within yards of our destination, after a journey of about half an hour. Signor Lavazza took us to a room in the Pozzabonelli Apartments where there were two paintings of St. Sebastian, on the right and left of the door. One was by Francesco Polazzo, which was on our list; the other was by an unknown 17 C artist. He said that they did have others, but that they were in private rooms, so we did not see them. They have a collection of over 200 paintings, plus prints. There is no publication which lists all their paintings, but they hope to produce one at a later date. It will be a very big job for someone. We were also shown the church which has many, very fine, 18 C frescos. We were there for over 2 hours, and then we found the bus to take us back to Milan.

We took the metro and had lunch at ‘Brek’, the self-service restaurant, of beef, Parma ham, Salad and wine. Then we walked back to the castle, from where we took the metro back to the hotel.

In the evening we met Clara at our hotel. Although we were not due to meet until 19.30, I went down at 19.10; I knew that she would be early and she was. She had booked a table at the ‘Novecento’ restaurant; Desmond and I had fresh pasta with sausage and mushrooms, Clara had sea bass with curry and rice,  Desmond then had king prawns, I had sword fish cooked in the oven, wine and water. It was a lovely meal in the best of company.

 

Venerdì 11 Maggio 2007

Oggi abbiamo fato qualcosa di diverso; prima, come di solito, abbiamo preso la metropolitana a Cadorna; che è la stazione per i treni che vanno all’aeroporto di Malpensa; poi è stato necessario prendere l’autobus. Siamo andati a Rho; un piccolo luogo fuori della città; è un nome abbastanza strano, che è dei tempi medievali. Abbiamo chiesto agli autisti di autobus dove era la firmata e dove comprare i biglietti. Siamo andati a vedere l’Istituto Missionario Oblati per vedere una pittura di San Sebastiano. Là abbiamo incontrato l’architetto che ha la custodia degli edifici, che hanno anche una grande chiesa. L’architetto, Stefano Gavazza, parlava un inglese perfetto. Dopo un viaggio di circa un’ora, la fermata dell’autobus era vicina alla nostra destinazione. Il Signore Lavazza ci ha accompagnati a una camera negli Appartamenti Pozzabonelli dove ci sono due quadri di San Sebastiano, a destra e a sinistra della porta. Uno è di Francesco Palazzo, che era nella nostra lista, l’altro era di un artista ignoto del diciassettesimo secolo.  Ha detto che ce ne erano altri nelle camere private, così non è stato possibile vederli. Hanno una collezione di più di due cento quadri, e anche stampe. Non c’è un libro con una lista di tutte le pitture, ma sperano di farne uno in futuro. Sarà molto lavoro per qualcuno. Abbiamo visto anche la chiesa che ha dei begli affreschi del diciottesimo secolo. Siamo rimasti per di più due ore, poi abbiamo cercato la fermata dell’autobus per ritornare a Milano.

Abbiamo preso la metropolitana e abbiamo pranzato al “Brek”, il ristorante self service. Abbiamo mangiato manzo, prosciutto di Parma, insalata e vino. Poi abbiamo camminato fino al castello, da dove abbiamo preso la metropolitana.

La sera abbiamo incontrato Clara all’hotel. Benché, il nostro appuntamento fosse alle 19.30, alle 19.10 sono andato alla “reception”; sapevo che sarebbe stata pronta ed è stato così. Ha prenotato un tavolo al ristorante “Novecento”. Desmond ed io abbiamo mangiato pasta fresca con salsiccia e funghi, poi per Desmond gamberoni, per me pesce spada al forno, Clara pesce persico con curry e riso, il tutto con vino e acqua. Una buona cena con un’ottima compagnia.

 

Painting by Francesco Palazzo, Collegio Obliati Missionari, Rho.

La pittura di Francesco Palazzo, Collegio Obliati Missionari, Rho.

 

 

 

 

 

 

Painting, Collegio Obliati Missionari, Rho.

La pittura, Collegio Obliati Missionari, Rho.

 

 

 

 

 

 

Collegio Obliati Missionari, Rho.

Collegio Obliati Missionari, Rho.

 

 

 

 


Saturday 12 May 2007

We visited the church of San Vincento in Prato, where we found a detached 15 C fresco, hanging above the main altar, with an interesting image of St. Sebastian on the right. Next we went to Sant’Ambrogio, where the large altarpiece which we wanted to see was in the small museum and rather difficult to photograph. The other two we did not find and were met with blank looks when we asked about them. However, the data sheets said that they were originally in the chapel of St. Sebastian, which has been rededicated to St. Savina, so we went back to have another look. They are two matching oval paintings and were still in their original positions on the side walls. The chapel is separated, from the main body of the church, by a large iron gate which was locked. With some difficulty, Desmond managed to take photographs which will be sufficient for study purposes. One is of St. Sebastian preaching, by Stefano Maria Legnani, called Il Legnanino, the other was of Sebastian before the Emperor, by Carlo Donelli, called Il Vimercati; although painted by different artists they are the same size and were obviously commissioned as a pair.

In the church of San Maurizio, the centre was full of scaffolding, because they are restoring the ceiling. We looked all round the church, which is covered in frescos, but did not see one of St. Sebastian. I noticed that people were going through a door to the left of the main altar and so I followed them into the choir. The choir is an enormous room, as big as the front part of the church and completely separated from the nave and altar, because the church belonged to a closed order of nuns. Again the choir had a marvellous set of frescos, and, on the wall behind the altar, St. Sebastian on the left and a matching St. Rocco on the right.

That completed our schedule for the morning, so we went to ‘Brek’ again for a light and simple lunch.

Back at the hotel, we wrote the last of our postcards and, not knowing where the nearest post box was situated, we decided to walk to the local post office to mail them. We had only been in this direction once since we came to Milan, and, as we passed by a restaurant, the staff wished us ‘Good Evening’. Having disposed of our cards, we thought that we would try this new restaurant. One gentleman asked me if I spoke English, I said ‘I hope so, I am English’, that got us off on a friendly footing. This was Ristorante Donati, Viale Cassiodoro 4, and we can thoroughly recommend it. We were served a pizza base, as an alternative to bread, which we really like. Then Desmond had a chop, I had Milanese cutlet, chips, spinach, fruit, wine and water. It was quite a simple meal, but very tasty, well cooked and well presented. It seems to be a popular local restaurant, with a group of 8 teenagers at the next table celebrating the birthday of one of the boys. We have found the young people here are polite and well behaved; it was nice to see them out all together enjoying a meal and celebrating without getting drunk.

 

Sabato 12 Maggio 2007

Abbiamo visitato la chiesa di San Vicenzo in Prato, dove abbiamo trovato un affresco, del quindicesimo secolo, che era separato dalla parete ed era sopra l’altare maggiore, e aveva un’immagine interessante di San Sebastiano a destra. Poi siamo andati alla chiesa di San Ambrogio, dove la pala d’altare, che desideravamo vedere, era nel piccolo museo e un po’ difficile da fotografare. Non abbiamo cercato gli altri due, e, quando abbiamo chiesto dove erano, non ne sapevano niente. Comunque, la nostra informazione era che, originalmente, erano nella cappella di San Sebastiano, poi ridedicata a Santa Savina, così ci siamo ritornati. Ci sono due dipinti ovali intonati e adesso ancora nella posizione originale ai lati delle pareti. La cappella è separata, dalla navata della chiesa, con un grande cancello di ferro chiuso a chiave. Con difficoltà, Desmond ha preso le foto. Un quadro, di Stefano Maria Legnani, mostra San Sebastiano che predica, l’altro, di Carlo Donelli detto Il Legnanino, lo mostra davanti all’Imperatore; benché i dipinti siano di due artisti diversi, sono delle stesse dimensioni e ovviamente erano stati commissionati insieme.

Nella chiesa di San Maurizio, la navata era piena di ponteggi, perché stavano restaurando il soffitto. Abbiamo visitato tutta la chiesa, che è coperta d’affreschi, ma non ne abbiamo scoperto uno di San Sebastiano. Ho visto a sinistra dell’altare maggiore, che la gente andava attraverso una porta, così ci sono andato anche io. Era il posto dove normalmente canta la corale. È una sala enorme, grande come la navata della chiesa, e separata completamente dalla navata e l’altare, perché la chiesa appartenne a un ordine di suore di clausura. La sala ha begli affreschi, e, sulla parete dietro l’altare, a sinistra c’è San Sebastiano ed a destra San Rocco.

La chiesa ha completato il nostro programma per la mattina; così siamo andati ancora al “Brek” per un pranzo semplice e leggero.

All’hotel, abbiamo scritto le ultime cartoline e, perché non conosciamo l’ubricazione della buca delle lettere, abbiamo deciso di camminare fino all’ufficio postale. Siamo andati solo una volta in quella direzione, e, quando siamo passati vicino a un ristorante, i dipendenti ci hanno detto “Buona Sera”. Abbiamo mandato le cartoline, poi abbiamo pensato di andare in quel ristorante. Il cameriere mi ha chiesto “Parla inglese”, ho detto “Spero, sono inglese”, così abbiamo cominciato come amici. Questo era il Ristorante “Donati”, Via Cassiodoro 4, e possiamo raccomandarlo. Abbiamo mangiato la base della pizza come pane, che ci è piaciuta molto. Poi Desmond ha preso una braciola, io una cotoletta milanese, patate fritte, spinaci, frutta, vino e acqua. Era un pasto abbastanza semplice, ma molto saporito, ben cucinato e ben presentato. È apparso essere un ristorante popolare, con un gruppo di otto adolescenti al tavolo accanto che celebravano il compleanno di uno dei ragazzi. Abbiamo trovato che i giovani qui sono gentili e si comportano bene, era un piacere vederli gustare un pasto insieme e celebrare senza essere ubriachi.

 

15 C Detached fresco, Church of San Vincenzo in Prato.

L’affresco, dal quindicesimo secolo, separare dalla parete, La Chiesa di San Vincenzo in Prato.

 

 

 

 

Fresco, Basilica of S. Ambrogio.

L’affresco, Basilica di San Ambrogio.

 

 

 

 

 

 

The Main altar, Basilica of S. Ambrogio.

L’altare maggiore, Basilica di San Ambrogio.

 

 

 

 

 

 

Fresco of S. Sebastian in the Church of S. Maurizio.

L’affresco di San Sebastiano nella chiesa di San Maurizio.

 

 

 

 

 

 

Fresco of S. Rocco in the Church of S. Maurizio.

L’affresco di San Rocco nella chiesa di San Maurizio.

 

 

 

 

 

 

The Basilica of S. Ambrogio.

La Basilica di San Ambrogio.

 

 

 

 

 

 

The Main altar, Church of San Vincenzo in Prato.

L’altare maggiore, La Chiesa di San Vincenzo in Prato.

 

 

 

 

 

 


Sunday 13 May 2007

We had a very nice relaxing day with Clara in Como, where she and her sister Piera lived for many years in the home of their aunt. This is where they went to school, secretarial college, and where they had their first communion; so, naturally, Clara knows it very well. We took the train from Cadorna to Como Lago, the little 19 C station on the lake shore. There a much faster train from Central Station in Milan, but it goes to a station in Como which is further out of town.

We strolled to the main square and had a coffee, then proceeded to Piazza del Duomo, to look at the cathedral. Desmond, very quickly, saw a statue of St. Sebastian, on the façade to the left of the main entrance. It is quite high up and that made it a bit difficult to photograph; you have to use the zoom lens and need to keep the camera quite steady. Inside, there was a large gilded wooden altarpiece, with a small statue of St. Sebastian on the right hand side. Beside the side door there is a bas relief of him; and next, a very large canvas, flanked by matching paintings of St. Sebastian and St. Rocco.

In the church of San Fedele, on the left of the main entrance, we found a fresco with St. Sebastian. We had not intended going to Como on this trip and so we did not have any data sheets with us, but we have the photographs and we should be able to match them up when we return to London.

Clara wanted to have lunch at the Palace Hotel, but the restaurant was not open today. Instead we went to Ristorante Sociale, Via Maestri Comacini 8, which is next to the theatre. Desmond and I had a mixed hot starter of meatballs, stuffed olives, deep fried courgette flowers, courgette and aubergine; Clara had boiled beef, potatoes and salsa verde; Desmond sausage with rice; I had liver with boiled vegetables; we had wine, water and coffee. It was a delicious meal and a restaurant well worth seeking out.

We had a walk to the older part of town, to Via Giovio; where Clara’s grandfather started his jewellery business, which was carried on by his daughter Carlotta when he died young. Carlotta and her sister Alina lived in the building next to the shop, and this is where Piera and Clara lived until they were 18. Today the shop sells underwear. We went on to Via Volta, where Clara’s uncle, Giuseppe Baragiola (now deceased), once owned the building where Alessandro Volta had lived and where he conducted his experiments with electricity.

We noticed some parking spaces reserved for disabled people, with a red sign which read, ‘If you want my space. Take my handicap’. We thought that it was a very good notice and may help to keep the spaces free. I wish they would put up similar notices in London, on spaces for the disabled; perhaps then able-bodied people would think twice before occupying them.

We caught the 16.16 train back to Milan Cadorna, which takes one hour. There Clara wisely suggested that we bought our train tickets to go to the airport, and she found us a timetable; she is a very good organiser. It will save us time next Wednesday if we have only a few minutes in which to catch a train.

We went to the restaurant opposite the hotel for dinner, Ristorante Versilia, Via Tiziano 5, where we had pasta with mushrooms, wine and water. Then we sorted out our itinerary for Monday, which seems to be all churches.

 

Domenica 13 Maggio 2007

Abbiamo passato una bella giornata a Como con Clara, dove lei e sua sorella hanno abitato per molti anni nella casa della zia. Qui era dove loro sono andate a scuola, il collegio per corsi per segretaria, e dove hanno fatto la prima comunione; così, naturalmente, Clara la conosce molto bene. Abbiamo preso il treno da Milano Cadorna fino al Lago di Como, una piccola stazione del diciannovesimo secolo vicino al lago. C’è un treno più veloce dalla stazione centrale a Milano, ma la stazione a Como è abbastanza lontana dal lago.

Abbiamo camminato verso la piazza principale dove abbiamo preso un caffè, poi siamo andati alla Piazza del Duomo, per vedere la cattedrale. Desmond, subito, ha visto una statua di San Sebastiano, nella facciata a sinistra della porta principale. Era abbastanza alta, così, è stato un po’difficile prendere una foto; è stato necessario usare l’obiettivo zoom e mantenere la macchina fotografica stabile. All’interno, c’è una grande pala d’altare di legno dorato, con una piccola statua di San Sebastiano sul lato destro. Accanto alla porta laterale c’è un basso rilievo di lui, e poi, una grande tela con i dipinti di San Sebastiano e San Rocco a destra e a sinistra.

Nella chiesa di San Fedele, a sinistra della porta principale, abbiamo trovato un affresco con un’immagine di San Sebastiano. Non avevamo l’intenzione andare a Como così non abbiamo nessuna informazione di Como; ma abbiamo le foto che potremmo unire con l’informazione a Londra.

Clara voleva prendere il pranzo all’hotel Palace, ma il ristorante non era aperto. Invece siamo andati al Ristorante Sociale, Via Maestri Comacini 8, che è vicino al teatro. Desmond ed io abbiamo preso polpettine, olive ripiene, fiori di zucchini fritti, zucchini e melanzane. Clara ha preso il manzo bollito con patate e salsa verde, poi salsicce con riso per Desmond, per me fegato con verdure bollite; abbiamo preso vino, acqua e caffè. Era buonissimo ed un ristorante da cercare.

Abbiamo camminato nella vecchia città, fino a Via Giovio, dove il nonno di Piera e Clara aveva il suo negozio di gioielli, che Carlotta, sua figlia, ha gestito, quando lui è morto. Carlotta e Alina, sua sorella, hanno abitato nell’edificio accanto al negozio, ed è lì dove Piera e Clara hanno abitato fino all’età di 18 anni. Adesso il negozio vende biancheria. Siamo andati a Via Volta, dove lo zio di Clara, Giuseppe Baragiola, molti anni fa possedeva l’edificio dove Alessandro Volta ha abitato e dove ha fatto i suoi esperimenti con l’elettricità.

Abbiamo visto un numero di posti per parcheggiare per handicappati, con un segno che diceva, “Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap!” Abbiamo pensato che era un buon avviso e, forse, aiuterebbe a tenere i posti liberi. Un giorno spero di vedere gli stessi avvisi a Londra, per i posti degli handicappati, forse le persone ci penserebbero prima di occupare questi posti.

Abbiamo preso il treno alle 16.16 per Milano Cadorna, che era a un’ora da Como. Poi, Clara, molto saggia, ha suggerito di comprare i biglietti per il treno per l’aeroporto, ha anche trovato l’orario per noi, è una buona organizzatrice. Il prossimo mercoledì sarà più facile se non abbiamo molto tempo.

Abbiamo cenato al ristorante di fronte all’hotel, Ristorante Versilia, Via Tiziano 5, dove abbiamo mangiato pasta con funghi, vino e acqua. Poi abbiamo organizzato il nostro percorso per lunedì, che apparentemente è tutte chiese.

 

The Cathedral, Como.

La cattedrale, Como.

 

 

 

 

 

 

Early XX C photo, Como.

La foto dal inizio del ventesimo secolo, Como.

 

 

 

 

Desmond and Roy in Piazza del Duomo, Como.

Desmond e Roy nella piazza del Duomo, Como.

 

 

 

 

Statue of St Sebastian.

La statua di San Sebastiano.

 

 

 

 

 

The Statues above the main entrance of the Cathedral, Como.

Le statue sopra l’entrata principale della cattedrale, Como.

 

 

 

 

Altarpiece in the Cathedral, Como.

La Pala l’altare nella cattedrale, Como.

 

 

 

 

 

Painting of S. Sebastian

La pittura di San Sebastiano.

 

 

 

 

 

 

S.Christopher.

San Cristoforo.

 

 

 

 

 

 

Statue beside the side door in the Cathedral, Como.

La statua accanto della porta a destra nella cattedrale, Como.

 

 

 

 

Desmond and Clara in Ristorante Sociale, Como.

Desmond e Clara nel Ristorante Sociale, Como.

 

 

 

Fresco in the church of San Fedele, Como.

L’affresco nella chiesa di San Fedele, Como.

 

 

 

 

The old slaughterhouse, now the poultry market, Como.

Macello vecchia, ora mercato del pollame, Como.

 

 

 

The church of San Fedele, Como.

La chiesa di San Fedele, Como.

 

 

 

 

 

Desmond and Clara in a disabled parking bay, Como.

 

Desmond e Clara nel parcheggio per l’handicappato, Como.

 

 

 

 

The parking bay notice, Como.

L’avviso nel parcheggio, Como.

 

 

 

 

 


Monday 14 May 2007

We first went to the Castello, to the Achille Bertorelli Collection, where Roberta Moro had a disc and a list of prints, ready for Desmond, which really pleased him, and he paid €120 for 61 images of St. Sebastian. Because she had been so very helpful, patient and professional, we had bought Roberta a pen, as a small ‘thank you’ gift.

Then to the Basilica of San Carlo in Corso to see one painting. It is a very large canvas, from the end of the XVI C, which shows the ascension of the Virgin, with St. Sebastian on the left and St. Benedetto on the right.

Next, the church of Santa Maria Della Passione, where we found him, dressed as a soldier, on the left of another large painting. In the church of San Pietro Gestate, he is at the top left corner of a large altarpiece; and in San Bernardino alle Osse he is on the right of a fresco on the ceiling by Sebastiano Ricci. This was in a most peculiar room, called an ossuary, where the walls were completely lined with old bones and skulls, displayed behind grills. Perhaps the purpose of this display was to focus ones mind on the imminence of the next life and produce a suitably chastened mood leading to contrition and penitence.

In Vicolo Laghetto he is on the left of a fresco preserved behind glass, which is on the outside wall of a restaurant. This was Cantina Piemontese, Via Laghetto 2, which is where we had our lunch. We ate veal slices stuffed and rolled up (valigini, little suitcases) cooked in a tomato sauce, salad, fruit, wine, water and coffee. The building next door was enormous, it was originally a hospital but it is now part of the University.

We passed in front of the church of Santo Stefano, which I was pleased to see was open. We had no reason to go inside, except curiosity, and in the 5th chapel on the right, there is a painting with St. Sebastian on the right. Another find, not previously known to us.  Again we remembered the value of the rule, always look, always ask, you never know what you may discover. We went to the bookshop in Via Dante, where Desmond bought one book about Cellini.

We returned to Ristorante Nazionale, where we were recognised and given a warm welcome. We had a delicious Sicilian red wine, which was decanted for us, cured venison and a plate of salami, ham and bacon; then rice with saffron and sausage. It was a lovely meal without being too heavy. The owner is very proud of the fact that he is an opera singer, and there were opera singers performing at the restaurant later that evening. We will remember to check the next time that we are in Milan. The owner was appearing in a concert the next evening, but we did not enquire where it would take place.

Clara sent me a text to ask how our day had been, I told her that we were at dinner and I sent her a long email when we arrived back at the hotel.

 

Lunedì 14 Maggio 2007

Prima, siamo andati al castello, alla collezione di Achille Bertorelli, dove Roberta Moro aveva un disc e una lista di stampe per Desmond, che gli è piaciuta molto, e ha pagato €120. per 61 immagini di San Sebastiano. Perché, lei era stata molto utile, tollerante e professionale, abbiamo comprato per Roberta una penna, un piccolo regolo di ringraziamento.

Poi alla basilica di San Carlo in Corso per vedere un quadro. È una tela molto grande, della fine del sedicesimo secolo, che mostra l’Ascensione della Vergine, con San Sebastiano a sinistra e San Benedetto a destra.

Poi, la chiesa di Santa Maria Della Passione, dove lo abbiamo trovato a sinistra di una grande pittura, questa volta San Sebastiano porta l’uniforme di ufficiale. Nella chiesa di San Pietro Gestate, è in alto nell’anglo sinistro della grande pala d’altare; e, a San Bernardino alle Osse, è a destra nell’affresco sul soffitto, che è di Sebastiano Ricci. Quella era una sala molto strana, chiamata l’ossario, dove i parati avevano ossa e crani mostrati dietro grate. Forse, questa mostra è stata fatta per concentrare la mente sull’imminenza della morte e provocare uno stato di contrizione e pentimento.

A Vicolo Laghetto San Sebastiano è a sinistra dell’affresco, protetto dietro vetro, ed è sul muro di un ristorante, Cantina Piemontese, Via Laghetto 2, che era dove abbiamo pranzato. Abbiamo mangiato valligiani di vitello cucinati nel sugo, insalata, frutta, vino, acqua e caffè. L’edificio accanto è enorme, originalmente un ospedale, ma adesso è una parte dell’università.

Mi è piaciuto vedere che la chiesa di Santo Stefano era aperta. Non avevamo alcun motivo per entrare, a parte la curiosità, e, nella quinta cappella a destra, ecco un dipinto di San Sebastiano. Un’altra scoperta, a noi sconosciuta. Ancora ci ricordammo del valore della regola, sempre vedere, e sempre domandare, non si sa mai quello che è possibile scoprire. Siamo entrati in una libreria in Via Dante, dove Desmond ha comprato un libro di Cellini.

Siamo ritornati al Ristorante Nazionale, dove ci hanno riconosciuti e ci hanno dato un caldo benvenuto. Abbiamo preso vino siciliano, che era delizioso, abbiamo mangiato la carne di cervo salato ed anche un piatto di salami, prosciutto e pancetta; poi riso con zafferano e salsicce. Era una buona cena e non troppo pesante. Il proprietario è molto orgoglioso di essere un cantante d’opera, e più tardi c’erano cantanti d’opera che cantavano al ristorante. Ci ricorderemo di chiedere, quando ritorneremo a Milano. Il padrone avrebbe cantato in un concerto la sera dopo, ma non abbiamo chiesto dove.

Clara mi ha mandato un messaggio per domandare come era andata la nostra giornata, ho detto che stavamo cenando e dopo la avrei mandato un e-mail lungo dall’hotel.

 

16 C Painting with S. Sebastian, Church of S. Carlo in Corso.

La pittura con San Sebastiano, XVI secolo, la chiese di San Carlo in Corso.

 

 

 

 

 

16 C Painting if The Vergin and Child with S. Vito and S. Modesto, Church of S. Carlo in Corso.

La pittura della Vergine e Il Bambino con San Vito e San Modesto, XVI secolo, La chiese di San Carlo in Corso.

 

 

 

 

 

 

Painting in the church Church of S. Stephen.

La pittura nella chiesa di Santo Stefano.

 

 

 

 

 

Painting in the church Church of S. Maria Passione.

La pittura nella chiese di Santa Maria Passione.

 

 

 

 

 

Altarpiece in the church Church of S. Pietro Gestate.

La pala d’altare nella chiesa di Santa Maria Passione.

 

 

 

 

 

4 C Sarcophagus, said of Stilicone, Basilica of S. Ambrogio.

Sarcofago detto di Stilicone (secolo IV), Basilica di San Ambrogio.

 

 

 

 

4 C fragment of mosaic, marble and glass paste, from the early basilica of S. Ambrogio.

Frammenti di mosaico in marmo e paste vitree (secolo IV) della primitiva Basilica ambrosiana.

 

 

 

Fragment of a slab belonging to Orante (second century), Museum of S. Eustorgio.

Frammento lastra dell’Orante (11 sec.D.C.), Il museo di Sant’Eustorgio.

 

 

 

 

 

 

Statue of Napoleon, Brera Gallery.

La statua di Napoleone, La Galleria Brera.

 

 

 

 

 

 


Tuesday 15 May 2007

We returned to the Diocesan Museum, to see the painting of St. Sebastian in the store room, which Dottoressa Alessia Devitini had promised to have out of its rack so that we could see it properly. We had a nice surprise because there were three; she had remembered another item which is owned by the museum and a small panel which has been deposited there from a private collection. She had prepared us a folder with all the documentation and a disc which had their two of St. Sebastian and a matching one of St. Lawrence. She had mentioned Desmond’s idea, of an exhibition devoted to St. Sebastian, to the director of the museum and he thought that it was an interesting idea.

The small museum at the church of Sant’Eustorgio was closed when we were here last week, so we thought that we should visit it today. It is really the treasury of the church and it includes the chapel which we had already seen. The church was built over an early Christian cemetery and we went down to have a look at it. There is a small piece of inscribed marble dated to the 2 C which I liked; I bought a postcard and you will find an image of it in this section.

One evening last week we saw a tram complete with tables set out ready for dining, naturally, we forgot to take a note of it’s name for later. So this morning we returned to Piazza del Duomo to find the tourist information office, to get details of this special tram, called ‘ATMosfera’. It actually belongs to the company, ATM, who run the trams, but we found a leaflet which gave all the information. Clara had not heard of it and thought that it would make a novel experience for some of her clients when she entertains them. I sent her the information in the post when we returned to London.

We had lunch near the cathedral, just salad, wine, water and coffee. At 14.00 we were to meet the gentleman from the castle, who was to show us the painting of St. Sebastian by Giovanni Lys, although it was originally attributed to Ambrogio Bon. We were early and so was Signor Carlo Nicolini; we met at the front of the Palazzo di Giustizia in Corso di Ponte Vittoria, although the entrance that we wanted was in Via Freguglia. We were conducted to the President of the Court’s office where the picture hangs. It is quite a small painting with St. Sebastian in the centre and occupying most of the space. The data sheet said that he was the second of three figures. On the left I could make out a vague figure wearing a cowl, and something even more indistinct on the right. If it is cleaned I expect they will indeed find that there are three figures. The president’s aide showed us the other paintings in that beautiful suite of rooms, all polished wood and leather. We were very privileged to be allowed to see this painting and Desmond will write and thank the director of the castle picture gallery, Dottoressa Laura Basso.

We left Signor Nicolini with our most grateful thanks and walked the short distance to the cathedral. We know that there is a sculpture of St. Sebastian on one of the 52 columns which line the nave, but they are very high up and difficult to see. This time we managed to go behind the main altar, where Desmond found a small fresco with an image St. Sebastian. Whilst he was busy taking notes and photos, I examined the three large east windows. I noticed that they had statues on each side and I was pleased to discover one of St. Sebastian on the left of the central window. Desmond was very happy when I pointed it out to him; although I am rather doubtful if either of us will manage to take a good picture of it. As we were leaving the cathedral by the left hand doors we stopped to examine them more closely. This pair were created in 1948, and have bronze relief panels. It was easy to recognise scenes from the life of Christ, but also one panel depicting St. Sebastian on the left-hand door, and I am sure that we will have a reasonable picture of it.

We were very pleased with our adventures today and went back to our hotel for a rest before dinner.

We had our last dinner at Ristorante Nazionale; the third time on this trip; but this time we sat inside. That was a mistake as they played us some utterly boring and intrusive “pop” music; I had to ask them to turn it down (which they did for a time) because it was spoiling my enjoyment of a delicious meal. We will return, but I will remember to sit outside, I prefer the noise of traffic to that modern squawk. We ate fresh gnocchi with a cream and saffron sauce and strips of bacon; again the duck breast with a mustard and cognac sauce, sauté potatoes and spinach, and a bottle of the Sicilian red wine (the same one as last night). It was a really lovely meal and I look forward to going there again the next time we visit Milan.

 

Martedì 15 Maggio 2007

Siamo ritornati al Museo Diocesano per vedere il dipinto di San Sebastiano che è in deposito, e che la Dottoressa Alessia Devitini metteva in mostra per noi. Abbiamo avuto una sorpresa piacevole perché cene erano tre; la dottoressa si era ricordata di un altro che è in possesso del museo ed anche di un piccolo pannello da una collezione privata. Ci ha preparato una cartella con la documentazione ed un disc che ha due pitture di San Sebastiano ed una di San Lorenzo. Ha detto al direttore del museo l’idea di Desmond per una mostra di quadri di San Sebastiano e lui pensa che sia un’idea interessante.

Quando siamo andati a visitare il piccolo museo della chiesa di San Eustorgio la settimana scorsa l’abbiamo trovato chiuso, così abbiamo pensato di visitarlo oggi. È veramente il tesoro della chiesa ed include la cappella che avevamo già visto. La chiesa è stata costruito sopra un cimitero paleocristiano e siamo scesi per vederlo. C’è un piccolo peso di marmo inscritto del secondo secolo che mi piace; ho comprato una cartolina e c’è l’immagine in questo racconto.

Una sera la settimana scorsa abbiamo visto un tram con tavoli per prendere la cena, naturalmente, non ci siamo ricordati di annotare il nome. Così sta mattina siamo ritornati alla Piazza del Duomo per cercare l’Ufficio Turistico, e avere i dettagli di questo tram, chiamato “ATMosfera”. Veramente appartiene alla ditta, ATM, che gestisce il tram, ma abbiamo trovato un depliant che ci ha dato tutte le informazioni. Clara non lo conosce e pensa che sarebbe un’esperienza nuova per i suoi clienti, quando li intrattiene.  Le ho mandato l’informazione, col servizio postale, quando sono ritornato a Londra.

Abbiamo pranzato vicino alla cattedrale, solo insalata, vino, acqua e caffè. Alle 14.00 dovevamo incontrare un uomo del castello, chi ci avrebbe mostrato una pittura di San Sebastiano di Giovanni Lys, benché originalmente fosse stata assegnata a Ambrogio Bon. Eravamo in anticipio ed così pure il Signor Carlo Nicolini ci siamo incontrati di fronte al Palazzo di Giustizia, in Corso Ponte Vittoria, benché l’entrata che volevamo fosse in Via Freguglia. Ci ha scortati all’ufficio del Presidente della Corte dove la pittura era esposta. È un piccolo quadro con San Sebastiano nel centro e occupa la maggior parte della pittura.  La nostra informazione era che lui era il secondo di tre figure. A sinistra ce n’è un’imprecisa che porta una cappa, e qual cosa di più vago a destra. Se la pulissero, suppongo che ci sarebbero tre persone. L’aiutante di campo del presidente ci ha mostrato le altre pitture nell’appartamento che era bello tutto di legno lucidato e pelle. Siamo stati molto privilegiati di avere il permesso di vedere il quadro e Desmond scriverà per ringraziare la Dottoressa Laura Basso, la direttrice della pinocateca del castello.

Abbiamo lasciato, ringraziandolo il Signor Nicolini e abbiamo camminato una distanza breve verso la cattedrale. Sappiamo che c’è una statua di San Sebastiano in alto in una delle 52 colonne nella navata, ma le statue sono molto alte e difficili da vedere. Questa volta siamo andati dietro l’altare maggiore, dove Desmond ha scoperto un affresco piccolo con un’immagine di San Sebastiano. Mentre sta scrivendo, ho guardato le tre grandi finestre ad est. Ho visto che c’erano delle statue ai lati e ne ho trovato una di San Sebastiano, a sinistra della finestra centrale. Desmond era molto contento, quando gli e la ho mostrata; ma non penso che abbiamo preso una bella foto. Siamo usciti dalla porta a sinistra, e li abbiamo esaminati con più attenzione. Queste paia sono state formate nel 1948, ed hanno i pannelli in bassorilievo di bronzo. È stato facile riconoscere le scene della vita di Cristo, ma anche un pannello che mostrava San Sebastiano nella porta a sinistra; non son sicuro se abbiamo una buona fotografia.

Siamo stati molto contenti con le nostre avventure di oggi e siamo ritornati all’hotel per un riposo prima della cena.

Abbiamo preso “l’ultima cena”! al Ristorante Nazionale, la terza volta! ma questa volta ci siamo seduti dentro. Questo è stato uno sbaglio perché suonavano musica ‘pop’ che era noiosa e invadente, è stato necessario per me chiedere di abbassare il volume perché rovinava il mio piacere di un pasto delizioso. Ritorneremo, ma mi ricorderò di sedermi fuori, preferisco il rumore del traffico alla musica ‘pop’. Abbiamo mangiato gli gnocchi freschi con una salsa di panna, zafferano e pancetta; ancora petto d’anatra con una salsa di mostarda e cognac, patate sautè e spinaci, una bottiglia di vino rosso di Sicilia (come ieri sera). È stato un pasto molto buono e spero di ritornarci un’altra volta.

 

Painting by Lys Bon in the Palace of Justice.

La pittura di Lys Bon nel Palazzo di Giustizia.

 

 

 

 

 

 

Fresco in the cathedral.

L’affresco nella cattedrale.

 

 

Bas relief of St. Sebastian.

Il basso rilievo di San Sebastiano.

 

 

 

 

 

 

Christ, on the door of the cathedral.

Cristo, sulla porta della cattedrale.

 

 

 

 

 

 

Statue of the Emperor Constantine outside the church of S. Lorenzo Maggiore.

La statua dell’Imperatore Costantino fuori la chiesa di San Lorenzo Maggiore.

 

 

 

 

 

 


Wednesday 16 May 2007

We packed our bags and paid the hotel bill, then took a taxi to Cadorna Station, because our bags were rather heavy and we did not fancy taking them on the metro. We took an early train, the 09.57, to Malpensa airport, where we checked in on one of the machines; I had noticed that our flight had been put back an hour to 14.20 from 13.20. It was too early to check-in our bags and we had to wait until 12.20. When we went back to the check-in desk we were told that our flight had been cancelled; the plane was still at London City airport with a technical fault. We were rebooked on the 14.50 flight to Heathrow; not the airport we wanted to use today. We were late taking off; some idiot had checked in and then not boarded; they needed to find his baggage and remove it; but he actually managed to turn up before they had done so.

We arrived at Heathrow Underground station at 17.15, which is in the middle of the rush hour. We did not have our Freedom Passes with us and had to buy one day travel cards. We went directly to Kings Cross where we caught the number 63 bus direct to our house. It made it a long tedious journey, but we were pleased to be home again, after a pleasant and very successful trip.

 

Mercoledì 16 Maggio 2008.

Abbiamo fatto i bagagli e abbiamo pagato il conto dell’hotel, poi abbiamo preso un taxi fino alla stazione Cadorna, perché le valigie erano pesati e non volevamo portarle in metropolitana. Abbiamo preso il treno subito, alle 09.57, fino all’aeroporto di Malpensa, dove abbiamo fatto il check-in; ho visto che il volo aveva un’ora di ritardo. Non è stato possibile lasciare i nostri bagagli prima delle 12.20. Dopo ci hanno informato che il volo era stato cancellato; l’aeroplano era ancora all’aeroporto della City di Londra con un difetto tecnico. Ci avevano prenotato il posto alle 14.50 per Heathrow, che non era l’aeroporto che volevamo usare oggi. Abbiamo lasciato tardi la Malpensa.

Siamo arrivati alla stazione della metropolitana di Heathrow alle 17.15, proprio nell’ora di punta. Non abbiamo avuto i nostri biglietti gratis così è stato necessario comprane due. Siamo andati direttamente a Kings Cross dove abbiamo preso l’autobus numero 63 fino a casa. È stato un viaggio molto tedioso, ma eravamo contenti di ritornare a casa, dopo un giro piacevole e coronato da successo.

 

The Arch of Peace in the Semplone  Park, Milan.

L’Arco di Pace nel Parco Semplone, Milano.

 

 

 

 


 

   Brussels April 2008     

 Bruxelles Aprile 2008

 

 

The Town Hall, Brussels.

Il municipio, Bruxelles.


Tuesday 15 April 2008.

We decided to take a short spring break of three nights in Brussels. We were partly influenced in our choice of Brussels because the Eurostar train service makes it easy to reach. Unpleasant experiences have made us both heartily sick of airlines and airports, which we are now determined to use only when absolutely necessary.

In addition, Desmond’s sister Patricia and his niece Clare had been to the city and reported back that it was well worth a visit. There were also one or two sites with images of Saint Sebastian, which Desmond wanted to see and the City boasts almost one hundred museums which we felt were bound to contain something of interest.

We caught the 63 bus from outside our home for an uninterrupted journey to Kings Cross station.  We then walked the short distance of about one hundred yards, to the revamped St. Pancras International Station to catch the 10.00 Eurostar train to Brussels. The station has been beautifully and imaginatively transformed into the London terminus for Eurostar. The main concourse is now in what was once the storage area for casks of beer, but now it is a very light and airy space full of shops, restaurants and bars. The architects are to be congratulated on restoring, modernising, and enhancing the character of an old and sadly neglected station and turning it into a handsome and efficient building without sacrificing any of its fine original features.

We had not allowed ourselves enough time to visit the delightful looking champagne bar, but we will correct this error of judgement on our next trip.

Our total journey to Brussels was three hours with the train taking only 2 hours and 5 minutes, but it took us nearly an hour to cross London, which demonstrates how fast this train is. I do not know why anyone would want to go, by choice, to any London airport, except possibly City Airport, and fly to Brussels, instead of taking this train. Flying cannot be faster and Eurostar is much more comfortable. Check-in is very fast and you do not have to arrive two or three hours in advance of the departure time. There are no footling weight restrictions on your luggage, either.  Naturally, at the moment, Eurostar to Europe is doing very good business.

Having arrived in Brussels, we spent €5 on a taxi to the Hotel Scandinavia; it is only about ½ km. from Midi Station. If we had known the hotel was so close we could have walked to it. We could not check in immediately, so we left our cases in the care of  the hotel and went out to find something to eat, but the hotel turned out to be located in an area where there was a very limited choice. Eventually, we found a Portuguese restaurant, which proved to be excellent and not too expensive. We tasted one bottle of wine which, upon opening, the waiter did not think was sound. I indicated that he should taste it too, which he did and then put it to one side saying that it was not good. The second bottle he opened was perfect and we ate steak with ham and a fried egg (Portuguese style), salad and chips. We noted, for possible future use that they also have rooms at €30 per night and it too is within walking distance of the Midi Station.

We looked inside a church, Notre Dame Immaculee Eucharisties, not because we expected to find an image of St. Sebastian, but because we have learned always to look in any church which happens to be open, just in case they have an image of our saint or any other work of art worth inspecting. Wherever we go we have found that Churches are like miniature museums or art galleries and often full of good things.

At the hotel we checked-in and then had a nap, before organising ourselves for a busy day tomorrow. Then we walked back to Midi Station, looking for the nearest metro stop which is Clemenceau and very near to the hotel. We had a plate of spaghetti and wine in our own hotel for dinner. We found that the hotel could provide Brussels Cards, which allow one to travel on all the public transport systems and give free entry to most museums.  It also offers discounts at a number of restaurants, bars and some shops. It costs €28 for a 48 hour card and I look forward to using it on Wednesday and Thursday.

 

Martedì 15 Aprile 2008.

Abbiamo deciso di fare un piccolo giro di primavera per tre notti a Bruxelles. La nostra scelta di Bruxelles è stata influenzata, in parte, perché adesso il treno, Eurostar, ha fatto il viaggio più facile. Le nostre esperienze, delle aviolinee e degli aeroporti, non sono mai state piacevoli, così abbiamo deciso di usarle solo se necessario.

Anche, Patricia e Clare, la sorella e la nipote di Desmond, sono andate lì e hanno rapportato che una visita sarebbe stata una bella idea. Ci sono anche un numero di ubicazioni con immagini di San Sebastiano, che Desmond desiderava vedere, e la Città ha almeno cento musei, e abbiamo sentito che sono molti interessanti.

Abbiamo preso l’autobus numero 63 dalla casa, per il viaggio fino alla stazione ferroviaria di Kings Cross. Poi, abbiamo camminato una distanza di 100 m., alla stazione ferrovia modernizzata di San Pancrazio Internazionale per prendere il treno, Eurostar, alle 10.00. La stazione è stata trasformata con immaginazione, ed è bellissima. La parte, che era l’area per il deposito della birra, adesso è la sala atrio principale ed è piena di luce, con negozi, ristoranti e bar. Gli architetti dovrebbero essere congratulati per il restauro, e anche per aver rimodernato la stazione che era stata dimenticata per molti anni, e per aver fatto un bell’edificio che è efficiente e ritiene molte delle caratteristiche originali.

Non abbiamo avuto tempo per visitare il bar dove offrivano champagne, ma un’altra volta ci andremo.

Il nostro viaggio a Bruxelles era tre ore, con il treno solo due ore e cinque minuti, ma ci è voluto un’ora per attraversare Londra, questo dimostra la velocità del treno! Non lo so perché qualcuno desideri andare negli aeroporti a Londra, eccetto forse l’aeroporto, London City, per Bruxelles, invece di prendere questo treno. Il volo non sarebbe più veloce e Eurostar è più comodo. Il check-in è veloce e non è necessario arrivare due o tre ore prima dell’ora di partenza. Non c’è un limite con il bagaglio Naturalmente, in questo momento, Eurostar per l’Europa fa buoni affari.

Quando siamo arrivati a Bruxelles, abbiamo preso un taxi per €5 fin all’hotel Scandinavia; è solo mezzo km. dalla stazione Midi. Avremmo potuto camminare, ma non sapevamo che l’hotel era vicino. Non abbiamo fatto il check-in subito, così abbiamo lasciato le valigie e siamo andati per pranzare. Ma, l’hotel è in una zona con pochi ristoranti. Finalmente, abbiamo trovato un ristorante portoghese, che era buono e non era costoso. Abbiamo gustato una bottiglia di vino che il cameriere pensava fosse inbevibile. Ho indicato che lui lo gustasse, e l’ha fatto e ha detto che non era bevibile. La seconda bottiglia era perfetta ed abbiamo mangiato la bistecca, con prosciutto e l’uovo fritto (stile portoghese) insalata e patate fritte. Hanno anche le camere per €30 per notte ed è anche vicino la stazione Midi; dobbiamo ricordarlo in futuro.

Abbiamo visitato la chiesa “Notre Dame Immaculee Eucharisties”, non ci aspettavamo di scopiere un’immagine di San Sebastiano, ma dato ché abbiamo imparato a guadare sempre in una chiesa che è aperta, siamo stati fortunati e abbiamo trovato un immagine del “nostro santo”. In tutti paesi abbiamo trovato che le chiese sono come piccoli musei o pinacoteche e spesso piene di belle cose.

All’hotel abbiamo fatto il check-in e abbiamo riposato un po’. Poi ci siamo organizzati per il giorno dopo. Abbiamo camminato fino alla stazione Midi, per cercare la fermata della metropolitana più vicina all’hotel, che è Clemenceau. Per la cena abbiamo mangiato un piatto di spaghetti con vino all’hotel. L’hotel ha le carte di Bruxelles, che ci hanno dato la possibilità di usare tutti i trasporti pubblici e ci hanno dato l’entrata gratuita ai musei. Offrono anche sconti in certi ristoranti, bar e certi negozi. Era €28 per due giorni e non vedo l’ora di usarle domani e giovedì.

 

St. Pancras International Station, London.

La stazione ferrovia di San Pancrazio Internazionale, Londra.

 

 

 

 

 

 

I do not know who is going to blow this trumpet, Brussels.

Non lo so chi sonerà questa tromba, Bruxelles.

 

 

 

Sculpture above the gateway to the meat market, Brussels.

La scultura sopra il cancello del mercato della carne, Bruxelles.

 

 

 

 

Mosaic plaque.

Una placa di mosaico.

 

 

 

 

 

 

Crucifix in the church of Notra Dame Immaculee Eucharisties, Brussels.

Il Cosifico nella chiesa di Notra Dame Immaculee Eucharisties, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

 

The church of Notra Dame Immaculee Eucharisties, Brussels.

La chiesa di Notra Dame Immaculee Eucharisties, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 


Wednesday 16 April 2008.

We used our Brussels Cards on the metro and went to see the Town Hall and the City Museum, both of which are in the city’s enormous main square which is called “La Grand Place”.

There we found a large stone statue of St. Sebastian on the left side of the arch over the main entrance to the Town Hall (Hôtel de Ville de Bruxelles). This was a fine piece of modern sculpture, made in 1846, by the Belgian sculptor Charles Auguste Fraikin (1817-1893). Desmond was able to photograph it without difficulty. He found that other areas required the assistance of a large crane.

Inside the Town hall nobody could give us any information about the Van Dyck painting of St. Sebastian which we sought, but the professional guide directed us to the opposite side of La Grand Place to the City Museum and suggested that it might be found there. Our Brussels Cards allowed us free entrance and, in the second room we entered, to our surprise and pleasure we found a fine wooden statue of St Sebastian, of which we had no previous knowledge. This was made about 1698 by Hendrik Frans Verbrugghen (1654-1724). We later found out that this piece was closely modelled on a statue by Artus II Quellin, which is currently located in the Cathedral of Antwerp. Meanwhile a kind and efficient gentleman on the staff of the City Museum, called Antonio Nieblas, was making enquiries about the Van Dyck painting. He returned to tell us that he had found it in the private office of an Alderman in the Town Hall, which at that very moment was empty. So, he took us back to the Town Hall, and a lady escorted us to the office of the alderman (Deputy Mayor) and there, behind the door, was the Van Dyck. We were very fortunate. First, because we were allowed to photograph the painting and secondly, because, as we left, the Alderman had arrived and he was courteous enough to wait for us to finish photographing before he reoccupied his office. Van Dyck is known to have been a very handsome man and there is a strong possibility that he used his own face and body as a model for this painting and for several others as he included Sebastian in more than eleven of his paintings.

Back in the City Museum Desmond signed a form, to say that he would not publish any images without permission, and he was then allowed to take pictures of the Verbrugghen sculpture too.

We went on to pay homage to the famous statue of the Manneken-Pis, as everyone does when visiting Brussels. When I said “It is much smaller than I expected”, Desmond said “that sounds like a quotation from the Actress, who said to the Bishop, in a tone of disappointment “I had expected something more substantial”.” We had a pizza for lunch at a Venetian restaurant, with wine and coffee. Our pleasant young waiter was from Sicily – such a long way from home.  The restaurant was decorated with spirited murals, showing Bacchus enjoying his wine.

Then we walked up a very long hill to the imposing Cathedral of St Michael and St Gudula. We found a gilded reliquary of St Sebastian (1600 – 1630) which appears to contain the bones of one of his hands. The only information available was in Dutch so Desmond will have to do some further research when he returns to London.   Desmond is compiling an index of sites where relics of Saint Sebastian may be found.  We know that his head, or rather his skull, is in Rome in the church of  Santi Quatro Coronati, with further substantial remains in the Basilica of San Sebastiano fuori le Mura on the Appian way, but other remnants of his body are very widely dispersed. We also found a rather indifferent painting of St Sebastian which included St Rocco, St Christopher and, perhaps, a portrait of the donor. We were also looking for a richly embroidered dalmatic, which had an image of St. Sebastian on the lapel woven into it in gold thread, but we were unable to find it.  The custodians told us that they had many more vestments than they could display at any one time and suggested that the one we sought was currently in one of their stores.

We then returned by metro to the hotel for a rest.

Saint Sebastian is the principal patron saint of archers and crossbowmen and while researching the history of European Archery clubs and Schutzenbruderschafts societies, where he felt he might find images of St. Sebastian in private ownership, Desmond found references to “the oldest archery society in Europe” said to be founded in 1381 and located in Brussels.

This club turned out to be called “Le Grand Serment Royal des Archers de Saint Sebastien”, a complicated title perhaps best translated as “The Sworn Brotherhood of Royal Archers of Saint Sebastian” and was indeed founded in 1381 and at the moment they have about 100 members. Before we arrived in Brussels Desmond had sent the secretary of the club, Madame Dominique Peeters, an e-mail asking if we might visit and she replied that we were welcome to do so on Wednesday evening, when the clubhouse would be open.

At 18.30 we set out to visit the headquarters of Le Grand Serment Royal des Archers de Saint Sebastien. It is located near the famous Hyshel Stadium, in the North East of the city. When we arrived at the Hyshel metro station we asked a policeman, who politely gave us good directions, so that we found the Club quite easily. We had no idea what to expect.  As the club itself is so old we thought perhaps it would be located in very old and venerable building.  On the contrary, the Society is a well appointed social club in a modern building where the members can practice long distance archery in a private outdoor area as large as a football field, and can also shoot in a well lit and equipped indoor range. Later the members can meet in their own well appointed private bar for a refreshing drink and conversation.  Before entering the club we watched some members shooting at bulls-eye targets in the butts.  The range was about 200 yards, they were using modern bows, and their accuracy was most impressive.

As St Sebastian is the patron saint of archers, they have accumulated a large number of images of him. Many are prints of paintings which we already knew, but there were a number of new items, including an interesting 20th century sculpture and a variety of plaques and ceramic plates. Desmond found an elegant small print [008544] which he had not seen before and which he thought could be quite valuable. There were also a number of modern pieces, a wooden statue of St Sebastian from about 1950 and an athletic bronze statue of “L’Archer” by Ernest Heylens which the members call “Jeff”, and who has been made an honorary member of the club. The secretary said that some other members complained that Jeff did not practice enough, was not a very good archer  and did not pay his dues. She said she made excuses for him explained that, as he did not eat very much, he was not expensive to maintain.

Madame Peeters introduced us to one of the members, Philippe Prieels, who had donated this statue to the Club [008539] He told us that the statue had come from his grandfather’s collection and that he still owned a collection of images and ephemera relating to St Sebastian. The collection had been started by his grandfather, his father added further items and he is still collecting.  All of the family have been archers and members of the club. He most kindly invited us to view the collection but we were unable to do so during this visit as we had run out of time.  We hope to visit him to see his collection when next we are in Brussels.

With the generous permission of the Secretary, Desmond managed to photograph almost all the items on display in the Clubhouse and these are illustrated in this article.

One item we found, displayed as an image of Saint Sebastian, was a plaque of St. Edmund made by the English sculptor G.R. Hanson in 1993  Saint Edmund is often confused with Sebastian, because he was martyred by the Norsemen by being shot full of arrows.  The feature that distinguishes between them is that Edmund always wears a royal crown. Even the respected art historian, Professor  Pietro Cannata, in his magisterial article on the Iconography of Saint Sebastian, published in 1961 in the Bibliotheca Sanctorum, mistakes the image of Edmund in the Wilton Diptych for Sebastian.

We also admired a large collection of highly decorated ceramic plates, donated to the Club by more than 225 Belgian societies of bowmen, which are displayed on shelves all around the walls of the club.

Members of the Club take their sport very seriously and take part in archery competitions at the highest level all over the world. They also hold an annual competition among members of the Club and the winner is crowned “King” for the following year.  If a King succeeds in winning in three successive years he is crowned “Emperor” and is accorded various civic honours and privileges by the City of Brussels. When a King, by his skill as a marksman, has won his title it is the custom for his portrait to be painted, at his expense, and donated to the Club where it is displayed on the walls of the Club house.  The collection, of portraits of past Kings, form a most interesting gallery of faces and features. As well as containing an accurate image of the King it has become the custom to include a variety of items which offer clues as to the occupation of the King or his family, so that the observer is challenged to discover the profession of the archer. Each portrait also includes a bulls-eye target.  At the very centre of the target, in the space known as the “bulls-eye” a small explosive percussion cap is inserted. Each year the entire portrait of the King is used as a target in the competition to select the next King.  The archer who is able to hit the tiny percussion cap, not more than 5mm in diameter, with his arrow and make it explode is the new King. The portraits in the Gallery of past Kings are among the most unusual paintings found anywhere, for each one is full of arrow holes! The arrows which miss the percussion cap make holes in the canvas, so that for the remainder of his history the King is represented by a portrait pierced full of holes.  Appropriate, I suppose, when one reflects on the fate of the Martyred Saint Sebastian.

Desmond was exhilarated by finding so many items of which we had no previous knowledge and by the friendly reception we received at the Club and we were very pleased with our progress today and hope that it will continue.

On our way back to our hotel we had a snack of tapas and beer, in a hotel restaurant near the Cathedral of St Gudula.

 

Mercoledì 16 Aprile 2008.

Abbiamo usato le carte di Bruxelles per la metropolitana e siamo andati al municipio e al museo civico, che sono nella grande piazza principale che è chiamata “La Grand Place”.

Abbiamo trovato una grande statua di pietra di San Sebastiano a sinistra dell’arco sopra l’entrata principale del municipio (Hotel de Ville de Bruxelles). Una bella scultura moderna fatta nel 1846 da Charles Auguste Fraikin (1817 – 1893) uno scultore belga. Desmond l’ha fotografata senza difficoltà. Ha pensato che altri siti avevano bisogno di una grande gru.

In municipio nessuno poteva darci l’informazione di un quadro di Antonio Van Dyck che desideravamo vedere, ma una guida ci ha diretti al museo civico di fronte al municipio dove, forse, era il dipinto. Le nostre carte di Bruxelles ci hanno dato l’entrata gratis al museo, e nella seconda stanza abbiamo trovato una bella statua di legno del santo che ci è piaciuta molto perché non ne sapevamo niente. È stata fatta nel 1698 da Hendrik Frans Verbrugghen(1654 – 1724). Dopo abbiamo trovato che era come una statua di Artus II Quellin, che adesso è nella cattedrale di Anversa. Un dipendente del museo, Antonio Nieblas, ha cercato la pittura di Van Dyck ed è ritornato per dire che è in un ufficio privato in municipio, e che, in quel momento era vuoto. Così, siamo ritornati al municipio ed una donna ci ha accompagnati all’ufficio dell’assessore comunale (vicesindaco) e a sinistra della porta era il Van Dyck. Siamo stati molto fortunati, perché, abbiamo avuto il permesso di fotografarla, e, quando abbiamo finito, l’assessore comunale è arrivato ed ha aspettato che finissimo per rioccupare il suo ufficio. Van Dyck era un bell’uomo e c’è la possibilità che abbia usato la sua faccia e il suo corpo come modello per quella pittura ed un numero di altre, perché ha incluso San Sebastiano nelle sue pitture più di dodici volte.

Nel museo civico Desmond ha firmato una carta, per dire che non avrebbe pubblicato le immagini senza il permesso, poi ha preso le sue fotografare della statua di Verbruggen.

Come tutti i visitatori a Bruxelles, abbiamo visto la statua famosa “Manneken-Pis”, ma è abbastanza piccola, non come mi aspettavo.

Per il pranzo abbiamo mangiato pizza in un ristorante veneziano. Il cameriere era Siciliano – una lunga distanza da casa sua. Sulla parete, c’erano i murali che mostrano Bacco che beve il suo vino.

Siamo saliti su una collina fino alla cattedrale di San Michele e Santa Gudula. La cattedrale ha un reliquiario dorato di San Sebastiano (1600 – 1630) che apparentemente ha gli ossi della sua mano. L’informazione era solo scritta in olandese, così Desmond deve fare una nuova ricerca a Londra. Desmond ha fatto un indice dei siti dove ci sono i resti mortali del santo. Sappiamo che il cranio è a Roma nella chiesa di “Santi Quattro Coronati”, e anche altri resti nella chiesa di San Sebastiano fuori le Mura sulla Via Appia a Roma, ma altre parti del suo corpo sono sparse in molti luoghi. Abbiamo trovato una povera pittura di San Sebastiano, San Rocco, San Cristoforo e, forse, il ritratto del donatore. Abbiamo cercato anche un abito da cerimonia che ha l’immagine di San Sebastiano tessuto di filo d’oro nel risvolto, ma non lo abbiamo trovato. La guardiana ci ha detto che hanno molti abiti in deposito ed, era possibile, che quell’abito fosse là.

Siamo ritornati, in metropolitana, all’hotel per un riposo.

San Sebastiano è il santo protettore principale degli arcieri e dei balestrieri, e, Desmond, durante la sua ricerca storica delle associazioni d’arcieri in Europa, ha scoperto i riferimenti di una che è la più vecchia in Europa, che fu fondata nel 1381 ed è a Bruxelles. È chiamata “Le Grand Serment Royal des Archers de Saint Sebastien”, un titolo molto complicato, ma forse “Associazione del Giuramento Solenne Regale degli Arcieri di San Sebastiano” fu fondata nel 1381, adesso ci sono circa cento membri. Prima di arrivare a Bruxelles, Desmond ha mandato un e-mail alla segretaria dell’associazione, Signora Dominique Peeters, per chiedere se era possibile visitare. Ha risposto che l’edificio del club sarebbe stato aperto il mercoledì sera e le sarebbe piaciuto vederci quel giorno.

Siamo andati alle 18.30 per visitare l’edificio del club, che è vicino al famoso stadio a Heyshel, al nord-est della città. Siamo arrivati alla fermata “Hyshel” della metropolitana ed abbiamo chiesto direzioni ad un poliziotto, e così abbiamo trovato il club più facilmente. Abbiamo pensato che, poiché il club era molto vecchio, fosse un edificio antico. Ma No. Il club è in un’edificio moderno, dove i membri si esercitano all’interno nella sala di tiro, e anche su un grande campo ampio come uno di calcio. Dopo i membri si congregano al bar per una bibita e per conversare. Abbiamo guardato due o tre persone al campo che hanno scoccato una freccia. Usavano archi moderni, da una distanza di 200m. e la loro precisione era spettacolare.

Poiché San Sebastiano è il santo protettore principale degli arcieri, hanno ammassato molte immagini del santo. Ci sono molte stampe di quadri che conosciamo già, ma ce n’è anche un certo numero di nuovi, inclusa una statua del ventesimo secolo, che era interessante, e varie placche e piatti di ceramica. Desmond ha trovato una piccola stampa che non aveva mai visto e pensa che sarebbe abbastanza preziosa. Ci sono un numero di pezzi moderni; una statua di legno del 1950 e una statua di bronzo, “L’Archer” di Ernest Heylens, che i membri chiamano “Jeff”, e che è un membro onorifico del club. La segretaria ci ha detto che alcuni membri protestano per chè Jeff non si esercita sufficientemente, non è un buon arciere, e non paga mai il suo contributo. Ma ha spiegato che lui non mangia molto e non è costoso da mantenere. Con il permesso della segretaria, Desmond ha fotografato molti pezzi in mostra e sono illustrati in questo racconto.

La Signora Peeters ci ha presentato al membro, Philippe Prieels, che ha dato una statua al club. Era della sua collezione e Lui stesso aveva una raccolta di immagini di San Sebastiano. La collezione è stata cominciata da suo nonno; poi suo padre ha continuato e adesso Lui. Tutti in famiglia erano arcieri e membri del club. Ci ha invitato a vedere la sua collezione, ma non ne abbiamo il tempo questa volta. Speriamo di visitare e vederla un’altra volta.

Una immagine non è di San Sebastiano, è di San Edmondo, il re di Inghilterra, e fatta da G. R. Hanson nel 1993. Edmondo è spesso confuso con Sebastiano, perché ucciso dagli arcieri nordici. Sono diversi perché, di solito, Edmondo porta la corona reale. Il Professore Pietro Cannata ha fatto questo errore, nel suo articolo, pubblicato nella Biblioteca Sanctorum nel 1961, dove ha detto che l’immagine di Edmondo, nel dittico di Wilton alla Galleria Nazionale a Londra, era Sebastiano.

La grande collezione di piatti di ceramica, donata al club da 225 associazioni d’arcieri in Belgio, era in mostra sugli scaffali.

I membri del club prendono seriamente il loro sport e fanno competizioni in tutto mondo ai livelli più alti. Annualmente hanno una competizione per i membri del club, e il vincente è il “Re” per l’anno seguente. Se il “Re” è vincente per tre volte di seguito, sarà l’”Imperatore”, ed ha onorificenze varie dalla città di Bruxelles. Quando il “Re”, con la sua abilità come buon tiratore, vince il suo titolo, ha il suo ritratto dipinto, poi sarà dato al club dove sarà in mostra. La raccolta dei ritratti dei “Re”, fa una galleria dalle facce interessanti. I ritratti, con un’immagine esatta del “Re”, di solito, hanno anche qual cosa che indichi la professione del “Re”. Tutti ritratti includono anche un bersaglio, e nel centro c’è una piccola capsula esplosiva, che ha solo 5mm di diametro. Tutto l’anno il ritratto è usato come bersaglio per trovare il nuovo “Re”. L’arciere che percuote la capsula con la sua freccia, e l’esplode è il nuovo “Re”. I ritratti sono molto insoliti perché tutti sono pieni di buchi fatti dalle frecce, così per sempre il “Re” sarà rappresentato con molti buchi. Desmond suppone che quella sarebbe, come il martirio di San Sebastiano.

Desmond è stato molto contento di trovare molte immagini nuove di San Sebastiano, e anche per il nostro benvenuto al club, e siamo molto felici con il nostro progresso oggi e speriamo che contini.

Abbiamo mangiato uno spuntino spagnolo di “tapas” e una birra nel ristorante di un hotel vicino alla cattedrale.

 

Sculpture above the entrance to the Town Hall, Brussels.

La scultura sopra l’entrata del municipio, Bruxelles.

 

 

 

 

Painting by Antony Van Dyke in the Town Hall, Brussels.

La pittura di Antonio Van Dyck nel municipio, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

The Grand- Place with the City Museum in the centre of the picture, Brussels.

La Piazza Grande a Bruxelles con il Museo Civico al centro della foto, Bruxelles.

 

 

 

The Manneken-Pis, Brussels.

The Manneken-Pis, Bruxelles.

 

 

 

 

The St Sebastian reliquary in the cathedral, Brussels

Il reliquario di San Sebastiano nella cattedrale, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

The St Sebastian reliquary in the cathedral, Brussels

Il reliquario di San Sebastiano nella cattedrale, Bruxelles.

 

 

 

 

Mural in the Venetian restaurant.

Il murale nel ristorante veneziano.

 

 

 

Mural in the Venetian restaurant.

Il murale nel ristorante veneziano.

 

 

 

The pulpit, Brussels.

Il pulpito, Bruxelles.

 

 

 

 

 

The organ in the cathedral, Brussels.

L’organo nella cattedrale, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

The cathedral at night, Brussels.

La cattedrale di notte, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

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A newspaper artiche, in the Society of Archers.

Un’articolo nel giornale, nell’Associazione d’Arcieri.

 

 

 

 

 

 

A collage.

Un collage.

 

 

 

 

 

A statue, in the Society of Archers.

Una statua, nell’Associazione d’Arcieri.

 

 

 

 

 

Statue.

Statua.

 

 

 

 

 

A Plaque, in the Society of Archers.

Una placca, nell’Associazione d’Arcieri.

 

 

 

 

 

Statue.

Statua.

 

 

 

 

 

Print.

Una stampa.

 

 

 

 

 

A wooden plaque of the English King Edmund, in the Society of Archers.

Una placca di legno del Edmondo, il Re di Inghilterra, nell’Associazione d’Arcieri.

 

 

 

 

 

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Una Stampa.

 

 

 

 

 

The bronze statue of “L’Archer” by Ernest Heylens in the Society of Archers.

La statua di bronzo di Ernest Heylens chiamata “L’Archer” (l’Arciere) nell’Associazione d’Arcieri.

 

 

 

 

 

A plaque.

Una placca.

 

 

 

 

 

A plate inscribed to Robin Hood, in the Society of Archers.

Un piato con l’inscrizione a Robin Hood, nell’Associazione d’Arcieri.

 

 

 

This is not Desmond going to extremes to find yet another image of St Sebastian!!

Non è Desmond che va agli estremi per cercare un’altra immagine di San Sebastiano!!

 

 

 

 

XVII C. statue of St Sebastian in Brussels Cty Museum.

La statua di San Sebastiano del seicento nel Museo Civico di Bruxelles.

 

 

 

 

 

The statue by Artus il Quellinus in the cathedral in Antwerp.

La statua di Artus il Quellinus nella cattedrale a Anversa.

 

 

 

 

 

 

Painting in the cathedral of St Sebastian, Rocco and Christopher, perhaps with the donor, Brussels.

Il dipinto nella cattedrale che mostra Santi Sebastiano, Rocco, Cristofero e forse il donatore, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

English wooden plaque of King Edmund the Martyr, Society of Archers, Brussels.

La placa inglese di legno del Re Edmund di Inghilterra il Martire, Associazione d’Arcieri, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

Wilton Diptych. National Gallery, London.

Il Wilton Diptych, Galleria Nazionale, Londra.

 

 

 

 

 

 

Part of the collection of ceramic plates, Society of Archers, Brussels.

Una parte della collezione dei piatti di ceramica, Associazione d’Arcieri, Bruxelles.

 

Sculpture above the entrance to the Town Hall, Brussels.

La scultura sopra l’entrata del municipio, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

The war memorial in the church of Notra Dame du Finistère, Brussels.

Il monumento della guerra nella chiesa di Notra Dame du Finistère, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

The war memorial in the church of Notra Dame du Finistère, Brussels.

Il monumento della guerra nella chiesa di Notra Dame du Finistère, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

Plaster plaque in the church of Notra Dame du Finistère, Brussels.

La placa di stucco nella chiesa di Notra Dame du Finistère, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

 


Thursday 17 April 2008.

Our first visit this morning was to the church of Notre Dame du Finistère. It was built at the beginning of the XVIIIc., replacing earlier buildings, on the site of an old chapel located at the extreme limit (“finis terrae”) of Brussels territory. There we found a plaster plaque of St Sebastian on the left hand side of the nave, high up on the wall.  It was difficult to photograph, being white stucco on a white backround.

Then to Our Lady of the Sablon Church, a XVc. structure which took more than a century (1400-1549) to complete. We were allowed into the Chapel of Saint Marcou to see a statue of St Sebastian. Most of the church is closed for restoration, and we were shown into that part also, but were unable to see anything of interest because of protective scaffolding and sheeting.

Near by we found the church of Notre Dame de la Chapelle.  Construction started in 1210, it was reconstructed in the XVc. and had many renewals in the XIX and XX centuries. We were looking for a painting of St Sebastian tended by two angels, attributed to Van Dyck; an attribution which, upon seeing the painting, we thought was rather doubtful. It was in the first chapel on the right, naturally the last place we looked.

Next we went to the Royal Museums of Fine Art of Belgium, located in a number of interconnected buildings. As it was lunchtime and we were hungry, we first had lunch in the excellent Museum Café.  A very satisfying chicken salad, wine and water. We found 3 paintings of St Sebastian. Desmond’s research had led him to expect to find many more and he will have to write and ask where the missing items are. The museum is vast and I did not see the XIX and XX century sections; I was just too tired to explore them, but Desmond went through them on his own. Outside the museum we found the number 27 bus which took us to Midi Station and then the metro took us back to our hotel, which was only one stop away. We are slowly beginning to find our way around but the buses and trams are still a mystery. Perhaps, on our next visit, we will manage to find where they go to and make better use of them.

After a rest at the hotel, we had dinner near the Sablon church. It was actually a hotel restaurant, but most enjoyable. We had wine and water, lamb chops with spinach and potatoes, and then a selection of Italian cheeses. It was a bit expensive, but as it was our farewell-to-Brussels dinner, so we did not mind too much.

 

 

Giovedì 17 Aprile 2008.

La prima visita stamattina era alla chiesa della Nostra Signora di Finistere. Costruita all’inizio del diciottesimo secolo, per rimpiazzare primi edifici, sul sito della vecchia cappella che era al limite della terra di Bruxelles (“finis terrae”). Abbiamo trovato una placca di gesso alla sinistra della navata, sulla parete. Era difficile da fotografare perché la parete e anche la placca erano bianche.

Poi alla chiesa della Nostra Signora di Sablon, un edificio gotico finito nel quindicesimo secolo dopo più di cento anni (1400 – 1549). Il custode ci ha accompagnato alla cappella di San Marcou, che era chiusa, per vedere una statua di San Sebastiano. La maggior parte della navata era chiusa per restauro, e lui ci ha mostrato anche questa parte, ma non è stato possibile vedere niente di interessante sotto il ponteggio.

Vicino abbiamo trovato la chiesa della Nostra Signora della Chapelle. La prima costruzione venne fatta nel 1210; e ricostruita poi nel quindicesimo secolo e nel diciannovesimo e ventesimo secolo con molte modifiche. Abbiamo cercato una pittura di San Sebastiano curato da due angeli, assegnato a Van Dyck; ma abbiamo pensato che questa attribuzione è monto dubbia. È nella prima cappella a destra, naturalmente l’ultimo luogo che abbiamo visitato.

Poi siamo andati ai Musei Reali di Belle Arti del Belgio, dove un numero di edifici sono collegati uno con l’altro. Dato che era ora di pranzo ed avevamo fame, abbiamo mangiato al caffè del museo. Insalata di pollo, con vino e acqua ed era saporito. Abbiamo trovato tre pitture di San Sebastiano. Ma la ricerca di Desmond mostra che ci ne sono molti altri e deve scrivere al museo per chiedere dove sono. Il museo è vasto e non ho visto le stanze del diciannovesimo e ventesimo secolo perchè ero molto stanco, ma Desmond è andato da solo. Fuori del museo abbiamo trovato l’autobus numero 27 che ci ha portati fino alla stazione Midi, poi la metropolitana fino all’hotel che era solo una fermata. Non abbiamo capito il sistema dell’autobus e tram ma, forse, la prossima volta capiremo meglio.

Dopo un riposo, abbiamo cenato vicino alla chiesa di Sablon. Veramente era il ristorante di un hotel, ma era molto piacevole. Abbiamo preso vino e acqua, costolette d’agnello con spinaci e patate, poi una selezione di formaggi italiani. Era un po’ costoso, ma era la nostra ultima cena a Bruxelles, così eravamo contenti.

 

The church of Our Lady of the Sablon, Brussels.

La chiesa di Nostra Dame du Sablon, Bruxelles.

 

 

 

 

 

The pulpit from 1697.

Il pulpito del 1697.

 

 

 

 

 

 

The shrine of Wivine, in the church of Our Lady of the Sablon, Brussels.

Il tabernacolo di Wivine, nella chiesa di Nostra Dame du Sablon, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

“The Martyrdom of St Sebastian” by Hans Memling in the Royal Museum of Fine Art of Belgium, Brussels.

“Il Martirio di San Sebastiano” di Hans Memling nel Museo Reale di Ben Arte di Belgio, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

Painting by Antony Van Dyke in the church of Notre Dame de la Capelle, Brussels.

La pittura di Antonio Van Dyck nella chiesa di Notre Dame de la Capelle, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

Marble sculpture “Genie du Mal” by Joseph Geefs.

La scultura di marmo “Genie du Mal” di Joseph Geefs.

 

 

 

 

 

 

Portrait of Antoine Grand Bastard of Bourgogne as St Sebastian by  Rogier van der Weyden, The Royal Museum of Fine Art of Belgium, Brussels.

Ritratto d’Antonio come San Sebastiano di Rogier van der Weyden, Il Museo Reale di Ben Arte di Belgio, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

The census in Bethlehem” by Pieter Brueghel II, Brussels.

“Il censimento a Betlemme” di Pieter Brueghel II, Bruxelles.

 

 

 

 

Statue of St Sebastian in the chapel of Saint Marcou, in the church of Our Lady of the Sablon, Brussels.

La statua di San Sebastiano nella cappella di San Marcou,  nella chiesa di Nostra Dame du Sablon, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

Christ and St Veronica by Otto Vanies in the Royal Museum of Fine Art of Belgium, Brussels.

Cristo e Santa Veronica di Otto Vanies nel Museo Reale di Ben Arte di Belgio, Bruxelles.

 

 

 

 

 

Sculture by Joseph  Lambeaux “Robbing the Eagle’s Eyrie” 1890.

La scultura di Joseph Lambeaux “Le dènicheur d’aigles” del 1890.

 

 

 

 

 

 

“St Sebastian Tended by the  Angels” by Giulio Cesare Procaccino, The Royal Museum of Fine Art of Belgium, Brussels.

“San Sebastiano Cura dei Angeli” di Giulio Cesare Procaccino, Il Museo Reale di Ben Arte di Belgio, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 

The pulpit in the church of Notra Dame du Finistère, Brussels.

Il pulpito nella chiesa di Notra Dame du Finistère, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 


Friday 18 April 2008.

We left the hotel before 10.00 and took the metro to Midi Station. We found the post office, bought stamps, posted our cards and then checked in at the Eurostar terminus. We did not have to wait long before we were allowed to board the train. I slept for most of the 2 hour 5 minute journey, so the time passed quite quickly; after writing up his notes, I think that Desmond also had a sleep. We took the bus number 63 from Kings Cross directly to our house.

Desmond made several observations while we were discussing Brussels during our journey home.

One surprise was to find that Brussels, in common with other locations further East, suffers from the uncontrolled rampages of the Plug Eating Monster.  Neither of our bedrooms had plugs in the baths or the sinks.  However, hardened travellers that we were, we were prepared for the worst the Monster could do and came equipped with our own portable universal bath plug.  We recommend them to all travellers. What is going on and where do all the plugs go?  Is there a sort of elephant’s graveyard for plugs in, say, Albania?

The second surprise was the people we saw in the streets.  The people of Brussels are clearly well fed, well nourished and as good looking and handsome as any to be found elsewhere. However, their dress sense is truly appalling. Most men looked like dishevelled unemployed dustcart men, with unkempt hair styles to match. Their colours of choice were dung brown, mat grey and various unappealing shades of puce. It also clearly a punishable offence to polish shoes and most chose, to wear on their feet, the rubber contraptions misleadingly referred to as “trainers”. The women were worse.  The hairstyle of choice is the Amy Winehouse look.  All garments seen were either [A] generously cut i.e. so large and baggy as to leave space for one, or even two, fellow travellers or, [B] so tight as to lead you to believe that mature women had been wearing them since they were twelve, had never removed them, and had grown into, and indeed overflowed them by the age of thirty. Desmond felt strongly that they needed to import some svelte Italians to teach them how to dress.

There remains a great deal to see in Brussels. We still need to visit the Museum of Medicine, the Cinquantenaire Museum of Art and History, quite a few churches and the Royal Library of Albert I; where Desmond has discovered more than 100 prints of St. Sebastian.

This has been a very enjoyable trip and I look forward to returning to continue our researches in Brussels and the rest of Belgium.

 

Venerdì 18 Aprile 2008.

Abbiamo lasciato l’hotel prima delle10.00 e abbiamo preso la metropolitana per la stazione Midi. Abbiamo trovato l’ufficio postale, abbiamo comprato i francobolli, abbiamo mandato le cartoline poi abbiamo fatto il check-in al capolinea terminale di Eurostar. Non abbiamo aspettato a lungo, poi abbiamo preso il treno. Ho dormito per la maggiore parte del viaggio durato 2 ore e 5 minuti, così il tempo è passato abbastanza veloce; penso che Desmond abbia scritto le sue annotazioni e anche dormito. Abbiamo preso l’autobus numero 63 da King’s Cross direttamente a casa.

Desmond ha fatto un numero di osservazioni, quando abbiamo parlato di Bruxelles durante il viaggio.

Una sorpresa è stata di trovare a Bruxelles, come in altri luoghi più est, che mancavano i tappi nei lavandini néanche nostri i bagni avevano i tappi. Comunque, eravamo ben preparati ed abbiamo portato con noi i tappi universali. Desmond li ha raccomandati a tutti i viaggiatori. Che cosa succede e dove sono i tappi? C’è un camposanto per i tappi, forse, in Albania?

La seconda sorpresa era la gente nelle strade. Certamente, la gente di Bruxelles, sembra ben nutrita e bella come il resto d’Europa; ma il gusto nel vestirsi è veramente orrendo. Quasi tutti gli uomini sembrano spazzini disoccupati, con i cappelli scompigliati e scarpe sporchissime. Scelgono colori monotoni, come marrone, grigio e color pulce. Le donne sono peggiori. I capelli sembrano un nido d’uccello. Tutti gli abiti sono troppo grandi o molto piccoli. Desmond ha pensato che fosse una buona idea importare degli italiani per insegnar loro in che modo vestirsi.

Ci sono ancora molte cose da fare a Bruxelles. Non abbiamo visitato, Il Museo di Medicina, Il Museo d’Arte e Storia Cinquantenario, un numero di chiese e La Biblioteca Reale di Alberto I; dove Desmond ha scoperto che ci sono di più cento stampe che mostrano San Sebastiano.

Questo giro era molto piacevole e speriamo di continuare la nostra ricerca in futuro a Bruxelles ed in Belgio.

 

Entrance hall of the Royal Museum of Fine Art of Belgium, Brussels.

L’entrata del Museo Reale di Ben Arte di Belgio, Bruxelles.

 

 

 

 

 

 


   KENT & IRELAND SUMMER 2008.

KENT E IRLANDA ESTATE 2008.

 

The entrance to Sissinghurst Castle, Kent.

L’entrata al castello Sissinghurst in Kent.

 

 

 

 

 

 

 


18 August 2008.

We went with my sister-in-law, Clara, to Sissinghurst Castle, near Cranbrook, Kent.  In 1560 -1570 it was rebuilt by the Baker family as an Elizabethan house with a double courtyard and was one of the most magnificent in Kent. In 1756 the family’s fortune had changed and it was let to the government and used as a prison camp for French prisoners of war. More than 3000 were held here over a period of 7 years and it was they who gave it the title of ‘castle’. During this period also, there was so much damage done to the property that two thirds of it had to be destroyed. The poor of the parish, who worked on the estate farm and the neighbouring brickyard, occupied the remainder for the next 50 years

In 1855 the estate reverted to the Cornwallis family who built a farmhouse as by then the old buildings were scarcely habitable.

The estate was offered for sale in 1928, but a buyer was not found until 1930, when Vita Sackville-West came with her son Nigel and found an old house where she could make a new garden. She fell in love with it and bought it, along with 400 acres of farmland.

Vita Sackville-West was born in 1892 at great House of Knole in Kent. It is reputed to be a “calendar house,” having 365 rooms, 52 staircases and 7 courtyards.

She was already a gifted writer and poet when in 1913 she married Harold Nicolson, a writer and diplomat. They had two sons Nigel, also a writer, and Benedict, who was an art historian. Vita died in 1962 and Harold in 1968. The house is still occupied by Adam Nicolson, their grandson.

Together Vita and Harold created the garden; Harold designed the layout using the walls and buildings already in place, whilst Vita concentrated on the planting.

The garden was first opened to the public in 1938 and ownership was handed to the National Trust in 1967; the family having decided that this was the best way to preserve the garden.

This visit was a totally unexpected and pleasant revelation; the setting and the gardens are beautiful, especially in August, and I would recommend everyone to pay a visit.

During the war, 1939 – 1945, my sister Florrie was in the Women’s Land Army; she had been given the choice of working in a munitions factory or on a farm, most of the men were already in the forces and farms were very important to grow food. She was stationed near Cranbrook and Sissinghurst Castle, which she can remember visiting a number of times. At that time the gardens had all been planted with vegetables to help with the war effort. In fact any spare piece of land would have been in use to grow food. After the war, it must have been an enormous job to restore the gardens to their former glory.

 

18 Agosto 2008.

Con mia cognata, Clara, siamo andati al castello Sissinghurst, vicino a Cranbrook, in Kent. Tra 1560 e il 1570 fu ricostruito dalla famiglia Baker, come una casa della età elisabettiana, con due cortili ed era una delle case più magnifiche in Kent. Nel 1756 la fortuna della famiglia cambiò è fu affittata da governo, che la usava come una prigione per i prigionieri francesi di guerra. Più di 3000 prigionieri sono stati lì durante un periodo di sette anni e sono stati loro a chiamarla ‘castello’. Durante quel periodo l’edificio è stato danneggiato molto ed è stato necessario distruggere due terzi degli edifici. Poi il resto venne occupato, per cinquantenni, dai poveri della parrocchia che lavoravano nella impresa agricola della proprietà, e anche nel mattonificio vicino.

Nel 1855 la proprietà ritornò alla famiglia Cornwallis che costruì una casa colonica, perché gli edifici vecchi non erano abitabili.

Nel 1928 la proprietà fu messo in vendita, ma un compratore fu trovato solo nel 1930, quando Vita Sackville-West arrivò con suo figlio Nigel per trovare una casa nuova dove potervi fare un giardino nuovo. Lei si innamorò e la comprò, con circa 160 ettari i terreni coltivabili.

Vita Sackville-West nacque nel 1892 nella grande casa chiamata Knole in Kent. La casa era chiamata una casa calendario, per le sue 365 stanze, 52 scalinate, e anche 7 cortili. Lei era una poetessa e scrittrice e nel 1913 ha sposato Harold Nicolson, uno scrittore e un diplomatico. Hanno avuto due figli, Nigel, anche lui uno scrittore, e Benedict, che era uno storico d’arte. Vita è morta nel 1962 e Harold nel 1968. La casa adesso è occupata da suo nipote Adam Nicolson.

Insieme Vita e Harold hanno creato il giardino; Harold ha disegnato lo schema facendo uso dei muri e gli edifici che ancora esistevano, e Vita si concentrò sulle piante.

Il giardino aprì al pubblico per la prima volta nel 1938 e nel 1967 la proprietà venne data al ‘National Trust’; la famiglia decise che quella era la via migliore per salvaguardare il giardino.

Questa visita è stata una rivelazione imprevista e piacevole; la posizione e il giardino sono bellissimi, particolarmente in Agosto, e raccomanderei a tutti di fare una visita.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, 1939 – 1945, mia sorella, Florrie, era un membro dell’organizzazione di donne che lavoravano nell’impresa agricola; aveva la scelta di lavoro o nella fabbrica di munizioni o nell’impresa agricola, gli uomini erano già nelle forze armate e le imprese agricole erano molto importanti per coltivare il cibo. Lei lavorava vicino a Cranbrook e Sissinghurst, e si ricorda di averlo visitato un numero di volte. A quel tempo, il giardino veniva usato per orticoltura per aiutare con la guerra. Veramente tutti i pezzi di terra venivano usati per coltivare il cibo. Dopo la guerra, sarebbe stato un lavoro enorme ristabilire il giardino, come era originalmente.

 

Sissinghurst Castle, Kent.

Il castello Sissinghurst in Kent.

 

 

 

 

 

 

Sissinghurst Castle, Kent.

Il castello Sissinghurst in Kent.

 

 

 

 

Sissinghurst Castle, Kent.

Il castello Sissinghurst in Kent.

 

 

 

 

 

 

Sissinghurst Castle, Kent.

Il castello Sissinghurst in Kent.

 

 

 

 

Sissinghurst Castle, Kent.

Il castello Sissinghurst in Kent.

 

 

 

 

 

 

Sissinghurst Castle, Kent.

Il castello Sissinghurst in Kent.

 

 

 

 

 

 

Sissinghurst Castle, Kent.

Il castello Sissinghurst in Kent.

 

 

 

 

Squerryes Court, Westerham, Kent

 

 

 

 

 

 


20 August 2008.

In 2003 Desmond found a reference in the 1987 edition of the Guide to Museums of Great Britain that a house called Squerryes Court in Westerham, Kent contained a painting of St Sebastian by Anthony Van Dyke.

Desmond was unable to find any reference to it in several catalogue raisonne of Van Dyke which he consulted, nor could he  find any images of, or references to, the painting elsewhere.  He wrote to the curator of the house requesting a photograph of the painting but was told that none was available. Consequently we had no information about it, other than the citation in the Guide.

Today we visited the house and saw the painting, which was large, about 6’ by 4’,  and in excellent condition. It is located  in the picture gallery on the first floor. According to an extant receipt in the house archive, it was purchased by John Warde from Christies on 6th February 1772. The helpful and knowledgeable curator, Pam White, very kindly allowed Desmond to take a photograph of the painting, emphasising that he could use it for study purposes only.

Having purchased the official Guide Book to the house we found a very small illustration of a painting by Louis de Caullery, titled, ‘Interior of a House’ which shows a picture gallery which contains a painting of St Sebastian in the salon of  a gentlemans house and we at first assumed that that was the Van Dyke painting on the first floor.

On closer examination of the actual De Caullery painting, hanging in a room on the ground floor, we found that it showed a different painting and Desmond is now attempting to identify it.

Desmond was delighted.  After all, it is not every day that one can find a neglected work by a painter of Van Dyke’s stature in an English house and, as a bonus, an intriguing and interesting new work by De Caullery to add to his collection and data base.

The present house was built between 1681 and 1685.  In 1731 it was bought by John Warde and the descendants of his family still live there. It is a lovely red brick gentleman’s country house surrounded by an extensive garden and farm land. The lake in front of the house makes a very attractive feature.  The lake has an active colony of wild ducks, moorhens and two elegant white swans.  It also seems to hold a lot of fish.We spent some time exploring the gardens where we found a monument to James Wolfe (1727 – 1759), the British general who captured Quebec from the French during the Seven Years War, thus securing Canada for the  British Empire.   His family lived nearby and were close friends of the Wardes and it is said that this monument marks the spot where he received his commission to command the British army in North America. The memorial was erected in 1761, as a perpetual memorial to Wolfe, by George Warde, a friend of Wolfe’s from boyhood. He also instituted the Wolfe Society, which, to this day, meets annually in Westerham for the Wolfe dinner to his ‘Pious and Immortal Memory’.

We also found the remains of a truly enormous beech tree, said to weigh more that one hundred tons, felled during the devastating storms of 1987  It is so large and heavy that no one has tried to either cut it up or move it since it fell.  It put us in mind of a monumental sculpture from the school of Henry Moore.  Nature also is an accomplished artist.

Having given the house and gardens a thorough inspection we went into Westerham to look for lunch.  Overlooking the village green we found an old inn, called the Grasshopper, clean and neat, and had some wine, smoked haddock and spinach.

Feeling refreshed, we visited the Parish Church of St Mary the Virgin, which was almost next door to the pub.  It is said that after carnal sustenance spiritual refreshment is essential.

It is an interesting church containing some very fine stained glass windows with, unusually, some naked angels.

The roof interior was unusual, looking like the inside of a clinker built boat.  We remembered having seen several similar constructions in Venice.

The beautifully designed and built oak spiral staircase to the bell tower, dating from 14th C, is still intact and in use; unusually it spirals to the left. It looked as if it had been designed and built when the Arts and Craft movement was popular rather than built more than 600 years ago.  What was in fashion becomes fashionable again, one only has to wait.  Six hundred years . . .

Then on to the Red House at Bexleyheath. It was the only house commissioned by William Morris. It was designed and built in 1859 by his friend and colleague, the architect Philip Webb. It was originally surrounded by orchards and open country, but now it is part of the crowded suburb of Bexleyheath. However, the garden is still a peaceful oasis. Most of the original furniture and paintings have been removed from the house; Morris and his wife only lived here for a short period; however, some original features are still intact.

 

20 Agosto 2008.

Nel 2003 Desmond ha travato una referenza, nella ‘Guida ai Musei di Gran Bretagna’ del 1987, alla casa chiamata ‘Squerryes Court’, a Westerham in Kent, dove c’era una pittura di San Sebastiano di Antonio Van Dyke.

Desmond non ha trovato una referenza alla pittura, nè nei libri, e nè nel catalogo delle opere di Van Dyke, è neanche un’illustrazione dell’opera. Così ha scritto al conservatore della casa richiedendo una foto della pittura, ma lei ha detto che non c’è una foto. Così non abbiamo nessuna informazione della pittura.

Oggi abbiamo visitato la casa e abbiamo visto la pittura, che è grande, circa 2 m x 1.3 m, ed è in ottime condizioni. È nella pinocateca al primo piano. Nell’archivio della casa c’è una ricevuta che mostra, che è stata comprata da John Warde alla sala delle aste di ‘Cristies’ il 6 Febbraio 1772. Pam White, la conservatrice, era ben informata e ha dato il permesso a Desmond di prendere una foto della pittura, ma ha anche ha sottolineato che poteva usarla solo per studiare.

Abbiamo comprato la guida della casa, ed abbiamo travato una piccola illustrazione della pittura ‘L’interno di una Casa’ di Louis de Caullery, che mostra una pinocateca, con una pittura di San Sebastiano, nella sala della casa di un gentiluomo. Così, naturalmente, abbiamo presupposto che era la pittura di Van Dyke.

La pittura di Louis de Caullery è in una stanza al pianterreno, e, quando l’abbiamo guardata con grande attenzione, abbiamo pensato che non mostra la pittura di Van Dyke. Adesso Desmond tenta di identificarla.

Desmond era molto felice. Aveva trovato un’opera importante e ignorata di un pittore così famoso come Van Dyke, in una villa di campagna, ma anche un’opera di Louis de Caullery con un San Sebastiano, da aggiungere alla sua collezione.

La casa fu costruita tra il1681 e 1685. Nel 1731 venne comprata da John Warde, e la sua famiglia abita ancora là. È una villa di campagna di un gentiluomo, costruita con mattoni rossi, con un giardino grande, e terreno coltivato e un lago di fronte che è molto attraente. Il lago ha anatre con anatroccoli, gallinelle d’acqua, due cigni e molti pesci.

A lungo, abbiamo esplorato i giardini dove abbiamo trovato un monumento a James Wolfe (1727-1759), il generale britannico che conquistò Quebec dai francesi durante la guerra dei sette anni, mise al sicuro il Canada per l’Imperio Britannico. La sua famiglia abitava vicino ed era amica della famiglia Warde, e, si dice, che questo monumento indica dove Wolfe ha ricevuto il suo mandato per comandare l’esercito britannico nel Nord America. Il monumento è stata creato da Gorge Warde , un amico d’adolescenza di Wolfe, nel 1761, in memoria di Wolfe. Warde ha anche formato la Società Wolfe, che si riunisce tutti gli anni a Westerham “per il pranzo di Wolfe” in sua “Memoria Devota ed Eterna”.

Abbiamo trovato i resti di un faggio enorme, con il peso di più di cento tonnellate, che è caduto durante la grande tempesta del 1987. È così grande e pesante che nessuno ha tentato né di toglierlo o né di spaccalo. Ci ricorda una scultura monumentale della scuola di Henry Moore. Anche la natura è una brava artista.

Dopo aver esaminato la casa ed il giardino, siamo andati a Westerham per mangiare. Abbiamo trovato un vecchio pub, che era pulito e ordinato, chiamato ‘La Cavalletta’, e che dominava il prato, e dove abbiamo mangiato il pesce eglefino affumicato, spinaci e vino.

Poi abbiamo visitato la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Vergine che era vicino. Ha le finestre di vetro colorato con, cosa insolita gli angeli nudi. Il tetto sembrava una barca rovesciata e ci siamo ricordati d’aver visto altre come questa a Venezia.

Ha una bella scalinata a spirale di quercia dal quattordicesimo secolo, ancora usata, ma insolitamente la spirale è verso sinistra. Sembra fatta solo cento anni fa, non seicento anni fa.

Poi alla casa ‘The Red House’ a Bexleyheath. È la sola cosa commissionata da William Morris, un artista popolare del 1900. Fu disegnato e costruita da un suo amico e collega, l’architetto Philip Webb. Originalmente era circondata da frutteti e campagna aperta, ma adesso è una parte della periferia rumorosa di Bexleyheath. Benché il giardino sia un’oasi tranquilla. La maggior parte dei mobili e le pitture sono stati rimossi dalla casa quando Morris e sua moglie l’hanno lasciata dopo pochi anni, ma ci sono ancora delle caratteristiche originali.

 

Picture of St Sebastian by Anthony Van Dyke, Squerryes Court, Westerham, Kent.

La pittura di San Sebastiano di Antonio Van Dyke, Squerryes Court, Westerham, Kent.

 

 

 

 

 

 

The lake, Squerryes Court, Westerham, Kent

Il lago, Squerryes Court, Westerham, Kent

 

 

 

 

The beech tree which was felled by the storms of 1987.

Il faggio che è caduto della tempesta del 1987.

 

 

 

 

Desmond a Squerryes Court, Westerham, Kent.

 

 

 

 

 

 

The picture by Louis de Caullery with St Sebastian in the centre, Squerryes Court, Westerham, Kent.

La pittura di Louis de Caullery con San Sebastiano al centro, Squerryes Court, Westerham, Kent.

 

 

 

 

Stained glass window, in the Parish Church of St Mary the Virgin, Westerham.

 

 

 

 

 

The Red House, Bexleyheath, Kent.

 

 

 

 

 

 


September 2008.

We went, along with Marc Dekenah, Desmond’s brother-in-law, to Ireland on 11 September for a family reunion with cousins and members of Desmond’s family on Saturday 13 September. It was lovely to see his cousins, whom I had not seen for 11 years; although both Desmond and Marc had been back more recently. We hired a car at Dublin airport and Marc, very kindly, drove all the time; which meant that Desmond had a very relaxing break.

The weather, on the whole, was what one would expect at this time of the year; wet and windy, with the occasional burst of sunshine. In the dim light and with the mountains often covered in rain clouds, it was quite difficult to take good photographs.

We visited the church at Drumcliffe where Desmond’s maternal grandparents, an old school friend and several uncles are buried in the churchyard. It is also the location of the grave of W. B. Yeats the famous Irish writer and poet. We also visited the cemetery in Sligo, where the Reid family are buried.

Later on the same day we went to the beach at Streedagh, where one can gaze out to sea and where the next piece of land is America. The coast here is quite wild and spectacular, but also very beautiful.

With Desmond’s cousins, Hazel, Yvonne and Rosaleen, we visited an historic  country house, Lissadell, which has recently been restored and is now open to the public. This great house was the home of the Gore-Booth family from 1713 until 2005 and several of the family are commemorated in the poems of W.B. Yeats.  When she was a girl Desmond’s mother, Violet, was a member of the Girl Guide troupe founded by the family. His grandfather was a tenant on the estate before buying his farm from the estate.

Our family meeting took place in a new hotel, The Glasshouse, and we were 12 in total. It was a very enjoyable evening, with good company and food, which continued until midnight.  Everybody enjoyed it.

On Sunday we went to the morning service in Desmond’s family church, Calry,  and then to an Italian restaurant, Bianconi’s, named after the Italian family who built the coaches and used to run the mail coach service from Dublin to Sligo in the 18th century and which is located  in the main street in Sligo, where we all had pizza.

Desmond has been researching the history of an important land owning Sligo family called Campbell, for an old school friend in Dublin. He remembered seeing a memorial window to the family in the Protestant Cathedral in Sligo many years ago.  In winter the Cathedral is not open during the week, but Desmond telephoned the Dean who arranged for one of the churchwardens to turn up on site and let us in. He found a large stained glass window, and a couple of plaques which mentioned the family. The churchwarden, Roland Henderson, had to return to work but kindly left us to inspect the monuments in the graveyard; only asking us to close the gate as we left. We found a large Campbell family monument, which gave details of 4 generations of the Campbell family, with many dates, which will save a lot of record searching. Naturally, Desmond was very pleased with our mornings work.

Sligo has seen many changes in recent years, and we walked round the centre to see how very different it was from out last visit. To me, it now seems much more prosperous.

We visited Glencar, a local beauty spot, and also the little fishing village of Raughley.

On our last evening we went into Sligo for dinner, to a restaurant which we had not visited before, called ‘The Coach Yard’. We were really pleased with our meal and the service was excellent. Our waitress, thank goodness, had a sense of humour and we exchanged many jokes with her.  Desmond and I had grilled sea trout, Marc had duck breast, and the vegetables were fresh and not overcooked.

Our flights from Gatwick to Dublin, with AerLingus, were trouble free.

 

Settembre 2008.

Siamo andati, con Marc Dekenah, cognato di Desmond, in Irlanda l’ 11 Settembre per una conferenza con cugini e membri della famiglia di Desmond il sabato 13 Settembre. Era molto divertente vedere i cugini, che non vedevo da 11 anni, benché ambedue Desmond e Marc fossero ritornati più di recente. Abbiamo noleggiato un’automobile all’aeroporto di Dublino e Marc, molto gentile, ha guidato tutto il tempo, così Desmond ha avuto dei giorni molto tranquilli.

Il clima, in questo periodo dell’anno, era, come ci si aspettava, bagnato e ventoso, e con la luce del sole occasionalmente. Con la luce fioca e le montagne coperte dalle nuvole, era abbastanza difficile prendere buone foto.

Abbiamo visitato la chiesa a Drumcliffe dove ci sono le tombe della famiglia materna di Desmond, di un vecchio compagno di scuola e un numero di zii. È anche il sito della tomba di W. B. Yeats il famoso poeta e scrittore irlandese. Abbiamo visitato anche il cimitero a Sligo dove la famiglia Reid è seppellita.

Dopo siamo andati alla spiaggia a Streedagh, dove si può guardare il mare e dove no c’è niente altro prima dell’America. La costa è molto selvaggia e spettacolare, ma anche molto bella.

Con le cugine di Desmond, Hazel, Yvonne e Rosaleen, abbiamo visitato una vecchia villa di campagna, Lissadell, che, recentemente, è stata restaurato ed adesso apre al pubblico. Questa grande villa era l’abitazione della famiglia, Gore-Booth, dal 1713 fino al 2005 e un numero di membri della famiglia e commemorato nelle poesie di W. B. Yeats. Quando Violet, madre di Desmond, era giovane era un membro della associazione scoutistica femminile che è stata fondata dalla famiglia Gore-Booth a Lissadell. Il nonno di Desmond, Alexander Warren, era un affittuario di terreni della proprietà, poi li ha comprati.

La conferenza della famiglia era all’hotel ‘The Glasshouse’, e, in totale, eravamo 12. Era una sera molto piacevole, con buon cibo e compagnia, e che è continuata fino a mezzanotte. Tutti ci siamo divertiti.

Alla mattina di domenica siamo andati in chiesa a Calry dove i genitori di Desmond andavano. Poi al ristorante italiano, Bianconi, che ha il nome della famiglia italiana che costruì carrozze ed aveva il servizio postale tra Dublino e Sligo nell’otto cento. Il ristorante è nella strada principale di Sligo e abbiamo preso le pizze.

Per un vecchio compagno di scuola, adesso a Dublino, Desmond ricerca la storia della famiglia, chiamata Campbell, che possedeva una tenuta a Sligo. Si è ricordato che c’è una finestra commemorativa della famiglia nella cattedrale protestante a Sligo. D’inverno la cattedrale non è aperte durante la settimana, ma Desmond ha telefonata al decano, e ha ordinato al un rappresentante laico della parrocchia di aprire la chiesa. Desmond ha trovato la finestra con il vetro colorato e anche due placche della famiglia.  Il rappresentante laico della parrocchia doveva ritornare al lavoro, così ci ha lasciati soli ad esaminare i monumenti nel cimitero, ci ha chiesto solo di chiudere il cancello. Abbiamo trovato un monumento grande, che ha particolari di quattro generazioni della famiglia Campbell, con le date, che faranno risparmiare molto tempo a Desmond nella ricerca di visto documenti ufficiali. Desmond, naturalmente era molto contento con il suo lavoro quella mattina.

Sligo è cambiata molto durante gli ultimi anni è così abbiamo camminato nel centro per guadare come era diversa dalla nostra ultima visita. A me, è sembrata più prosperosa.

Abbiamo visitato Glencar, un posto incantevole, e anche il piccolo villaggio di pescatori a Raughley.

L’ultima sera abbiamo pranzato al ristorante a Sligo, ‘The Coach Yard’, che non conoscevamo. Siamo stati molto contenti con il cibo ed il servizio era eccellente. La cameriera, grazie a dio, aveva un senso dell’umorismo e ci siamo scambiati barzellette. Desmond ed io abbiamo preso le trote di mare grigliate, Marc ha preso il petto d’anatra, e le verdure erano fresche e non cucinate troppo.

Il volo da Gatwick fino a Dublino, con AerLingus, è stata senza alcun problema.

 

The church at Drumcliffe.

La chiesa a Drumcliffe.

 

 

 

 

 

 

The High Cross.

La croce alta.

 

 

 

 

 

 

The tombstone to W.B. Yeats, Drumcliffe.

La pietra tombale di W.B. Yeats, Drumcliffe.

 

 

 

 

 

 

The view from the church, Drumcliffe.

La vista dalla chiesa, Drumcliffe.

 

 

 

 

The gallery, Lissadell House.

La galleria, Lissadell House.

 

 

 

 

The walled garden, Lissadell House.

Il giardino circondato da un muro, Lissadell House.

 

 

 

 

Ben Bulben, Sligo.

La montagna Ben Bulben, Sligo.

 

 

 

 

Glencar Lake.

Il lago, Glencar.

 

 

 

 

The Anglican Cathedral, Sligo.

La cattedrale anglicana, Sligo.

 

 

 

 

Raughley.

 

 

 

 

 

O’Connell Street, Sligo.

 

 

 

 

 

The river Garavogue, Sligo.    Il fiume, Sligo.

 

 

 

 

The church at Drumcliffe.

La chiesa a Drumcliffe.

 

 

 

 

 

 

The coast at Streedagh.

La spiaggia a Streedagh.

 

 

 

 

Lissadell House.

 

 

 

 

The dining room, Lissadell House.

La sala da pranzo, Lissadell House.

 

 

 

 

 

The waitress, with a peppermill, at The Coach Yard, Sligo.

La cameriera, con il macinapepe, al ristorante, Sligo.

 

 

 

 

The stained glass window, The Protestant Cathedral, Sligo

La finestra con il vetro colorato, La cattedrale anglicana, Sligo.

 

 

 

 

 

 

A plaque of the Campbell family, The Protestant Cathedral, Sligo

La placca della famiglia Campbell, La cattedrale anglicana, Sligo.

 

 

 

 

 

 


 


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