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Venice and Veneto – May 1998

VENICE AND VENETO

IN THE GOLDEN AGE OF 

SANSOVINO & PALLADIO.

 

MAY 1998

The customs house and Santa Maria della Salute, Venice.

La dogana e Santa Maria della Salute, Venezia.


ROY JOHNSON                            VENICE AND VENETO                   VENEZIA E IL VENETO


11 May, 1998.

This tour concentrated on the 16th century and was primarily to study the work of Jacopo Sansovino (1486 – 1570) and Andrea Palladio (1508 – 1580).

Daniele Barbaro, who later became Patriarch of Aquilea, translated, from the Latin, the 10 volumes of Roman architecture by Vitruvius, who lived about 100 years before Christ; this work helped both Sansovino and Palladio to define their ideas of classical architecture.

Sansovino was the official architect to the council of Venice and he built the Procurate Nuova, on the south side of St. Mark’s square, followed by the Marciana Library and the Mint. Palladio worked mainly in Vicenza, where he created some fine public buildings, and in the Venelo, building country villas for the wealthy families of Venice, as can be seen along the banks of the Brenta Canal. He was finally asked to build three churches in Venice itself; he was nominated for this work by Sansovino. Palladio produced his own ideas on architecture in 4 volumes.

Inigo Jones, on his Grand Tour, managed to buy some of Palladio’s drawings which he used as a basis for his own designs. One hundred years later, Lord Burlington, on his Grand Tour, also bought a number of drawings by Palladio which clearly influenced him, as can be seen at his Chiswick Villa. All these drawings are now in the library of The Royal Institute of British Architects (RIBA) and are still consulted today.

We arrived in Venice about mid-day and took a coach to Pizza Roma and then a water taxi to Santa Maria del Giglio which was a short walk from the Opera House, La Fenice, and our hotel. After unpacking and a quick shower, we met again for a briefing from our lecturer and a local guide.

We walked to St. Mark’s square for a private visit to The Marciana Library, which was built by Sansovino between 1537 and 1553, opening to the public in 1560. The staircase, antechamber and Grand Hall are all elaborately decorated. On the ceiling of the antechamber is a painting, representing wisdom, by Titian and some antique sculpture, donated by the Patriarch of Aquilea in 1587 (most of this collection is now in the Archaeological Museum).

In the Grand Hall the walls and ceiling were painted by Paolo Veronese, Battista Schiavone, Andrea Schiavone, Tintoretto and other less well known artists. Veronese was voted the best, by the painters themselves, and the Council gave him a gold chain as a mark of honour.

After a brief stroll around the square we went slowly back to our hotel for a rest before dinner.

11 Maggio, 1998

Questo giro era concentrato nel cinquecento e era sopratutto per studiare le opere di Jacopo Sansovino ( 1486 – 1570 ) e Andrea Palladio ( 1508 – 1580 ).

Daniele Barbaro, che diventai patriarca di Aquilea, tradusse, dal latino, l’opera, in dieci volumi, di architettura romana di Vitruvio, che visse circa cento anni prima di Cristo, quest’opera aiuto sia Palladio che Sansovino a definire le idee della loro architettura classica.

Sansovino era 1’architetto ufficiale per Venezia e costruì le Procuratie Nuove, al fianco nord della pizza di San Marco, poi la biblioteca Marciana e in fine anche la zecca. Palladio lavorò sopratutto a Vicenza, dove creò edifici pubblici, e nel Venelo dove costruì le ville di campagna per le famiglie ricche di Venezia, ville che si vedono lungo le rive del canale Brenta. Finalmente, proposto da Sansovino come candidato, gli chiesero di costruire tre chiese a Venezia. Palladio scrisse un’opera di architettura in quattro volumi.

Inigo Jones, nel suo gran giro d’Europa nel seicento, compro dei disegni di Palladio che poi usò nel suo lavoro. Dopo altri cento anni, nel suo gran giro, anche Lord Burlington comprò i disegni di Palladio che lo influenzavano motto, e che si possono vedere nella sua villa di Chiswick. Tutti questi disegni sono nella biblioteca dell’Istituto Reale degli Architetti Britannici e sono usati ancora adesso.

Siamo arrivati a Venezia circa a mezzogiorno e abbiamo preso un pullman fino a Piazzale Roma e poi un motoscafo fino a Santa Maria del Giglio, che è vicino al teatro dell’opera, la Fenice, e anche al nostro albergo. Dopo aver disfatto la valigia e fatto una doccia, ci siamo incontrati ancora per una passeggiata con la nostra conferenziera e una guida locale.

Abbiamo camminato fino a Piazza San Marco per una visita alla Biblioteca Marciana, che fu costruita da Sansovino fra il 1537 e il 1553, e aperta alla gente nel 1560. La scala principale, l’anticamera e la sala grande sono decorate elaboratamene. Sul soffitto dell’anticamera c’è un dipinto di Taziano che rappresenta la saggezza, e anche le sculture antiche, donate dal patriarca di Aquilea nel 1587 (la maggior parte di questa collezione è nel museo archeologico).

Nella sala grande sulle pareti e il soffitto ci sono dipinti di Paolo Veronese, Battista Schiavone, Andrea Schiavone, Tintoretto e altri artisti. Gli artisti hanno nominato Veronese il migliore e il governo gli ha dato una catenina d’oro come onorificenza.

Dopo un breve giro nella piazza, siamo tornati in Albergo per un riposo prima del pranzo.


 

 

 

 

 

 

The Piazzetta, Venice.                                                       La Piazzetta, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The Marciana Library, Venice.                              La Biblioteca Marciana, Venezia.

 

 

 

 

 

The island of San Giorgio from the Piazzetta, Venice.

L’isola di San Giorgio dalla Piazzetta, Venezia.

 

 

 

 

 

 

The lion of Venice on Palazzo Ducale (left) and on St. Marc’s Basilica, Venice.

Il leone di Venezia nel Palazzo Ducale (sinistra) e nella Basilica di San Marco, Venezia.

 

 

 

 

 

 

Piazza San Marco from the bell tower, Venice.

Piazza San Marco del campanile, Venezia.

 

 

 

 

 


12 May, 1998.

A trip along the Brenta Canal to see Palladio’s villas is not to be missed. It is a very leisurely boat ride, with a guide pointing out the various villas which line the canal. The canal was the main route from Venice to Padua and the villas were built to impress the passing traveller and to show the importance of the family.

The most imposing and largest is the Villa Pisani, now Villa Nazionale, built by the wealthy Pisani family when Alvise Pisani was elected Doge. It has some fine rooms and furniture. The ballroom ceiling was painted by Giambattista Tiepolo; a very interesting trompe l’oeil. The garden is quite extensive, and contains another villa, but this is a facade to hide the stables and has no depth at all.

The Villa Foscari, better known as La Malcontenta, after the lady of the house, when the family were exiled to this villa and not permitted to return to Venice for some time. She was given this nickname for being so unhappy and discontented. The Main entrance of the villa faces the canal because important visitors would always arrive at this entrance. As in Venice, the palaces which line the Grand Canal are not very interesting when you see them from the rear.

Late in the evening we had a lecture about Palladio and his influence on British architecture.

12 Maggio, 1998.

Un giro sul canal Brenta per vedere le ville di Palladio è una bella esperienza. È una gita in barca fatta senza fretta, con una guida locale che mostra le ville lungo le rive del canal. Il canal era il percorso principale da Venezia a Padova e le ville furono costruite per fare una buona impressione sui viaggiatori e anche mostrare l’importanza della famiglia.

La villa Pisani, adesso la villa Nazionale, fu costruita per una ricca famiglia di banchieri quando Alvise Pisano fu eletto doge. Le stanze e anche i mobili sono belli. Il soffitto della sala da ballo, dipinto da Giambattista Tiepolo, e un trompe l`oeil molto interessante. Il giardino è grande e ha anche un’altra villa, ma questa e solo una facciata per nascondere la stalla.

La villa Foscari, fu soprannominata “La Malcontenta” quando la famiglia vi era in esilio e non era permesso loro di ritornare a Venezia. La donna, che diede questo soprannome alla villa era molto infelice e scontenta. La porta principale e di fronte al canale perchè qui, arrivavano gli ospiti importanti, e come a Venezia, i palazzi non erano molto interessanti dal dietro.

La sera c’era una lettura di Palladio e la sua influenza sull’architettura Britannica.


The Villa Foscari “La Malcontenta”, Venice.

The Villa Foscari “La Malcontenta”, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

 

The Villa Foscari “La Malcontenta”, Venice.

The Villa Foscari “La Malcontenta”, Venezia.

 

 

 

 

 

 


Villa Barchessa Valmarana, Venice.

Villa Barchessa Valmarana, Venezia.

 

 

 

The Villa Foscari “La Malcontenta”, Venice.

 

 

The Villa Foscari “La Malcontenta”, Venezia.

 

 

 

 

 

 

The Villa Pisani, Venice.

La Villa Pisani, Venezia.

 

 

 

Stable block at the Villa Pisani, Venice.

La Villa Pisani, La stalla, Venezia.

 

 

The Villa Emo, Venice.

La Villa Emo, Venezia.

 

 

 

 

 

The Hall and the Room of Jupiter and Io, Villa Emo.

La Sala e la stanza di Giove ed Io, Villa Emo.

 

 

 


13 May, 1998.

Our day began with a ride on a water bus to Piazza Roma to meet our coach for a trip to the Venelo, where we would see a couple of Palladian Villas.

Villa Emo has a square central block with arcades on either side which terminate in pigeon lofts. The central block has the main rooms on the first floor, where the owner would entertain his guests and where the family lived. The top and ground floors were for the servants and storage; the wings also contained storage rooms etc. This was a working farm as well as a place for recreation and rest for the family.

Villa di Maser, whilst still having a similar arrangement of rooms, was not the same. It was built for Daniele Barbaro and his brother Marcantonio as a country house and would have been used most of the year. The furniture, for instance, would have remained here permanently; at Villa Emo the furniture would have been brought from Venice for the summer and taken back to the town house in the autumn. Villa di Maser replaced two others and used the same foundations. The principal families of Venice already owned country villas and Palladio was usually instructed to rebuild on the same spot. The frescos in the main rooms are beautiful, painted by Veronese.

We visited Castlefranco after lunch. I saw the cathedral, which has a fine painting of the Madonna and Saints by Giorgione, and also saw the town walls and the famous clock tower.

13 Maggio, 1998.

Siamo andati con un vaporetto a Piazzale Roma poi un pullman per una gita nel Veneto per vedere le due ville di Palladio.

Alla villa Emo la parte centrale e un cubo con due ali arcate che terminano con le colombaie. La parte centrale ha le stanze principali al secondo piano dove il padrone e anche la sua famiglia abitavano e dove ricevevano i loro ospiti. Gli altri piani erano usati per i domestici e anche come depositi. Questa era un’impresa agricola e serviva anche per riposo e ricreazione per la famiglia.

La villa di Maser ha le stanze simili alla villa Emo. Costruita per Daniele Barbaro e suo fratello Marcantonio, era una villa di campagna e la usavano tutto l’anno. I mobili, per esempio, rimanevano qui; alla villa Emo i mobili erano portati da Venezia per l’estate e ritornavano in città in autunno. La villa di Maser fu costruita sulle fondamenta di due altre ville. Le famiglie principali di Venezia avevano le ville di campagna e Palladio di solito insegno a ricostruire sulle vecchie fondamenta. Gli affreschi dipinti da Veronese, nelle stanze principati sono belli.

Dopo il pranzo, abbiamo visitato Castlefranco; ho visto il duomo, che ha una bella pittura della Madonna e i santi di Giorgione, ho visto anche le mura della città e la torre dell’orologio.

Villa Maser, Venice.

La Villa Maser, Venezia.

 

 

 


Paintings by Veronese, Villa Maser, Venice.

Le pitture di Veronese, La Villa Maser, Venezia.

 

 

 

 

 

 


The grotto, Villa Maser, Venice.

 

Il Ninfeo, Villa Maser, Venezia.

 

 

 

The statue of Vulcan by Alessandro Vittoria, Villa Maser, Venice.

La statua di Vulcano di Alessandro Vittoria, Villa Maser, Venezia.

 

 

 

 

 

 

The Little Temple by Palladio, near Villa Maser, Venice.

Il Tempietto di Palladio, vicino Villa Maser, Venezia.

 

 

 

 

 

 

The Cathedral and the Altarpiece by Giorgione which shows Santa Maria between saints Francis and a soldier (once thought to be Liberale, then George and finally Nicasio), Castelfranco.

La cattedrale e la pala di Giorgione mostra Santa Maria sul trono tra i santi Francesco e un guerriero (un tempo creduto Liberale, poi Giorgio e da ultimo Nicasio), Castlefrance.

 

 

 

 

 

 

The statue of Giorgione, Castlefranco.

La statua di Giorgine, Castlefrano.

 

 

 

 

 

 

The civic tower with its clock, Castlefranco.

La torre civica con l’orologio, Castlefranco

 

 

 

 

 

 

 

A tower and part of the town walls, Castlefranco.

Una torre e una parte delle mura, Castlefranco.

 


14 May, 1998.

Vicenza, our destination today, is known as the city of Palladio because a large number of its principal buildings are from his designs.

The very famous Olympia Theatre was designed by Palladio but finished, after his death, by Scamozzi who altered the design of the scena. The scena, which we would call the stage set, or scenery is permanent, like the arrangement at the Globe Theatre in London. This is essentially a Roman theatre and Palladio’s commission was to build a theatre inside an existing asymmetrical building. Inside it looks quite regular, but this is an illusion. The theatre is built of wood and stucco; during the Second World War it was completely dismantled and all the parts were numbered and stored in a villa outside Vicenza. Unfortunately the German Army requisitioned the villa to accommodate officers. The people were afraid that the theatre would be damaged or, more likely, used as firewood and so they quietly took it away, piece by piece, over a number of weeks, to Venice. It remained hidden in Venice during the war, after which it was reassembled in its original position.

The International Centre for the Study of Palladian Architecture is housed in a very imposing palace in the centre of the city. Again Palladio took an existing building, Palazzo Barbarano, and made it look classical and symmetrical by the

use of various illusionary devices. The double loggia in the courtyard catches your attention and you ignore the fact that the opposite wall is very mundane and that the courtyard is not square.

The original design for Villa Capra, la Rotonda, is in the CIBA library in London, and it shows the building with a dome. It was completed by Scamozzi, who changed this feature into an upturned saucer. It is, however, a very interesting building sitting on the top of a hill and resembling a Greek Temple. Chiswick Villa is based on the same design, with a dome, but still not built as Palladio designed it.

Our final visit was to the church of the Holy Crown to see two altar pieces; The Baptism of Christ by Giovanni Bellini and The Adoration of the Magi by Paolo Veronese.

14 Maggio, 1998.

Vicenza, la nostra destinazione oggi, è chiamata la città di Palladio pervia dei molti edifici principali da lui disegnati. Il famoso teatro Olympia fu disegnato da Palladio, ma, dopo la sua morte, finito da Scamozzi che emendo il disegno della scena. La scena è permanente come al teatro Globe di Londra. Questo è un vero teatro romano e la commissione di Palladio era di creare un teatro all’interno di un edificio asimmetrico. Il teatro all’interno da illusione della regolarità. Il teatro fu costruito di legno e stucco; durante la seconda guerra del mondiale fu smontato e tutte le parti numerate e conservate in una villa fuori Vicenza. Sfortunatamente, l’esercito tedesco, la requisì per i suoi ufficiali. La gente, avendo paura che l’esercito danneggiasse il teatro, usandolo per legna da ardere; lo rimossero, pezzo per pezzo, e lo portarono a Venezia. Lì vi rimase durante la guerra poi ritorno a Vicenza.

Il centro internazionale per studiare l’architettura di Palladio è in un palazzo imponente nel centro della città. Anche questo era un edificio che esisteva già, era il Palazzo Barbarano, e lo fece apparire classico e simmetrico usando l’illusione ottica. La loggia nel cortile attira l’attenzione e non si vede che il muro opposto non e motto interessante e che il cortile non è un quadrato.

Il disegno originate della villa Capra, La Rotonda, e nella biblioteca RIBA a Londra, e mostra l’edificio con una cupola. Lo fini Scamozzi che cambio la cupola per un piattino diretto verso l’altro. È un edificio molto interessante, su una collina e somiglia a un tempio greco. La villa di Chiswick fu costruita da questo disegno, con una cupola, ma non esattamente come il disegno originate.

Finalmente abbiamo visitato la chiesa della Santa Corona per vedere due pale d’altare; il battesimo di Cristo di Giovanni Bellini e l’adorazione dei Magi di Paolo Veronese.

Piazza Erbe, Vicenza.

Piazza Erbe, Vicenza.

 

 

 

 

 

 

The Olympia theatre designed by Palladio, Vicenza.

Il teatro Olympia fu disegnato da Palladio, Vicenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo Chiericati now the Civic Museum, Vicenza.

Il Palazzo Chiericati adesso il Museo Civico, Vicenza.

 

 

 

 

 

General view, Vicenza.

La vista generale, Vicenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

A statue, Loggia Bernarda by Palladio, Vicenza.

Una statua, Loggia Bernarda di Palladio, Vicenza.

 

 

 

 

 

 

The entrance to Villa Capra “La Rotonda”, Vicenza.

L’entrata alla Villa Capra “La Rotonda”, Vicenza.

 

 

 

 

 

 

Villa Capra “La Rotonda”, Vicenza.

La Villa Capra “La Rotonda”, Vicenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

Villa Capra “La Rotonda”, Vicenza.

Villa Capra “La Rotonda”, Vicenza.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

The altar and a detail, The Church of St Crown, Vicenza.

 

 

L’altare e un particolare, La chiesa di Santa Corona, Vicenza.

 

 

 

 

Adoration of the Magi by Veronese and The Baptism of Christ by Bellini, The Church of St Crown, Vicenza.

L’Adorazione dei Magi di Veronese e Il Battesimo di Cristo di Bellini, La chiesa di Santa Corona, Vicenza.

 


15 May, 1998.

The church of St. Francis of the Vines has a marble carving by Alessandro Vittoria of St. Rocco, St. Anthony the Abbot and St. Sebastian which I liked. There is a Madonna and Child by Paolo Veronese and another by Giovanni Bellini. It is a

large interesting church built by Sansovino and the main facade added later by Palladio.

We had a tour of the Doge’s Palace which has many rooms and ceilings covered in paintings and is most impressive; not least The Great Hall, with an enormous painting by Titian covering one wall, a frieze showing the Doges of Venice by Domenico Tintoretto and the ceiling painted by Veronese. It was intended to impress and communicate a sense of power; it certainly succeeds.

After a quiet lunch and a look at the prison, and of course The Bridge of Sighs, we went to see the church of St. Peter of the Castle. This was the cathedral of Venice until 1807, when Napoleon made the ducal chapel of St. Mark the seat of the Patriarch of Venice. It is a lovely spacious church, full of light. I found an interesting carved marble altar, with a fragment of a 5th century Roman mosaic in front of it. The marble throne; claimed to be St. Peter’s throne from Antioch; is actually part of a 13th century Muslin tombstone carved with two stars of David and an inscription from the Koran.

After a lengthy stroll we arrived at the church of St. Trovaso and saw paintings by Domenico Tintoretto, some of which were started by his father. A short walk over the Academia Bridge brought us back to our hotel, with time to rest and refresh ourselves before a lecture and dinner.

15 Maggio, 1998.

Nella chiesa di San Francesco della Vigna c’è una pala d’altare da Alessandro Vittoria di San Rocco, San Francesco Abate e San Sebastiano che mi piace molto. Ci sono due dipinti della Madonna e il bambino, uno da Paolo Veronese e un altro da Giovanni Bellini. Questa e una chiesa grande e interessante costruita da Sansovino e con la facciata principale di Palladio.

Abbiamo fatto un giro del Palazzo Ducale che ha le stanze e i soffitti coperti con dipinti che sono molto imponenti; la Sala del Maggior Consiglio ha un dipinto di Tiziano che copre una parete, un fregio di Domenico Tintoretto che mostra i dogi di Venezia e il soffitto dipinto da Veronese, è stato fatto per impressionare e trasmettere 1’idea della potenza; e ci riesce veramente.

Dopo pranzo e una visita alle prigioni, e naturalmente il ponte dei sospiri, siamo andati a vedere la chiesa di San Pietro di Castello. Questa era la cattedrale di Venezia fino al 1807, quando Napoleone ha fatto la cappella ducale di San

Marco la sede del Patriarca di Venezia. È una bella chiesa piena di luce. Ho trovato un altare interessante di marmo scolpito che aveva di fronte un frammento di un mosaico dal quinto secolo. Il trono; che dicono sia il trono di San Pietro da Antiochia; è una parte della pietra tombale islamica dal tredicesimo secolo scolpita con due stelle di Davide e un’inscrizione dal corano.

Dopo una passeggiata lunga abbiamo visitato la chiesa di San Trovaso e abbiamo visto le pitture di Domenico Tintoretto, alcune di queste cominciate da suo padre. Una camminata breve attraverso il ponte dell’Accademia e siamo ritornati al nostro albergo con abbastanza tempo per riposare e rinfrescarci prima di una lettura e il pranzo.

The church of St. Francis of the Vines, where my Italian teacher Elizabeth was married to Lawrence Farrugia, Venezia.

La chiesa di San Francesco della Vigna, dove la mia insegnante Italia Elizabetta era sposata a Lorenzo Farrugia, Venezia.

 

 


Altar showing St Rocco, St Francis the Abbot and St Sebastian by Alessandro Vittoria and The Virgin and Child with Saints by Veronese, Church of San Fresco della Vigna.

L’altare che mostra San Rocco, San Francesco Abate e San Sebastiano di Alessandro Vittoria, e La Vergine in Trono con il Bambino e Santi di Veronese, Chiesa di San Francesco della Vigna.

 

 

 

 

 

The baptism of Christ by Battista Franco called Semolei and St John the Evangelist by Palma Giovane, Church of San Fresco della Vigna.

Il battesimo di Cristo di Battista Franco detto Semolei e San Giovanne Evangelista di Palma Giovane, Chiesa di San Francesco della Vigna.

 

 

 

 

 

The staircase of the Giants (statues of Neptume and Mars by Sabsovino), Palazzo Ducale, Venice.

La scala dei Giganti (le statue di Neltuno e Marte di Sansovino), Palazzo Ducale, Venezia.

 

 

 

 

Two statues on the Palazzo Ducale and Adam by Antonio Rizzo.

Due statue nel Palazzo Ducale e Adamo di Antonio Rizzo.

 

 

 

 

 

 

Pictures which show St Sebastian by Contarini and Palma di Giovane, Palazzo Ducale, Venice.

Le pitture che mostra San Sebastiano di Contarini e Palma di Giovane, Palazzo Ducale, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The risen Christ adored by Doges Pietro Lando e Marcantonio Trevisan with their patron saints (Sebastian is on the left) by Tintoretto, Palazzo Ducale, Venice.

Cristo salì adorato del doge Pietro Lando e del doge Marcantonio Trevisan con suoi santi patroni (Sebastiano è a Sinistra) di Tintoretto, Palazzo Ducale, Venezia.

Painting of St Sebastian by Veronese, Palazzo Ducale, Venice.

La pittura di San Sebastiano di Veronese, Palazzo Ducale, Venezia.

 

 

 

 

 

Views from the bridge of sighs, Palazzo Ducale, Venice.

Le Viste del ponte dei sospiri, Palazzo Ducale, Venezia.

 

 

 

 

 

 

The view near the church of St Peter in Castello, Venice.

La vista vicino a San Pietro in Castello, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

The altar and The Adoration of the Magi by P. Ricchi, St Peter in Castello, Venice.

L’altare e L’Adorazione dei Magi di P. Ricchi, San Pietro in Castello, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2nd C. Mosaic and St Peter’s Throne from Antioch, St Peter in Castello, Venice.

Mosaico del secondo secolo e La Cattedra di San Pietro in Antiochia, San Pietro in Castello, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

Expulsion from the Temple by Tintoretto, Church of San Trovaso, Venice.

Scacciato del Tempio di Tintoretto, Chiesa di San Trovaso, Venezia.

 

 

 

 

 

Adoration of the Magi by Tintoretto, Church of San Trovaso, Venice.

Adorazione dei Magi di Tintoretto, Chiesa di San Trovaso, Venezia.

 

 

 


16 May, 1998.

Toward the end of his life Andrea Palladio was commissioned to build three churches within the post of Venice which are visible from the Piazzetta.

St. Giorgio Magiore (1565), on the island of St George, has a very classical facade and is best seen from the water. Inside it is very clean, light and airy; the eye is drawn to the high altar, above which we find Christ with a triangular halo, standing on a globe, supported by the four kneeling evangelists. The choir is behind the high altar because the church was built for the Benedictine monastery; there are still a few monks here who maintain the church. From the top of the bell tower there is a lovely view of Venice and the islands.

Le Zitelle is only open on Sundays and so we only saw it from the water bus. The church of the redeemer (1576 – 7), was built in thanksgiving for the end of the plague in 4576 which killed 46,000 people. Every year, on the third Sunday in July, a bridge of boats is built across the Guidecca canal so that the people can cross over on foot and give thanks. In this church the choir is behind the high altar; again to separate the Capuchin monks from the ordinary people. The facade is quite simple with a dome and two bell towers at the rear.

Santa Maria della Salute, St. Mary’s church of the Health, was built in thanks for the end of the plague in 1630 which killed 95,000 people, about half the population. The competition for the design was won by Baidassare Longhena and the church was finished in 1682; it is a Renaissance temple with a central dome. The dome is centred within an octagon and supported by buttresses, which resemble slices of a Swiss roll. Externally it has many statues, atop all the buttresses, on the summit of the dome, over the front facade and seemingly on any other handy peak. The high altar is backed by a shallow choir and hanging from the dome is an incense burner at least 6 ft in diameter.

We visited the Correr Museum to see the sculpture by Canova and the aerial view of Venice by Jacopo di Barbari dated 1500, which is shown with the original wood blocks from which it is printed. This is a very important historical document and one can see how much has remained from this period, and of course, what we have lost. This is really the museum of Venelian history and has some important

paintings etc. The Napoleonic rooms are very elaborately decorated; the ballroom especially so.

16 Maggio 1998

Nei suoi ultimi anni di vita a Andrea Palladio è stato chiesto di costruire le tre chiese a Venezia che sono visibili dalla Piazzetta.

San Giorgio Maggiore (1565), sull’isola di San Giorgio, ha una facciata classica. L’interno è motto pulito, con luce e arioso; si vede l’altare principale, e di sopra c’è il Cristo, che con l’alone di gloria triangolare, sta su un globo, che è sorretto dai quattro evangelisti in ginocchio. Il coro è dietro l’altare perché la chiesa era stata costruita per il monastero benedettino; ci sono ancora adesso i monaci che mantengono la chiesa. Dalla sommità del campanile c’è una bella vista di Venezia e le isole.

Le Zitelle è aperta solo la domenica e l’abbiamo vista dal vaporetto. La chiesa del Redentore (1576 – 7), costruita in ringraziamento per la fine della pestilenza nel 1576, pestilenza che uccise 46.000 persone. Nella terza domenica di Luglio, tutti gli anni, fanno un ponte di barche attraverso il canale della Giudecca così è possibile per la gente arrivarci a piedi. Anche in questa chiesa il coro è dietro l’altare principale; per separare i monaci cappuccini dalla gente comune. La facciata è abbastanza semplice con una cupola e i due campanili al retro.

Santa Maria della Salute fu costruita in ringraziamento per la fine della peste del 1630 che uccise 95,000 persone, circa la meta della popolazione. La gara per il disegno della chiesa fu vinta da Baidassare Longhena che finì la chiesa nel 1682; la chiesa è un tempio del Rinascimento con una cupola centrale. La cupola è centrata dentro un ottagono e sorretta da contrafforti, che somigliano a fette di un rotolo ripieno di marmellata. All’esterno ci sono molte statue, per esempio in cima ai contrafforti, sulla sommità della cupola, sopra la facciata e in apparenza in qualsiasi altra cima. L’altare principale ha il coro vacuo dietro e dalla cupola scende un portaincenso enorme di circa due metri di diametro.

Abbiamo visitato il museo Correr per vedere le sculture di Canova e la vista di Venezia dall’aria di Jacopo di Barbari del 1500, che è mostrata con i blocchi di legno originali da cui è stampata. Questa è un documento storico molto importante ed è possibile vedere ciò che è rimasto di questo periodo, e anche ciò che è scomparso. Questo è il vero museo della storia di Venezia e ha quadri molto importanti. Le stanze Napoleoniche sono decorate elaboratamene, specialmente la sala da ballo.

Island of St George, Venice.

L’isola di San Giorgio, Venezia.

 

 

 

 

The cloister and the Giudecca canal.

Il chiostro e il canale di Giudecca.

 

 

 

 

The Piazzetta from St George’s bell tower.

La Piazzetta dal campanile di San Giorgio.

 

 

 

 

 

 

The churches by Palladio, Venice.

Le chiese di Palladio, Venezia.

 

 

 

St. George and Right – The Redeemer, Venice.

Zitelle, Sinistra – San Giorgio e Destra Il Redentore, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

The church of Santa Maria della Salute and the Grand Canal, Venice.

La chiesa di Santa Maria della Salute e il Canale Grande, Venezia.

 

 

 

St Sebastian by Basaiti, Santa Maria della Salute, Venice.

San Sebastiano di Basaiti, Santa Maria della Salute, Venezia.

 

 

 

 

 

 

Painting by Tintoretto of St Sebastian (Christopher?) and the Martyrdom of Saints Cosmas and Damian, Church of St George, Venice.

Il dipinto di Tintoretto di San Sebastiano (Cristoforo?) e il Martiro di Santi Cosmo e Damiano, Chiesa di San Giorgio, Venezia.

 

 

 

 

 

Painting by Titian of Saints Cosmas, Damian, Mark and Sebastian, Church of Santa Maria della Salute, Venice.

Il dipinto di Tiziano di Santi Cosmo, Damiano, Marco e Sebastiano, Chiesa di Santa Maria della Salute, Venezia.

 

 

 

 

 

 

The Giudecca canal, Venice.

Il canale Giudecca, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The church of Santa Maria della Salute, Venice.

La chiesa di Santa Maria della Salute, Venezia.

 

 

 

 

 

 


17 May, 1988.

This morning I went down near the main square to find out where the motor boat departs for the airport; it is a special service every hour and has only a couple of stops. I saw the old port of Venice, in front of the Piazzetta, without the water busses and taxis but filled with small rowing boats. This is an international race; to Murano and back, which takes two to three hours; today the Venelian competitors are outnumbered by those from other countries.

We had a tour, by private launch, to see the Palaces etc which line the Grand Canal. We set off in a heavy shower but it soon ceased and the sun came out again. We continued to the Lido before going through the Arsenal and disembarking near the church of St. John and St. Paul. We crossed the Rialto Bridge to our restaurant, The Poste Vecchie, so named because it is in an old post office; a lovely old building and a very good lunch.

17 Maggio 1998.

Sta mattina sono andato vicino a Piazza San Marco a trovare da dove parte il motoscafo che va all’aeroporto, a è fa due o tre fermate. Ho visto l’antico porto di Venezia, di fronte alla piazzetta, senza i vaporetti e i tassi, ma pieno di barche a remi. Questa era una corsa internazionale, fino a Murano e ritorno, che prendeva due o tre ore; oggi, i concorrenti da altri paesi superano di numero i competitori veneziani.

Abbiamo fatto un giro in motoscafo, per vedere i gran palazzi vicino al Canal Grande. Abbiamo cominciato in una tempesta, ma era presto finita ed è ritornato il sole. Abbiamo continuato, via Lido e Arsenale, fino alla chiesa di San Giovanni e Paolo. Abbiamo camminato, via il ponte di Rialto, fino al ristorante “Le Poste Vecchie”, è in un bel edificio antico, e abbiamo mangiato un buon pranzo.

Polyptych of St Vincent Ferrer (with St Sebastian on the right) by Giovanni Bellini, The church of St Peter and Paul, Venice.

Il politico di San Vincenzo Ferrer (con San Sebastiano a destra) di Giovanni Bellini, la chiesa di San Giovanni e Paolo, Venezia.

 

 

 

 

 

 

The Crucifixion (with St Sebastian on the right) by Palma di Giovane, The church of St Peter and Paul, Venice.

La Crocifissione (con San Sebastiano a destra) di Palma di Giovane, la chiesa di San Giovanni e Paolo Venezia.

 

 

 

 

 

The Grand Canal.

Il Canale Grande.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The Grand Canal.

Il Canale Grande.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arsenale.

L’Arsenale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The statue of Bartolomeo Colleoni in Campo di Santi Giovanni e Paolo, Venice.

La statua di Bartolomeo Colleoni a Campo Santi Giovanni e Paolo, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

May 2008. I found this postcard from Sally and David Gluck in a book. They were here painting in March 1998.

Maggio 2008. Ho trovato questa cartolina da Sally e David Gluck nel un libro. Erano qui a Marzo 1998 per dipingere.

 


18 May, 1998.

The British Museum Tour had finished and I had another week to explore at my own speed. Although the day started wet, it very soon cleared and was brighter in the late morning.

I visited St. Mark’s before the crowds; there is a service at 9 o’clock and I sat quietly looking and listening. The square was wet so I took a photo; things always look different in the rain. I headed for the Rialto, but was delayed by the church of St. Salvador, which I thought to go into and sit for a short time. My eye was caught by a sculpture of St. Sebastian by Alessandro Vittoria, whose work we had seen many times last week. I then found an altar by Sansovino and the tomb he built for Doge F. Vernier; he was also responsible for the organ front. There are two interesting paintings by Titian, The Transfiguration and The Annunciation. I also found a small sculpture of St. Girolomo by Danese Cattaneo.

There was an exhibition of work by Picasso and I found, as usual, that I liked the drawings and the paintings from his blue period, but his later work is not to my taste. Over the Rialto Bridge, to the market where I took some photo’s of the gondola ferry and the palaces across the canal.

I decided to do my own tour of the Grand Canal in the afternoon; a very leisurely experience; and with my three day ticket I could get on and off as I pleased. I found a restaurant near Rialto where I went in the evening, called “Alla

Madonna” and I stopped at the railway station because I had seen a statue of St. Sebastian on top of a church. The Church of St. Mary of Nazareth; usually referred to as Degli Scalzi, the barefoot ones, although they wore sandals; is next to the station. These Carmelite Friars had their monastery where the station stands today. Inside is an interesting chapel dedicated to S. Sebastian, with a large statue and on the front of the altar three bronze reliefs showing his martyrdom and glorification.

I returned on two water busses so that I could photograph inside the Arsenal.

18 Maggio, 1998.

Finito il giro con il Museo Britannico, sono rimasto un’altra settimana per esplorare Venezia da solo. Il giorno è cominciato bagnato, ma poi è riapparso il sole.

La mattina ho visitato la chiesa di San Marco presto, prima dei turisti; c’era una messa alle nove e mi sono seduto tranquillo per vedere e ascoltare. La Piazza era piovosa e ho fatto una foto, era diversa nella pioggia. Sono andato per Rialto, ma ho visto la chiesa di San Salvadore, così ho pensato di entrare è sedermi per un po’. Ho visto una scultura, di San Sebastiano, fatte da Alessandro Vittoria, abbiamo visto le sue opere molte volte la settimana scorsa. Poi ho trovato un altare di Sansovino e anche la tomba costruita per il doge F. Venier; Sansovino ha anche disegnato la parte frontale dell’organo. C’erano due dipinti interessanti di Tiziano, la trasfigurazione e 1’annunciazione. Ho trovato anche una piccola scultura di San Girolamo di Danese Cattaneo.

C’era una mostra dell’opera di Picasso e ho trovato, come di solito, che mi piacevano i disegni e le pitture del periodo blu, ma le opere seguenti non sono di mio gusto. Attraverso il ponte di Rialto, sono arrivato al mercato dove ho fatto le foto del traghetto e i palazzi dell’altro lato del canale.

Ho fatto il mio giro del Canale Grande nel pomeriggio, un’esperienza senza fretta; con il mio biglietto per tre giorni potevo salire e scendere quando desideravo. Ho trovato un ristorante vicino a Rialto per la cena, era “Alla Madonna”, e poi sono stato alla stazione ferrovia perchè c’era una statua di San Sebastiano nella chiesa. La chiesa di Santa Maria di Nazeret, di solito chiamata Degli Scalzi, quei frati senza le scarpe, benché portassero i sandali. Questi frati carmelitani avevano il loro monastero dove oggi è situata la stazione. All’interno c’era una cappella interessante dedicata a San Sebastiano, con una statua grande e nell’altare i tre rilievi di bronzo che mostravano il suo martirio e la sua glorificazione.

Sono ritornato via due vaporetti così avrei preso una foto all’interno dell’Arsenale.

Piazza San Marco in the rain, Venice.

Piazza San Marco nella pioggia, Venezia.

 

 

 

Left – St Sebastian by Alessandro Vittoria, Right – The Annunciation by Titian, in the church of San Salvatore.

Sinistra – San Sebastiano di Alessandro Vittoria, Destra – L’Annunciazione di Tiziano, nella chiesa di San Salvatore.

 

 

 

 

 

The Transfiguration by Titian, Church of San Salvatore.

La Trasfigurazione di Tiziano, Chiesa di San Salvatore.

 

 

 

Monument to Doge F. Vernier by Sansovino, Church of San Salvatore, Venice.

Monumento al Doge F. Vernier di Sansovino, Chiesa di San Salvatore, Venezia.

 

 

 

 

 

 

Statue of St Lawrence by Danese Cattaneo, Church of San Salvatore, Venice.

La statua di San Lorenzo di Danese Cattaneo, Chiesa di San Salvatore, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altar frontal of St Sebastian by Falcone, Church of Santa Maria of Nazareth, Venice.

L’altare di San Sebastiano di Falcone, chiesa di Santa Maria di Nazaret, Venezia.

Two statues of St Sebastian by Falcone, Church of Santa Maria of Nazareth, Venice.

Le due statue di San Sebastiano di Falcone, Chiesa di Santa Maria di Nazaret, Venezia.

 

 


19 May, 1998.

I arrived at the Grassi Palace at least one hour before the exhibition was due to open, so I decided to go and see the church of St. Sebastian. On the summit of the architrave is a statue and on the left hand wall near the front of the church is a small bass relief, both of the saint, whilst inside there are painting and frescos by Veronese. The main altar painting shows The Virgin and Child, looking down on St. Sebastian, who is tied to a pillar with the odd arrow here and there. To the right is a large painting showing his martyrdom and frescoes, on the same theme, in the choir above the main entrance. Here again we have the usual Italian failing. There is an admission charge, photos are not permitted, no postcards are on sale and no books to tell one about the church. One has to try to recall what the interior looked like.

I returned to the Grassi Palace and the Picasso exhibition; this is the one I thought I was going to see yesterday. Here were two stage curtains painted by Picasso, one for Parade and the other for Harlequin; Parade I particularly liked. They were showing a number of drawings, paintings and costume designs from this period, 1917 – 1924, which were interesting. This was before his cubist period and so the people are mostly depicted normally. Some of these paintings are unfinished but they are still beautiful and I would be pleased to have them on my walls.

In the afternoon I had a pleasant stroll from St. Elena through the public gardens to the Arsenal; calling to see the church of St. John the Baptist in the market; where The Baptism of Christ by Giambattista Cima forms the main altar painting. A very fine picture.

19 Maggio, 1998.

Sono arrivato al Palazzo Grassi circa un’ora prima dell’apertura della mostra, cosi ho deciso andare e vedere la chiesa di San Sebastiano. Nella sommità dell’architrave c’era una statua e sul muro a sinistra vicino alla porta della chiesa c’era un bassorilievo, tutti e due del Santo, all’interno ci sono pitture ed affreschi di Veronese. La pittura, sopra l’altare principale, mostra La Madonna e il Bambino che guardano San Sebastiano, che è legato ad una colonna con frecce messe qua e là. Alla destra era un quadro grande che mostrava il martirio di San Sebastiano e gli affreschi con lo stesso tema nel coro, che è sopra la porta principale. La chiesa era in restauro, il coro era chiuso e così non ho visto gli affreschi. È ancora, un altro biglietto d’ingresso, niente foto e neppure cartoline da comprare, e né anche i libri della chiesa, ci si deve ricordare come è fatto.

Sono ritornato al Palazzo Grassi per la mostra di Picasso, questa è quella che pensavo di aver visitato ieri. Qui c’erano due sipari di Picasso, uno per “Parade” e l’altro per “1’Arlecchino”; “Parade” mi piace molto. Mostravano anche i disegni, dipinti e i disegni dei costumi del periodo 1917 – 1924 che erano molto interessanti. Questi erano prima del cubismo di Picasso e così la gente era rappresentata normalmente. Alcuni di questi disegni sono incompleti, ma sono lo stesso belli e sarei contento averne uno sulla mia parete.

Nel pomeriggio ho camminato da Sant’Elena, via i giardini pubblici, fino all’Arsenale; sono rimasto per vedere la chiesa di San Giovanni in Bragora, dove il Battesimo di Cristo di Giambattista Cima è il quadro sopra l`altare. È un bel dipinto.

Curtain for the ballet “Parade by Pablo Picasso, Palazzo Grassi, Venice.

Sipario per le Ballet “Parade” di Pablo Ricasso, Palazzo Grassi, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The Risen Christ by Alvise Vivarini and Madonna and Child with Saints by Bartolomeo Vivarini, Church of St John in the Market, Venice.

Cristo Risorto di Alvise Vivarini e Madonna con il Bambino ed i Santi di Bartolomeo Vivarini, Chiesa di San Giovanni in Bragora, Venezia.

 

 

 

 

 

Island of St George from St Mark’s Bell Tower, Venice.

L’isola di San Giorgio dal campanile di San Marco, Venezia.

The Martyrdom of St Sebastian and Sebastian before Diocletian by Veronese, Church of St Sebastian.

Il martirio di San Sebastiano e Sebastiano davanti Diocleziano di Veronese, Chiesa di San Sebastiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The church of St Sebastian and the altar painting by Veronese.

La chiesa di San Sebastiano e la pala d’altare di Veronese.

 

 

 

 


20 May, 1998.

The Dalmatian Association of St. George and St. Tryphone has a series of paintings by Carpaccio which date from 1502. They were originally painted for the large first floor hall but were moved to the ground floor in 1511 and have remained there. On the left hand wall, St George kills the dragon, amid bits and pieces of ladies left by the dragon; a messy eater. Then he is subduing a monster; next baptising a pagan King and Queen. The opposite wall is more varied; St. Tryphone is casting out a devil; the agony of Christ in the garden; the calling of St. Matthew; St. Jerome taking his lion into a monastery (much to the consternation of the monks); the funeral of St. Jerome and St. Augustine in his study. They are full of life and colour and the background is usually Venice; although neither of these saints ever went to Venice. They are both Dalmatian saints, St. Tryphone being rather more obscure than St. George. Again there was no postcard of the painting which interested me, nor is it reproduced in the book.

Better luck in the church of St. John and St. Paul where a number of Doge’s are buried. Here I obtained a poster of an altar painting by Bellini and was able to take photo’s. This lovely large church was originally the cathedral f Venice until Napoleon transferred the seat of the Patriarch to St. Marks.

The little church of St. Mary of the Miracles is, in complete contrast, rather small and beautiful, being covered inside and out with marble. It has a raised altar and choir, under which is the crypt; and one must not forget the lovely ceiling by P.M. Pennacchi.

20 Maggio, 1998.

La Scuola Dalmata dei SS. Giorgio e Trifone ha una serie di dipinti di Carpaccio dal 1502. Erano stati dipinti per la grande sala, ma furono portati al pianterreno nel 1511, dove erano rimasti. Nella parete sinistra San Giorgio uccide

il drago, tra i pezzi di donne che il drago ha lasciato. Poi sottomette un mostro; poi battezza un re e una regina pagani. L’altra parete è più variata; San Trifone getta un diavolo; il tormento di Cristo nel giardino; la chiamata di San Matteo; San Gerolamo con il suo leone entrano in un monastero ( e i frati sono spaventati); il funerale di San Gerolamo e San Agostino nel suo studio. Tutti sono pieni di vita e colore e lo sfondo di solito è Venezia; benché questi santi non siano mai andati a Venezia. Tutti e due erano santi dalmati, San Trifone è mol
to meno conosciuto di San Giorgio. E ancora, non c’era una cartolina del dipinto che mi piace motto, e non c’è né anche è la riproduzione nel libro.

Sono stato più fortunato nella chiesa di SS. Giovanni e Paolo, dove ho ottenuto un cartellone del quadro d’altare di Bellini e ho fatto anche una foto. Questa bella grande chiesa era originalmente la chiesa dei frati domenicani; qui sono seppelliti 25 dei dogi e dopo il 15 secolo sono stati fatti là i funerali di tutti i dogi.

La chiesa di Santa Maria dei Miracoli è, completamente in contrasto, abbastanza piccola e bella, è coperta di marmo all’interno e l’esterno. Ha l’altare e il coro in alto, sopra la cripta; il soffitto di P.M. Pennacchi è bello.

St Jerome and the lion and the vision of St Augustine by Vittore Carpaccio, Scuola Dalmata, Venice.

San Gerolamo con il suo leone e San Agostino nel suo studio di Vittore Carpaccio, Scuola Dalmata, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scuola Dalmata.

La Scuola Dalmata.

 

 

 

 

 

 


21 May, 1998.

I made an early start today; unfortunately too early. Breakfast, which I thought was at 7 o’clock, was at 7.30 am. I went to The Academia Galleries for 8.15, because my guide book said it opened at 8 o’clock; it was wrong, they open at 9 o’clock. Naturally I was the first person into the gallery and it was worth the wait. All the rooms were open and a number of paintings made an impression. Cain and Abel by Tintoretto (room 6) shows two very sturdy young men; the Portrait of a Gentleman in his Study by Lorenzo Lotto (room 7) shows a very striking young man, against a dark background; if you met him in the street you would know him from this study. The enormous painting by Tintoretto of Christ in the house of Levi (room 10) was titled The Last Supper, but that caused him to be accused of heresy and he was ordered to repaint it; he merely renamed it.

Rooms 12 and 13 contain a number of paintings by Tintoretto which are very striking and powerful. The paintings by Canaletto and Guardi in room 17 are very enjoyable and the large Procession in Piazza San Marco by Bellini (room 20) is very interesting because it shows the church before the 16th  century alterations, when some of the mosaics were destroyed. Finally I returned to yesterday’s theme, with a series of paintings by Carpaccio (room 21).

Here we have yet another gallery where postcards are almost non-existent.

21 Maggio, 1998.

Ho cominciato presto sta mattina; sfortunatamente troppo presto. La colazione, che pensavo fosse alle sette, era alle sette e mezzo. Sono andato all’Accademia per le otto e un quarto perché il mio manuale diceva che apre alle otto; non era giusto, apre alle nove. Ero, naturalmente, la prima persona nelle gallerie e ne è valsa la pena. Tutte le stanze erano aperte e un certo numero di quadri mi piace molto. Caino e Abele di Tintoretto (camera numero 6) mostra due robusti uomini; il Ritratto di un gentiluomo nel suo studio di Lorenzo Lotto (camera numero 7) mostra un bel uomo, con dietro uno sfondo scuro; se uno lo avesse incontrato, lo avrebbe riconosciuto dal ritratto. La pittura enorme di Veronese del Cristo nella casa di Levi (camera numero 10) era chiamata “L’Ultima Cena, ma per quella lo hanno accusato di eresia e gli hanno ordinato di ridipingerla; lui invece le ha dato un altro nome.

Le camere numero 12 e 13 hanno le pitture di Tintoretto che sono straordinariamente belle e poderose. I quadri di Canaletto e Guardi nella camera numero 17 erano molto piacevoli e la grande Processione nella Piazza di San

Marco di Bellini (camera numero 20) è molto interessante. Mostra la chiesa di San Marco prima della alterazione nel sedicesimo secolo, quando alcuni mosaici furono distrutti. Finalmente sono ritornato al tema di ieri con una serie di quadri di Carpaccio (camera numero 21).

Ecco ancora una galleria dove le cartoline erano abbastanza inesistenti.

Capriccio of a Colonnade by Canaletto e St John the Baptist by Titian, Academia, Venice.

Capriccio del Colonnato di Cataletto e San Giovanni Battista di Tiziano, Accademia, Venezia.

 

 

 

 

 

 

Young man reading by Lorenzo Lotto, Academia, Venice.

Un Gentiluomo nel suo studio di Lorenzo Lotto, Accademia, Venezia.

 

 

 

 

The departure of St Ursula by Carpaccio, Academia, Venice.

Stan’Ursula Parte di Carpaccio, Accademia, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Academia, Venice, painting of St Sebastian by Del Piombo, Conegliano and Crivelli.

Accademia, Venezia, pitture di San Sebastiano di Del Piombo, Conegliano e Crivelli.

Picture with St Sebastian by Andrea da Murano, Academia, Venice.

La pittura con San Sebastiano di Andrea da Murano, Accademia, Venezia.

 

 

 

 

 

Picture with St Sebastian by Tintoretto, Academia, Venice.

La Pittura con San Sebastiano di Tintoretto, Accademia, Venezia.

 

 

Picture with St Sebastian by Giovanni Bellini, Academia, Venice.

La Pittura con San Sebastiano di Giovanni Bellini, Accademia, Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Academia, Venice, painting of St Sebastian by Giovanni Bellini (top left), and the other two by Veronese.

 

Accademia, Venezia, pitture di San Sebastiano di Giovanni Bellini (sopra sinistra), e l’altre due di Veronese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scuola di San Rocco, Christ before Pilate by Tintoretto and below, sculptures by Francesco Pianta of Fury and a Painter.

Scuola di San Rocco, Cristo davanti Pilato di Tintoretto, e sotto, le sculture di Francesco Pianta di Furia e Un Pittore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Top and Right, The Crucifixion and St Sebastian by Tintoretto, and, left, altar in the Main Salon by Girolamo Campagna. Scuola di San Rocco, Venice.

Sopra sinistra, La Crocifissione e destra San Sebastiano di Tintoretto e, sotto sinistra, l’altare nella Sala Principale di Girolamo Campagna, La Scuola di San Rocco, Venezia.


22 May, 1998.

The Scuola di San Rocco is the best preserved, inside and out, of the six major guilds of Venice; the brotherhood were to aid the sick, especially during periods of plague. The present building was erected between 1517 and 1560, after which came the decoration by Tintoretto. For me the best painting is in the Hall of the Hostel (Sala dell’Albergo) and is a Crucifixion; it is huge, covers one whole wall and is magnificent; nearby Christ before Pilate is also very powerful.

For the upper hall Tintoretto painted 10 pictures, an altar piece and 21 other paintings for the opulent ceiling. The hall is lined in carved wood to a height of about seven feet; opposite the staircase the carvings are particularly rich. One is a blindfold and chained figure of Fury and another depicts a painter; all the carvings are by Francesco Pianta. With its floor of inlaid marble it is a room not to be missed.

The hall on the ground floor is much simpler; it is mostly stone with a plain wooden ceiling, held up by two rows of columns on multicoloured bases. Here Tintoretto painted seven huge canvases, and the eighth which was finished by his son Domenico.

The Friar’s Church is almost next to St. Rocco so I had a stroll inside, although I have been inside before. The paintings by Titian and Giovanni Bellini are still beautiful, as is the monk’s choir with its marble screen and three rows of carved stalls. In one chapel is a gilded wooden carving, by Donatello, of St. John the Baptist; who looks very thin and hungry.

My last visit was to the church of St. John the Baptist which is very plain and undemanding.

22 Maggio 1998.

La Scuola di San Rocco quella meglio preservata, delle sei scuole maggiori di Venezia, all’interno e l’esterno; la fratellanza era aiutare i malati, specialmente durante la peste. L’edificio attuale fu costruito fra 1517 e 1560, e dopo è stata aggiunta la decorazione di Tintoretto. La pittura che mi piace di più è nella Sala dell’Albergo, è una Crocifissione; è enorme e magnifica, copre completamente una parete; e vicino c’è il Cristo davanti a Pillato che è anche molto poderoso.

Per la sala principale Tintoretto ha dipinto dieci pitture, una pala d’altare, e le altre ventuno pitture per il ricco soffitto. Questa sala è rivestita con pannelli di legno scolpito, alto circa due metri; di fronte alla scala gli intagli sono molto ricchi. Uno è una figura di Furia in vincolo e con gli occhi bendati, un altro mostra un pittore; tutti gli intagli sono di Francesco Pianta. Il pavimento di marmo è intarsiato, e questa sala è decisamente molta bella.

L’aula al pianterreno è più semplice, costruita con pietra e con il soffitto di legno, che è sostenuto da due file di colonne dalle basi multicolori. La Tintoretto ha dipinto otto quadri grandi, di cui, uno, l’ottavo, è stato finito da Domenico, suo figlio.

La chiesa dei Frati è vicino alla Scuola di San Rocco così sono entrato, benché l’avessi visitata tre anni fa. Le pitture di Tiziano e Giovanni Bellini sono belle, e così pure il coro con lo schermo di marmo e le tre file di poltrone scolpite. In una cappella c’è una statua, di legno dorato, di San Giovanni Battista scolpita da Donatello. San Giovanni appare molto magro e affamato.

Finalmente ho visitato la chiesa di San Giovanni Battista che e disadorno e ci vogliono pochi minuti per visitarla.

 

 

 

 

 

 

Ascension Day Regatta, Venice.  La regata per l’Ascensione, Venezia.

 

 

 

 

 

 


23 May, 1998.

The view from the top of St. Mark’s bell tower is really wonderful, so much so that I took about 20 photos from there. Unfortunately there is a good view of the shell of the Opera House, La Fenice, but there is no sign of any work being carried out; I do not see how it can be finished by September, 1999; it’s impossible.

At the Archaeological Museum there was an exhibition devoted to Queen Nefertari, The Light of Egypt; she was the wife of Ramses II. It was very interesting, well designed and well lit; you thought that you were entering a tomb. Some of the artefacts were on loan from the British Museum but I do not recall seeing them before. It could be that they form part of the reserve collections which are used by researchers and for loans to other museums at home and abroad.

The Archaeological Museum itself is quite small; or perhaps some of the rooms were closed that day; but I was happy to find three marble statues which I liked. They were 4th century AD Roman copies of 3rd century BC Greek originals

and all are of soldiers. One was in the act of falling; one was on his knees; but the best and most beautiful was one lying dead upon his shield, with his broken sword in his hand; the marble was almost translucent.

After lunch in the gardens, which was very pleasant, I spent the afternoon on the Lido.

Unfortunately the man on reception at the hotel reminded me that I am leaving tomorrow; I told him that I did not want to know about tomorrow! I will be sad to leave but happy to know that I can return for another visit in the near future.

23 Maggio 1998.

La vista dal campanile di San Marco è veramente bella e ho fatto circa 20 foto. Sfortunatamente c’è anche una bella vista delle rovine del famoso teatro, La Fenice, ma della restaurazione non ancora se ne parla c’è una accenna del lavoro; non penso che possano finire per Settembre del 1999.

Nel Museo Archeologico c’era una mostra della Regina Nefertari, “La Luce d’Egitto”, la moglie di Ramsete II. Era una mostra molto interessante, ben disegnata e l’illuminazione era bella; sembrava di essere in una vera tomba. Il

Museo Britannico ha prestato gli artefatti, ma non mi ricordo di averli visti prima d’ora. Forse sono una parte della collezione, riservata, che è usata da ricercatori e prestata a altri musei in Gran Bretagna e anche all’estero.

Il Museo Archeologico è abbastanza piccolo; o forse delle camere erano chiuse quel giorno; ma sono stato contento di trovare le tre statue di marmo che mi piacciono molto. Sono del quarto secolo D.C. romano ma copie di quelle greche del terzo secolo P.C. tutti e due sono soldati. Uno sta per cadere; l’altro è in ginocchio; ma il migliore e il più bello è quello morto sul suo scudo e con la sua spada rotta in mano; il marmo era quasi semitrasparente.

Dopo aver pranzato nel giardino pubblico, cosa molto piacevole, sono andato al Lido per il pomeriggio. Sfortunatamente l’addetta nel mio hotel mi ha ricordato che il giorno dopo partirò per Londra; le ho detto che non volevo saperne niente di domani. Ero molto dispiaciuto di partire ma anche felice di sapere che sarei ritornato presto per un’altra visita.

 

Soldier in the act of falling.

Soldato sta Pervadere.

 

 

 

Soldier on his knees.

Soldato in Ginocchio.

 

 

 

 

 

Dead Soldier.

Soldato morto.

 

 

Statues in the Archaeological Museum, Venice.

Le statue nel Museo Archeologico, Venezia.


24 May, 1998.

I passed the morning roaming around Venice and remembering various things which I had intended to do, but had not had the time. When I reached the Piazzetta I found the old port was full of boats; it was the “Senza”, the Ascension Day Regatta, although it takes place after Ascension Day. The oarsmen were very colourful in their uniforms and the Bucintoro looked magnificent, all gold and crimson. In times passed the Doge was rowed to the end of the Lido and there threw a gold ring into the sea to symbolise the marriage between the Republic and the sea. I took a number of photos of the procession, whilst I tried to keep up with them; unfortunately I was not able to get ahead of them.

By the time I arrived back in the Piazza it was time for lunch which I took at AI Teatro, which is very near the hotel. During lunch the heavens opened and it was still pouring when I had to leave for the airport. I was soaked to the skin; my jacket is shower proof, but definitely not waterproof; I am now looking for a waterproof jacket ready for my next trip. The journey home was uneventful and quite pleasant.

24 Maggio 1998.

Stamattina ho girovagato per Venezia e mi sono ricordato di quelle cose che avevo intenzione di fare, ma non ne ho avuto il tempo. Quando sono arrivato alla Piazzetta, il porto vecchio era pieno di barche; era “La Senza”, la regata per l’Ascensione, benché la festa dell’Ascensione fosse già passata. I vogatori erano in uniformi piene di colore e il Bucintoro è apparsa sontuosa, tutto oro e rosso sangue. Molti anni fa il Doge andava a remi fino al Lido e gettava un anello d’oro in mare il che simboleggiava il matrimonio fra la Repubblica e il mare. Ho fatto numerose fotografie della processione, tentavo di andare di pari passo, ma non potevo superare il corteo.

Sono ritornato in Piazza per il pranzo che ho preso al ristorante “Al Teatro”, che era vicino al mio albergo. Durante il pranzo c’era forte pioggia e questa ha continuato per tutto il viaggio verso l’aeroporto. I miei vestiti erano inzuppati; la mia giacca non era impermeabile; ne troverò un’altra per la mia vacanza a Settembre. Il viaggio verso casa è stato tranquillo e abbastanza piacevole.

Venice.

Venezia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The views from the St George’s Bell Tower.

Le viste del campanile di San Giorgio.

The Grand Canal.

Il Canale Grande.

 

 

 

In the public gardens.

Nel Giardino Pubblico.

 

 

 

 

 

 




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